<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980</id><updated>2011-11-28T19:45:32.757+01:00</updated><category term='comunità giovanile'/><category term='video'/><category term='casaggì'/><category term='risiko'/><category term='cagliari'/><title type='text'>Casaggì Magazine</title><subtitle type='html'>- l'informazione non conforme online di Casaggì Onlus</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://agcagliari.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>111</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-7699932663024336774</id><published>2011-11-27T19:42:00.000+01:00</published><updated>2011-11-28T19:45:32.771+01:00</updated><title type='text'>La piazza sfida le banche</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-yeAi-tyiGuk/TtPWkvkxN-I/AAAAAAAAASo/ibqWzIXnrr8/s1600/monti-casapound-638x425.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://4.bp.blogspot.com/-yeAi-tyiGuk/TtPWkvkxN-I/AAAAAAAAASo/ibqWzIXnrr8/s320/monti-casapound-638x425.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(ADNKRONOS) Circa quattromila persone hanno affollato ieri piazza Carlo III a Napoli, per la manifestazione nazionale di CasaPound Italia contro banche, usura, privatizzazioni. Da Bolzano a Palermo, da Torino a Sassari, una trentina di pullman hanno portato nel capoluogo campano i militanti del movimento, a cui si sono uniti anche tanti napoletani per dire 'no' alla svendita dell'Italia e a un&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;governo tecnico definito negli slogan del corteo ''governo dei massoni''. Una manifestazione a cui hanno partecipato anche ragazzi provenienti da Francia, Germania, Russia, e che si è svolta senza&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;nessun problema di ordine pubblico: i militanti di Cpi hanno sfilato nella piazza cantando slogan come 'signoraggio, banche ed usura la vostra mafia non ci fa paura', 'usurai ed equitalia siete il cancro dell'Italia', 'scuola, sanità, energia, fuori i privati dall'economia', 'a fine mese sai d'affitto morirai, voglio il mutuo sociale, casa di proprietà'.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tanti gli striscioni contro il governo e contro le banche: ''Monti Draghi e un paese in rovina, una 'favola' tutta italiana', e ancora ''Il debito non è pubblico ma privato di politici, banche e sindacati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Noi non lo paghiamo', 'Goldman Sachs l'Italia non si vende', 'Col governo delle banche andrai in pensione quando sarai morto', 'La tua banca ti sta tradendo, stai morendo una rata alla volta, Mutuo sociale subito'.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra gli slogan sulla crisi e il diritto al lavoro 'Difendi l'Italia, difendi il lavoro. No delocalizzazioni', 'Contro carovita e speculazioni dei mercati una soluzione: prezzi calmierati' e 'Competitivo - precario - morto: il lavoro non è una merce'. Non manca un riferimento al diritto alla salute che ''non è in vendita'' e all'ultima campagna lanciata da CasaPound Italia,, con lo striscione 'Ferma i vampiri di Equitalia', che rimanda alla raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che regolamenti in maniera più equa l'ente di riscossione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;''Oggi siamno qui per rispondere agli attacchi infami rivolti a Cpi Napoli dal sindaco ma anche dalle forze dell'ordine - ha detto Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia, al termine del&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;corteo - Come è accaduto già a Palermo e a Bolzano, vogliamo dimostrare che quando qualcuno tocca la nostra comunità noi ci siamo e rispondiamo con forza a chi, come De Magistris. si permette di arrogarsi il diritto di decidere chi può parlare e chi no. Ma oggi siamo qui anche per denunciare il colpo di Stato che c'è stato in Italia. Con il governo Monti hanno messo una volpe a difendere un&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;pollaio, gli stessi responsabili del debito sono stati chiamati a porvi riparo, e coloro che non vogliono farci parlare sono i loro cani da guardia''..&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;''Quella di oggi a Napoli per noi è una grande vittoria.- ha concluso Iannone - Abbiamo dimostrato la differenza tra la civiltà e la barbarie, abbiamo dimostrato di essere un'Italia diversa, un'Italia che non accetta di non dare un futuro ai propri figli. E non finisce qui. Vogliamo portare la nostra battaglia contro l'usura legalizzata e il signoraggio in ogni città d'Italia. Perché è arrivato il momento di riprenderci tutto, a cominciare dalle piazze. Perché il futuro o ce lo prendiamo o non esiste'.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-7699932663024336774?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7699932663024336774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7699932663024336774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/la-piazza-sfida-le-banche.html' title='La piazza sfida le banche'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-yeAi-tyiGuk/TtPWkvkxN-I/AAAAAAAAASo/ibqWzIXnrr8/s72-c/monti-casapound-638x425.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-3545913700178566148</id><published>2011-11-27T16:45:00.001+01:00</published><updated>2011-11-28T17:56:32.019+01:00</updated><title type='text'>La tracciabilità del moralismo</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-H3whgtM85ao/TtO9GIF8P9I/AAAAAAAAASY/cSZKIvhScQ8/s1600/MarioMontiGoldmanSachs.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-H3whgtM85ao/TtO9GIF8P9I/AAAAAAAAASY/cSZKIvhScQ8/s320/MarioMontiGoldmanSachs.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Massimo Fini) Fra le "impressionanti" misure che il governo dei banchieri si accinge a prendere viene ventilata quella di togliere di mezzo il biglietto da 500 euro o, il che fa lo stesso, di mettere una tassa, operata dalle banche per conto dello Stato, sul deposito o sul prelievo di monete di questo taglio. In un pacchetto di sigarette ci stanno 20 mila euro, in una ventiquattr'ore 6 milioni. Si vuole quindi far la lotta agli evasori, ai corruttori, ai riciclatori che si servono di questi tagli. Gli obiettivi sono nobilissimi, le vere ragioni di questo provvedimento un po' meno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Negli ultimi mesi molti piccoli risparmiatori, temendo un crollo delle banche, hanno prelevato tutto il possibile dai conti correnti, lasciandovi il minimo indispensabile, per metterlo al sicuro in casa propria. E altri li stanno seguendo. Naturalmente questi prelievi sono avvenuti con banconote da 500, per poterli nascondere agli occhi dei ladri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Adesso, con questa misura, il governo dei banchieri vuole impedire ai risparmiatori che temono un crac degli Istituti di credito di ritirarvi il loro denaro e imporre a quelli che lo hanno già fatto di rimettercelo. Devono rimanere ostaggio delle banche. Nella stessa direzione va la misura, molto apprezzata dalla sinistra, che vuole rendere "tracciabile" ogni pagamento al di sopra dei 300 euro o addirittura, come pretendono alcuni khomeinisti, a cui ha dato voce Milena Gabanelli, qualsiasi pagamento in contanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I pagamenti avverrebbero quindi, in gran parte con assegni, carte di credito, bancomat, bonifici, tutte operazioni sulle quali le banche hanno le loro commissioni. Se poi ogni pagamento in contanti, di qualsiasi entità, dovesse essere tassato le banconote sparirebbero dalla circolazione, perché nessuno, nemmeno il giornalaio o il fruttivendolo, le accetterebbe (la "fresca" rimarrebbe, forse, solo al tavolo del poker, l'unico luogo pulito di questo Paese marcio fino al midollo).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Saremmo obbligati a tenere tutto il nostro denaro in banca. Ma le banche sono delle società private e lo Stato non può obbligarmi a tenervi il mio denaro. Io il mio denaro ho diritto di metterlo dove mi garba, di ficcarmelo anche nel culo se così mi piace. Lo Stato nasce, oltre che per amministrare giustizia, per battere moneta. Se non ha fiducia nella propria moneta non è più uno Stato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se uno Stato non è capace di contrastare l'evasione, la corruzione, il riciclaggio senza far pagare un pesante pedaggio ai cittadini che non sono né evasori, né corruttori, né riciclatori di denaro sporco, non è più uno Stato. Rovesciamolo assieme alle sue classi dirigenti, politiche ed economiche, che ci hanno portato a questo punto e ricominciamo da capo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;Infine non è possibile che lo Stato (che non per niente Nietzsche chiama "il più freddo di tutti i mostri") si intrufoli attraverso la cosiddetta "tracciabilità" nella mia vita privata fino a conoscere, nel dettaglio, i miei acquisti, le mie predilezioni, i miei gusti, i miei vizi. Milena Gabanelli sostiene che "la gente comune non ha necessità di più di una cinquantina di euro alla settimana".&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma dove vive, in un monastero? Una buona bottiglia di vino e un pacchetto di sigarette fan già 15 euro al giorno. Il moralismo della sinistra è insopportabile. E ora capisco perché tanti, senza per questo essere dei lestofanti, votavano Berlusconi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché Berlusconi difendendo la sua libertà criminaloide difendeva anche, per estensione, la libertà di tutti dallo strapotere dello Stato.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Aridatece subito il Cainano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-3545913700178566148?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3545913700178566148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3545913700178566148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/la-tracciabilita-del-moralismo.html' title='La tracciabilità del moralismo'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-H3whgtM85ao/TtO9GIF8P9I/AAAAAAAAASY/cSZKIvhScQ8/s72-c/MarioMontiGoldmanSachs.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-4613260630702106485</id><published>2011-11-26T17:58:00.002+01:00</published><updated>2011-11-28T18:28:51.088+01:00</updated><title type='text'>Tatuaggi: roba da pirati e carcerati? No, amuleto da battaglia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ITgXF2i_-v4/TtO-cDOx_0I/AAAAAAAAASg/AeRhVxHIxKc/s1600/tatuaggio+-+palmeri.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-ITgXF2i_-v4/TtO-cDOx_0I/AAAAAAAAASg/AeRhVxHIxKc/s320/tatuaggio+-+palmeri.jpg" width="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;(Roberto Alfatti Appetiti sul Secolo d'Italia) Dimmi che tatuaggio hai e ti dirò chi sei. Nonostante da “clandestino” sia diventato un fenomeno di massa – e, come tale, abbia perso inevitabilmente il fascino della trasgressione – il tatuaggio conserva una potenza espressiva tale da riuscire a dire molto di più del vissuto di una persona di quanto non sempre riescano a fare le parole. Mezzo di comunicazione bivalente: rivolto ai propri “simili”, a coloro che possono capirne il significato, ma anche suggestivo messaggio&amp;nbsp;erga omnes.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="" name="more"&gt;&lt;/a&gt;Una pratica che affonda la sua storia nei millenni più lontani. Mai sconfitta, malgrado l’ostilità dichiarata delle grandi religioni monoteiste e i pregiudizi che l’hanno accompagnata negli anni. Roba da marinai e carcerati, ripetevano i benpensanti. Cesare Lombroso arrivò ad affermare che il tatuaggio è segno inconfondibile della personalità criminale, la cui presenza, da sola, certifica la tendenza a delinquere del soggetto. E in effetti, per lungo tempo, a tatuarsi furono per lo più marinai e carcerati.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Non a caso, la parola tatuaggio, in inglese Tattoo – scrive&amp;nbsp;Andrea Palmeri nel suo fresco di stampa&amp;nbsp;Tatuaggio. Dalle origini ai giorni nostri&amp;nbsp;(Eclettica Edizioni, pp. 110 € 13) – fu coniata verso la fine del 1769 proprio da un “marinaio” d’eccezione: il capitano inglese James Cook, uno dei più grandi navigatori ed esploratori britannici. Era rimasto talmente affascinato nel vedere i corpi tatuati degli abitanti delle isole dal Pacifico dal fare sua la parola onomatopeica, Tatau, che ricordava il rumore del legno che batteva sull’ago. Una prova di coraggio cui nessun marinaio si sottraeva e che, una volta appresi i rudimenti di quell’antica arte, permise loro di raccontare, attraverso disegni simbolici, indizi di vita, origini, luoghi raggiunti o imbarcazioni.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Un’ancora tatuata sul bicipite – come quella sull’avambraccio di Braccio di Ferro – suggeriva che chi la portava era salpato da un porto atlantico. I tatuaggi con fucili e cannoni incrociati, invece, indicavano che il marinaio aveva prestato servizio presso la marina militare.&amp;nbsp;Altrettanto inequivoci, i tatuaggi dei carcerati. Se nell’antichità gli schiavi venivano marchiati a fuoco per renderli riconoscibili in caso di fuga e per umiliarli, il tatuaggio carcerario, dall’Ottocento, non consiste più in una punizione ma, al contrario, in un rivendicazione d’orgoglio: messaggio di aperta ribellione al sistema carcerario e dichiarazione di guerra alla società borghese.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;«I carcerati usavano il corpo in modo autonomo o antagonista – ci spiega Palmeri – per raccontare la propria condizione di detenuti e soprattutto di uomini. Affermano la loro identità in un ambiente che tende a privare gli uomini di ogni elemento distintivo». Date di detenzione, trascorsi penitenziari, precedenti appartenenze, ma anche temi amorosi, religiosi, vendette annunciate e icone imprevedibili. Come i tatuaggi raffiguranti Lenin o Stalin con cui i carcerati russi si coprivano il corpo, specialmente i punti vitali. Non per adesione alla rivolta bolscevica: più prosaicamente facendo affidamento sul fatto che i secondini sovietici non infierissero dove erano ritratti i padri della rivoluzione. Chissà se lo stesso spirito di sopravvivenza è alla base della scelta di Fabrizio Miccoli, funambolico attaccante del Palermo, di farsi tatuare il Che Guevara sul polpaccio. Un invito ai difensori – almeno a quelli devoti al Che – a evitare entrate moleste?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Difficile dirlo, una cosa è certa: i calciatori hanno avuto un ruolo preponderante nel rendere il tatuaggio una moda, facendogli perdere al contempo la valenza simbolica e la pessima reputazione che si portavano dietro, trasformandolo in un inoffensivo accessorio per l’abbellimento del corpo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Finalità diametralmente opposta a quella dei popoli guerrieri nordeuropei, che usavano pitture indelebili per rendere più terrificanti le facce e i corpi sul campo di battaglia. Giulio Cesare nel&amp;nbsp;De Bello Gallico&amp;nbsp;riferisce: «Tutti i britanni si tingono onde essere nelle pugne di aspetto più orrendo». La parola inglese Brith (dipingere) deriva, per l’appunto, da Britanni. Non solo: il numero dei tatuaggi era riferito alle battaglie combattute e quindi era proporzionale al valore di un guerriero. Nei calciatori, invece, il numero sembra più che altro un personale contatore di narcisismo: Ezequiel Lavezzi, per citarne uno, ne ha più di dieci; Marco Materazzi ben ventitré, pari al suo numero di maglia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;«I greci la consideravano una pratica barbara ed estranea all’ideale ellenico di bellezza che un semplice corpo nudo rappresentava – sottolinea Palmeri – mentre tra i romani, nella fase di espansione dell’impero, si diffuse l’usanza di fare del tatuaggio un simbolo di fedeltà e devozione all’imperatore». Il più diffuso tra i legionari era la sigla SPQR (senatus populusque romanus) che Russel Crowe, nei panni del generale Massimo, si strappa via dalla pelle con una lama acuminata quando l’imperatore viene assassinato dal figlio Commodo nella finzione cinematografica de&amp;nbsp;Il gladiatore, il film di Ridley Scott. Francesco Totti, invece, un gladiatore s’è l’è fatto imprimere sul braccio destro. Più di lui, però, a tenere viva la tradizione guerriera del tatuaggio ci pensa il mondo ultras. Già dalla metà degli anni Settanta, del resto, i supporters di sua maestà avevano iniziato a tatuarsi scritte e stemmi inneggianti alla propria squadra. Come non ricordare il tatuaggio con il cane simbolo dello Shadwell Town mostrato dal poliziotto John – protagonista di&amp;nbsp;Hooligans&amp;nbsp;(il film del 1995 diretto da Philip Davis) – che, dopo un periodo da infiltrato tra i tifosi dello Shadwell, diventa un hooligans dei più duri. Nelle curve italiane, i primi pionieri dei tatoo con nome e logo della squadra del cuore fanno capolino negli anni Ottanta, mentre il fenomeno esploderà nel decennio successivo: fede sportiva come stile di vita impresso sulla pelle e fisiologica contrapposizione alle forze dell’ordine.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Se il potenziale sovversivo del tatuaggio è stato sfruttato dal movimento punk per suscitare stupore e indignazione, gli skenheads cercano di creare soggezione. Simbolo per eccellenza, “politicamente” bipartisan, è la ragnatela sul gomito: ci cresceranno le ragnatele sul gomito a forza di stare appoggiati tutto il giorno al bancone del bar, sembrano dire. Oppure la palla da biliardo col numero otto: nel gioco del pool è l’ultima che deve essere messa in buca, metafora del militante irriducibile. La vocazione antagonista del tatuaggio resiste in pochi gruppi politici, che ancora assegnano al tatuaggio un valore non decorativo ma identitario e aggregativo.&amp;nbsp;CasaPound, per sottolinearne l’importanza, ha dato vita nel 2008 a un centro tatuaggi: Tango Core Tatoo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;«Per noi – ci spiega – il tatuaggio è un amuleto nella battaglia. Non una medaglia, qualcosa di più. Niente a che vedere con l’autocompiacimento o con l’ambiente fashion. Eravamo tatuati venti anni fa, quando era “criminale”, e lo saremo tra altri venti, quando “gli altri” se li cancelleranno». Perché il deterrente principale, per i più, non è il dolore o i rischi igienico sanitari – il tatuatore non è l’improvvisatore di un tempo, armato di aghi di fortuna in sottoscala polverosi – ma l’irrevocabilità dell’incisione. «I tatuaggi – continua Iannone – li hai scelti provando un sentimento preciso e non puoi farci niente, neanche quando ti ricordano qualcosa di sbagliato. È la tua storia e devi esserne fiero, perché ogni uomo o donna che si rispetti è fatto di errori clamorosi, di scelte sbagliate, di sfide incredibili, di amori impossibili e di sogni infranti, ma è bello ricordarcelo sempre, perché abbiamo vissuto e siamo ancora incredibilmente vivi. E quando non ci saremo più – conclude – rimarranno le nostre gesta e i nostri tatuaggi. Altro che diamanti...».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-4613260630702106485?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4613260630702106485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4613260630702106485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/tatuaggi-roba-da-pirati-e-carcerati-no.html' title='Tatuaggi: roba da pirati e carcerati? No, amuleto da battaglia'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ITgXF2i_-v4/TtO-cDOx_0I/AAAAAAAAASg/AeRhVxHIxKc/s72-c/tatuaggio+-+palmeri.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-1459203647755446575</id><published>2011-11-25T22:35:00.000+01:00</published><updated>2011-11-25T22:35:11.072+01:00</updated><title type='text'>Rigore e celerità. Viaggio nella nuova e sobria Italia montiana</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-0ICagUY2xZs/TtAKBYH6fJI/AAAAAAAAASQ/NUjNBn_-iz4/s1600/fatce-con-calma-sole-24-fake.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-0ICagUY2xZs/TtAKBYH6fJI/AAAAAAAAASQ/NUjNBn_-iz4/s320/fatce-con-calma-sole-24-fake.jpg" width="292" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;(Pietrangelo Buttafuoco su Il Foglio)&lt;b&gt; Fate piano. Tanto non si batte chiodo.&lt;/b&gt;&amp;nbsp;Se fate una passeggiata lungo le strade delle sacre compere ve ne farete un’idea. Dalle 18.30 alle 19.00, camminando lungo il marciapiede di via Umberto, a Catania, il cuore fenicio dei commerci, ho contato solo tre clienti. Stessa desolazione ieri mattina, a Roma. Dal Pantheon a via del Tritone fino a Barberini: poca è la clientela. E perciò fate piano. Non c’è da correre con i cavi delle luminarie, le strade sono spoglie e ancora non ho messo piede sulle moquette rosso-Christmas.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Ai tempi del debito pubblico&lt;/b&gt;, arrivati al 25 di novembre, era già tutto un bagliore. Che commozione quella splendida Padova vestita a festa. I pomeriggi del gelo facevano atmosfera ed era tutto un far piovere bigliettoni di lire da Biasetto. Allora c’era da fare in fretta perché entrare all’aeroporto di Linate – ai tempi – era come stare nella grotta segreta dei Quaranta ladroni. E nel senso buono, i ladroni. Gli aerei erano foderati da Trussardi, Alitalia forniva snack e prosecco e il senso era proprio quello che svegliava tutti i sensi. Le hostess erano tutte fatalone e Gabriele D’Annunzio, orbo veggente, aveva visto giusto: “Le notti che precedono il Natale sono intensamente erotiche”. E dunque fate piano. Avete già lasciato le potenti auto blu per mettere i vostri augusti lombi su sobrie macchine italiane. Forse fanno tecnico-style le macchine italiane. Ma scatarrano e tremolano nella carrozzeria peggio che le fratture femorali. Vanno piano, appunto. E non si va lontano. E sono di quel color can che fugge con cui non si fa figura, ma pena. Quanto è brutta la nuova ammiraglia Lancia manco la maschera di “mortepaesana”. Meglio la Masi-rati. Fate piano, picciotti. Non c’è dove andare. Piano pianissimo cresce la verdura nell’orto, pane e vin ancor non manca, viene Natale senza denari e se pure nei ristoranti si deve prenotare e gli aerei sono pieni, non ci sono più le tappezzerie della Milano da bere, né i salatini e sono solo voli low-cost quelli che prendiamo nei nostri viaggi a vuoto. Destinazione Piovarolo, se è possibile, mai e poi mai Rocca Imperiale perché ai dipendenti dello stato è data in sorte la compilazione dei giustificativi. Non c’è più manco Giulio Tremonti a fare i conti né Renato Brunetta che va a controllare i mangiapane a tradimento, tutto è diventato virtù in forza del rigore e se l’Italia intera incontra il baratro non resta altro che vagheggiare il nirvana restando fermi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Piano! E che sia comandamento.&lt;/b&gt;&amp;nbsp;Non si fa ressa quando si arriva davanti allo sportello. La banca è la meta. Bambole, non c’è una lira! Ma col vecchio conio se ne sono gghiute anche le bambole. Sobrietà &amp;amp; Castità, il Gatto e la Volpe hanno fatto un patto per tagliare l’impertinenza di Pinocchio. E fate tutto piano. In banca si sta zitti come in chiesa. L’Italia è come quel tizio in fila nei “Soliti Idioti”. Arriva sotto il naso dell’impiegata: “Dicaaa?!”. L’Italia del solito idiota chiede e quella se ne va via: “Un attimo e sono subito da lei!”. Lo dice per non tornare più. Come fa l’Europa. E non come fa l’Europa quando piove. Quello succede solo nella canzone di Paolo Conte. Ed è una canzone dove si fa piano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-1459203647755446575?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1459203647755446575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1459203647755446575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/rigore-e-celerita-viaggio-nella-nuova-e.html' title='Rigore e celerità. Viaggio nella nuova e sobria Italia montiana'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-0ICagUY2xZs/TtAKBYH6fJI/AAAAAAAAASQ/NUjNBn_-iz4/s72-c/fatce-con-calma-sole-24-fake.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-1178425643256780344</id><published>2011-11-23T20:03:00.001+01:00</published><updated>2011-11-23T19:53:48.510+01:00</updated><title type='text'>Le battute del premier tornano a far ridere</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Krqc4jGBL0A/Ts1A7kgBTgI/AAAAAAAAASA/ljHOEy1drgA/s1600/montivonrompuy.JPEG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="260" src="http://4.bp.blogspot.com/-Krqc4jGBL0A/Ts1A7kgBTgI/AAAAAAAAASA/ljHOEy1drgA/s320/montivonrompuy.JPEG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;(Adriano Scianca sul Secolo d'Italia) È&amp;nbsp;vero: probabilmente Berlusconi si sarebbe messo nei guai da solo, cercando di uscire dall'impasse, raccontando quella dei tre commissari europei francese, tedesco e spagnolo, ma un dato salta subito all'occhio: in tempi di coesione nazionale (forzata), anche le gaffe in campo internazionale vengono accolte con un altro spirito. Il primo scivolone di Mario Monti - veniale, per carità... - avviene a Bruxelles, dove il professore bocconiano gioca in casa. «Rispetto al governo precedente - spiega il neopremier - credo che potremo andare più decisamente a fondo...». Poi ci pensa un attimo, sorride e ironizza: «...A fondo nel senso buono, incisivamente». Poi, rivolto al presidente della Commissione europea, Jose Manule Barroso, che sorride accanto a lui, il capo del governo italiano rimarca: «Il presidente conosce così bene l'italiano che può cogliere anche queste sfumature». Risata generale e poi tutti a parlare di cose serie. Siamo adulti, tecnici e sobri, cribbio. E infatti&amp;nbsp;Repubblica&amp;nbsp;non grida allo scandalo, non punta il dito contro la turbativa dei mercati, non dice che altrove non si fa. L'impressione generale di una certa acquiescenza verso il nuovo presidente del Consiglio è forte, quasi che le sue battute facciano più ridere, le sue manovre siano più efficaci (anche se sono le stesse degli altri) e dando un colpo al juke-box faccia automaticamente partire le hit del momento. Una visione pericolosamente irrazionale, quasi mistica, messianica, che contrasta un po' con la fredda lucidità richiesta in questi casi. Il governo dei tecnici, quello santificato in virtù della confidenza con i numeri e i dati anziché con le vaghe formule politiche e politicanti, si scopre alla fine ammantato di un carisma tutto irrazionale. Un po' come nella barzelletta del professore bocconiano, del commissario europeo e dell'ex premier...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-1178425643256780344?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1178425643256780344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1178425643256780344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/le-battute-del-premier-tornano-far.html' title='Le battute del premier tornano a far ridere'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Krqc4jGBL0A/Ts1A7kgBTgI/AAAAAAAAASA/ljHOEy1drgA/s72-c/montivonrompuy.JPEG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-5437227719259601196</id><published>2011-11-23T20:02:00.000+01:00</published><updated>2011-11-23T22:01:17.038+01:00</updated><title type='text'>Gli uomini "in nero" raccontati da Mario Merlino</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-D0GH_mY7VHo/Ts1fA32z5UI/AAAAAAAAASI/rdM3PrvJKVo/s1600/atmosfereinnero.JPEG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-D0GH_mY7VHo/Ts1fA32z5UI/AAAAAAAAASI/rdM3PrvJKVo/s320/atmosfereinnero.JPEG" width="263" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Angelo spaziano sul Secolo d'Italia) Il filosofo rinascimentale Carlo Bovillo diceva che l'uomo è il mirabile specchio del mondo. L'ultimo romanzo di Mario Merlino&amp;nbsp;Atmosfere in nero&amp;nbsp;(edizioni Settimo Sigillo), proprio come sosteneva il pensatore francese, focalizza l'attenzione del lettore sull'Uomo. Cinque novelle che offrono al lettore l'esatta percezione di come dovrebbe essere l'uomo ideale. Vale a dire un Prometeo del sentire, un testimone dell'Idea fino al suo pieno compimento. Dell'abnegazione fino al sacrificio di se stessi. Dello spirito di conquista fino al concepimento di un nuovo ordine politico e civile. Del coraggio fino al suo temerario, oltranzistico inveramento. Perché «fatti non fummo per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza», come diceva un tempo uno che di spiriti nobili se ne intendeva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ebbene, i protagonisti di questo bel libro sono dei coraggiosi testimoni dell'anima perché, a differenza della maggior parte dei comuni mortali, opportunisti e voltagabbana, "loro", al momento della verità, con sprezzo della vita, rimasero uguali a sé stessi, alle scelte compiute e ai valori abbracciati. Archetipi essenziali di vera Umanità fatti propri un tempo ormai lontano, allorché giurarono "fedeltà o morte" a un uomo e alla sua idea. Un'idea che, secondo i loro intendimenti, avrebbe rivoluzionato il mondo così come lo conosciamo, portando ovunque progresso per i forti e riscatto ed emancipazione per i più deboli. E questa coerenza, questa unità d'intenti, il legionario Emilio, il sottotenente Bernardino, il meccanico Marco, l'ausiliaria Gina, lo spigoloso contadino, il maestro Leandro, l'hanno testimoniata e sofferta sulla propria pelle. E anche il tremebondo Ludovico, il ragazzo della novella&amp;nbsp;Il manifesto, uno che avrebbe voluto reagire ma che non se l'è sentita, ebbene, anch'egli a modo suo ha patito. Ha sofferto per tutta la sua esistenza davanti a un vecchio manifesto di propaganda bellica in quanto, al momento di scegliere, non è riuscito ad essere all'altezza della solare ausiliaria Gina, una stoica ragazza che pur di non rinnegare i suoi ideali subì un atroce castigo. Ludovico, al contrario, uomo, sì, ma senza attributi, non ha avuto il fegato di sfidare quel padre vile e rancoroso, quel prete cinico e intrigante, quella sua famiglia d'imboscati e cospiratori già pronta a saltare sul carro del vincitore per festeggiare oscenamente la disfatta della propria Patria. Del resto Marsilio Ficino diceva che l'uomo, forte della sua "onnicomprensività" che lo rendeva una creatura privilegiata, da un lato è in grado di elevarsi fino a rendersi quasi simile a Dio, ma dall'altro lato, può anche degradarsi sino a scendere al livello della bestia più immonda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed ecco allora Merlino offrirci sull'ara sacrificale l'olocausto cruento ma sublime del sottufficiale Bernardino Bernardini, l'eroe di&amp;nbsp;All'ombra del padre. Un valoroso, Bernardino, che, tamponandosi con stoicismo un occhio ormai fuoruscito dall'orbita per le percosse subite, esorta con parole ferme la giovane recluta Emilio a non dare ai suoi aguzzini alcuna soddisfazione. Emilio, infatti, pestato anch'egli con selvaggia crudeltà, vorrebbe gridare, disperarsi, urlare in faccia al nemico tutta la sua rabbia. Una rabbia resa ancora più aspra dalla mancanza di parola da parte dei gappisti, che pure avevano promesso a quei generosi combattenti l'incolumità in cambio di una resa onorevole. Ma nel devastato Norditalia del 1945 "pietà l'è morta" e con essa s'è definitivamente estinto ogni sentimento d'umanità e ogni sorta di rispetto per patti siglati o promesse sottoscritte. Emilio finirà con unirsi a Mila, la figlia di quel galantuomo di ufficiale. E questo, Emilio ne è certo, non è stato un caso. Un perdigiorno, uno scapestrato fattosi uomo è il protagonista della seconda novella di&amp;nbsp;Atmosfere: "Alima è andata via". Marco, spedito dal regime in terra d'Africa per "farsi le ossa", viene incaricato della manutenzione del parco veicoli della colonia. In breve tempo il giovane, improvvisamente diventato un adulto del tutto consapevole della missione di civiltà da svolgere in quella terra, s'invaghisce di una bellissima indigena, Alima. È solo un uomo, Marco, ma per Alima è simile a un Dio. E come un Dio il bell'italiano viene omaggiato e onorato dalla splendida etiope, che gli si offre incondizionatamente e che per amor suo sfida anche l'ostilità dei membri della tribù. Fino al giorno in cui il ragazzo non ottiene il dono più inaspettato e ambito che un uomo possa mai ricevere. La bella Alima infatti, vedendo il proprio eroe trascinato in catene dagli inglesi vincitori, lo onora per l'ultima volta tendendo orgogliosamente il braccio e irrigidendosi nel saluto romano. Un contadino duro, un ex combattente "repubblichino" tetragono e incapace di comunicare affetto a moglie e figlio è il protagonista della novella&amp;nbsp;Il silenzio della terra. Qui la sofferenza è collettiva e grava come un macigno su tutto il gruppo familiare, finché la catartica scomparsa della madre non sopraggiunge a sciogliere la cappa di piombo che grava sulla vicenda e a gettare una luce di comprensione a tutta la compagnia. E siamo all'ultimo prezioso cammeo di quest'antologia "in nero":&amp;nbsp;Il maestro di scuola. Stavolta siamo alle prese col dramma di Leandro, un uomo di libro e di moschetto che nell'abbracciare con fervida passione l'ideale fascista riesce a farsi un mucchio di nemici. Questi gliela fanno pagare e in un proditorio agguato lo massacrano di botte riducendolo in fin di vita. La sua donna, incinta, per lo spavento perde il bimbo che teneva in grembo e impazzisce. Leandro non ha più la speranza di un amore, di un futuro, la sua vita è rovinata. Riuscirà a ritrovare se stesso solo quando un gruppo di uomini armati, una mattina del maggio 1945, verrà a bussare alla sua porta. Lui sa chi sono e cosa vogliono. Vogliono lui. Prima di soccombere potrebbe ucciderne un paio e trovare finalmente la bella morte per anni tanto vagheggiata e sognata. Ma stavolta Leandro decide di non agire. Il vecchio maestro è stanco. Sa che la sua opera è ormai giunta a termine e il migliore esempio, la migliore testimonianza che può lasciare ai posteri, a questo punto, è donare se stesso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-5437227719259601196?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/5437227719259601196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/5437227719259601196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/gli-uomini-in-nero-raccontati-da-mario.html' title='Gli uomini &quot;in nero&quot; raccontati da Mario Merlino'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-D0GH_mY7VHo/Ts1fA32z5UI/AAAAAAAAASI/rdM3PrvJKVo/s72-c/atmosfereinnero.JPEG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-7928463469670886784</id><published>2011-11-23T20:01:00.000+01:00</published><updated>2011-11-23T19:36:09.749+01:00</updated><title type='text'>E in certe curve si continua la sfida "rossi contro neri"</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La controcultura diventa metafora di antifascismo militante (fuori tempo massimo)&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-k3EfKcGI60U/Ts086lyY_AI/AAAAAAAAAR4/3SbywSAS4jo/s1600/ultras.JPEG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-k3EfKcGI60U/Ts086lyY_AI/AAAAAAAAAR4/3SbywSAS4jo/s320/ultras.JPEG" width="205" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Giovanni Tarantino sul Secolo d'Italia) Chi non vuole uscire dalla logica degli anni di piombo, purtroppo, trova ancora adepti in qualche curva di stadi italiani e non solo. Così è possibile trovare nel 2011 un libro che racconta le curve d'Italia come fossero centri sociali di matrice autonoma o anarchica insurrezionalista.&amp;nbsp;Controcultura ultras. Comunicazione, partecipazione, antagonismo(Coessenza, pp.247, euro 15), scritto da Marco De Rose, è il fiore all'occhiello degli ultras allineati a sinistra. L'autore è un ultrà del Cosenza, curva rossa, e frequentatore della Libreria internazionale di Via dei Volsci a Roma, quella fondata dal «sociologo di strada» Valerio Marchi, scomparso nel 2006.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il fenomeno ultrà viene visto in questo libro come una controcultura, con i suoi linguaggi, i suoi stili, intrisi di comunicazione controinformativa e lotte sociali. Questo è un dato vero, confutabile leggendo le storie di diverse tifoserie italiane. Le conclusioni a cui giunge, tuttavia, sono nefaste. I toni sono fortemente politicizzati. L'analisi che parte da un presupposto valido - quella ultras è una controcultura - si perde nei moniti da ciclostile della curva livornese: «Non siamo e non saremo mai solidali a nessun ultras neofascista, in quanto il suo annientamento è il nostro obiettivo». Appare come un paradosso la realtà di un fronte comune per ultrà omologati, con esponenti delle tifoserie di Ternana, Livorno, Ancona, Cosenza, ribattezzato «fronte di resistenza ultras».&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ha forse un senso ricordare che le Brigate Rossonere, fondate nel 1975, annoverano tra i loro creatori quel Toni Negri leader dell'Autonomia operaia. Caso non unico di commistione tra ultras e militanti politici a sinistra come a destra. Va annoverato in tal senso anche il caso di Beppe Franzo, tra i fondatori degli Indians della Juventus negli anni Ottanta, e successivamente animatore de&amp;nbsp;L'Araldo, centro culturale tradizionalista torinese. Proprio Franzo, qualche tempo fa, presentando ai microfoni di "Radio Bandiera Nera" il suo libro&amp;nbsp;Via Filadeflia 88&amp;nbsp;(Novantico), ha ricordato peraltro una rivalità nella rivalità che animava la contrapposizione cittadina torinese tra gli «Indians della Juve, composti in maggioranza da militanti della destra extraparlamentare e i Granata Korps, che radunavano quasi tutto il Fronte della Gioventù missino della città della Mole». Ma erano quelli i tempi: in certi casi si era ultras e comunisti, o ultras e neofascisti. E storie come quella raccontate da Franzo non sono dissimili a quanto accadeva nelle curve di sinistra. È un pezzo di storia, non lo si può negare e ha un senso ridiscuterne oggi. Quello che appare meno sensato è imitare esperienze di quel tipo ai nostri tempi. Che senso ha, oggi, a giocare a curve rosse contro curve nere? A immaginare trame oscure che legano le curve «di destra» alle forze dell'ordine? È forse di matrice rossa la curva di appartenenza del povero Gabriele Sandri? Oppure quel caso evidenzia un'assurdità che non ha nulla a che vedere con i colori politici e di fede calcistica? Ai paladini della contrapposizione politica applicata al calcio sfugge poi un altro dato. Sono veramente pochi i casi di curve completamente allineate in un unico fronte politico. I casi più noti quelli dell'Hellas Verona a destra o del Livorno a sinistra: in mezzo tante tifoserie a predominanza trasversale. Ma negli anni d'oro del movimento ultrà italiano, gli Ottanta, le rivalità non erano quasi mai dettate dal colore politico. È il campanilismo, lo spirito di supremazia territoriale che domina nel calcio, e nella sua filosofia, fin dagli albori tardo ottocenteschi derivanti dalla Gran Bretagna. Non si spiegherebbero altrimenti le rivalità stracittadine tra Roma e Lazio, l'antipatia tutta campana tra Salernitana e Cavese, l'odio tra due fazioni un tempo di sinistra come atalantini e fiorentini. Non è figlio della politica il cosiddetto derby d'Italia tra Inter e Juventus, come non lo è quello di Sicilia tra Palermo e Catania.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diverso è il senso delle battaglie condivise «contro il calcio dei padroni», altro che la certificazione di conformità ideologica che certi "compagni" vorrebbero. Negli ultimi anni il mondo ultras ha avuto di che lamentarsi. Da provvedimenti discutibili come la tessera del tifoso fino a casi di eclatante ingiustizia come quello riguardante la morti di Gabriele Sandri e Matteo Bagnaresi. È quasi naturale che gli ultras fungano da comune cassa di risonanza di battaglie civili: è logico che chiedano di essere ascoltati, che pretendano garanzie, che non vogliano essere l'anello debole della catena chiamata calcio. Ma non è il clima da «noi contro di loro» che può risolvere il problema. L'antifascismo da stadio è solo uno scimmiottamento di contrapposizioni desuete, dannose, che hanno generato un clima di odio e una stagione di sangue. Di un periodo che, per fortuna, non interessa il mondo del calcio, che avrà pure mille difetti ma che non è toccato, nemmeno per sbaglio, dagli antagonismi da guerra civile fuori tempo massimo che piacciono tanto a qualche nostalgico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-7928463469670886784?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7928463469670886784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7928463469670886784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/e-in-certe-curve-si-continua-la-sfida.html' title='E in certe curve si continua la sfida &quot;rossi contro neri&quot;'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-k3EfKcGI60U/Ts086lyY_AI/AAAAAAAAAR4/3SbywSAS4jo/s72-c/ultras.JPEG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-3792367797760569495</id><published>2011-11-20T14:53:00.001+01:00</published><updated>2011-11-20T14:58:42.424+01:00</updated><title type='text'>Damasco, attacco alla sede del partito Baath</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-CC3Vnt-BtV4/TskGShSRN1I/AAAAAAAAARw/gl8xPFuqSWg/s1600/assad.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-CC3Vnt-BtV4/TskGShSRN1I/AAAAAAAAARw/gl8xPFuqSWg/s320/assad.jpg" width="243" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;(euronews) Attacco, con due granate, alla sede del partito di governo Baath, a Damasco. E’ il primo attentato nella capitale siriana da quanto 8 mesi fa scoppiò la protesta contro il presidente Bashar al Assad. Il quale, intervistato da un periodico britannico, afferma che un intervento militare contro la Siria scuoterebbe tutto il Medio Oriente.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;“Farò di tutto per salvare il Paese – ha detto -. Sono qui per servirlo, non è il contrario. Quindi non si tratta di me, ma della Siria. Il problema, adesso, non è il presidente, ma la stabilità del Paese, la sua unità. Come possiamo mantenere la Siria unita. Se il presidente è fattore di unità, è il Paese che deve dirlo. Se lui è un fattore di divisione, allora deve andarsene. L’attuale presidente o qualsiasi altro. Questo è il principio. Ma non è stato questo, finora, il problema. Gran parte dei siriani sono uniti. &lt;b&gt;Quello che sta accadendo adesso è dovuto a una minoranza di militanti che ogni giorno uccide cittadini siriani&lt;/b&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il video dell'intervista:&amp;nbsp;&lt;a href="http://it.euronews.net/2011/11/20/damasco-attacco-alla-sede-del-partito-baath/"&gt;http://it.euronews.net/2011/11/20/damasco-attacco-alla-sede-del-partito-baath/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-3792367797760569495?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3792367797760569495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3792367797760569495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/damasco-attacco-alla-sede-del-partito.html' title='Damasco, attacco alla sede del partito Baath'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-CC3Vnt-BtV4/TskGShSRN1I/AAAAAAAAARw/gl8xPFuqSWg/s72-c/assad.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-3815618142791682227</id><published>2011-11-18T15:58:00.001+01:00</published><updated>2011-11-19T18:15:50.236+01:00</updated><title type='text'>Per Formica il nuovo governo è formato da “fiduciari”</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-F7udtAJMc70/TsfgMpi1ezI/AAAAAAAAARo/E9Rp3ao6Zeo/s1600/formica.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="225" src="http://4.bp.blogspot.com/-F7udtAJMc70/TsfgMpi1ezI/AAAAAAAAARo/E9Rp3ao6Zeo/s320/formica.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Matteo Mascia per Rinascita) Nelle ultime settimane l’ex ministro socialista Rino Formica ha sottolineato con forza come l’Italia sia attraversata da “un problema di grave limitazione della sovranità nazionale senza avallo popolare”. Una situazione pericolosissima che non sembra preoccupare le principali forze politiche. L’esponente del Psi ha spiegato in numerosi interventi come le tecnostrutture internazionali rendano inutili le nostre istituzioni nazionali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Onorevole Formica partiamo subito da un parere sul governo del professor Mario Monti…&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non c’è dubbio che questo governo, vista la sua composizione, nasca sulla base di direttive che arrivano da altre sedi. Mi riferisco a quei luoghi particolarmente attenti ad una riorganizzazione dei sistemi economici in chiave di mercato esasperato. Io non credo però che il giudizio da dare a questo esecutivo si debba basare sulle categorie tradizionali: la composizione, i singoli, i percorsi politici e via di questo passo. Sicuramente siamo di fronte a delle persone che non sono espressione della classica democrazia politica organizzata. Su di loro influiscono senza dubbio i valori fondanti della nostra democrazia ma è innegabile il rilievo del capitalismo post-democratico che caratterizza la nostra epoca.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Quindi la presidenza del Consiglio risponderà a delle indicazioni che esulano dal normale dibattito politico-parlamentare?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo di fronte ad un gruppo di fiduciari. Noi ci dobbiamo interrogare su chi ci sia dietro ai nomi che hanno riempito dicasteri e dipartimenti. Non ci sono poteri forti ma aree forti. La più importante che mi viene in mente è la Chiesa, organizzazione che ha bisogno di intervenire nuovamente nella vita politica del Paese. Per farlo non ha scelto i canali tradizionali che per decenni hanno caratterizzato le sue attività e le hanno permesso di assumere il controllo di posti chiave nella società. Oltre alla Chiesa ci sono naturalmente importantissimi settori dell’economia e della finanza internazionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Come si è arrivati a questa situazione?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla base dell’attuale assetto c’è il bisogno di una modifica del capitalismo. Per qualcuno è importante trovare un’alternativa rispetto ai modelli che hanno caratterizzato gli ultimi decenni. La soluzione non può essere quella del capitalismo democratico tradizionale perché questo schema ha finito per entrare in conflitto con la democrazia. Una lotta che costituisce uno dei più importanti problemi per tutte le società occidentali e che porta all’idea che si possa superare il modello democratico. Ovviamente nessuno sa come questo superamento possa arrivare. Qualche anno fa nessuno si immaginava come sarebbe stato possibile uscire dal comunismo e, per il momento, le vecchie economie comuniste hanno assunto una soluzione provvisoria rappresentata dalla conciliazione tra il mercatismo ed un forte controllo da parte di uno Stato che risente del suo passato. Sulle nuove evoluzioni sociali pesano poi i rapporti con l’Africa ed il Medio Oriente. Un mondo in cui già si confrontano i disegni teocratici con quelli ispirati ad una democrazia di stampo occidentale. Nel breve periodo ci dovremo quindi confrontare con una serie di cambiamenti radicali a livello planetario. Mancano però le forze ed una formazione culturale per governare nel migliore dei modi questa fase delicatissima del confronto tra mercato e modelli politici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Passiamo ora alla gestione della cosiddetta crisi in sede europea. Nei prossimi anni il nuovo governatore della Banca centrale europea Mario Draghi giocherà un ruolo da protagonista. Condivide le critiche di chi lo accusa di essere legato al mondo della finanza internazionale? Qualche tempo fa persino Francesco Cossiga lo definì “un vile affarista”…&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il vero problema non è rappresentato da Mario Draghi, che divenne direttore generale del ministero del Tesoro ai tempi della Democrazia cristiana essendo stato scelto da Guido Carli. Dobbiamo rompere lo schematismo della personalizzazione che ha sempre caratterizzato il dibattito tra le fila della sinistra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;A suo modo di vedere Draghi sarà capace di riformare la Bce per renderla una vera banca centrale?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non sarà lui a decidere. Quando le forze che influiscono sulla tenuta e sulla gestione della Bce decideranno che è arrivato il momento di cambiare allora si cambierà. Fino a questo momento si è preferito tenere la banca di Francoforte in una posizione di estraneità rispetto alle dinamiche finanziarie. La sinistra ha sicuramente sbagliato sulla questione dell’unità monetaria. La limitazione di sovranità degli Stati nazionali per quanto riguarda la politica economica e la politica di bilancio rende possibile che i grandi Paesi possano imporre agli altri membri dell’Unione le proprie scelte. Non si è stati in grado di prevedere una gestione politica delle decisioni comunitarie che, in qualche modo, fosse in grado di compensare questa perdita della sovranità su tematiche cruciali per i singoli Stati. Con una certa incoscienza, si è finito per assecondare le tendenze tecnocratiche della finanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Quindi possiamo tranquillamente affermare di essere un Paese a sovranità limitata...&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo eravamo già quando abbiamo accettato di aderire all’Unione europea ed all’unione monetaria. Non ci dobbiamo però dimenticare che la nostra Costituzione ammette la cessione di sovranità quando questo avviene sul piano della reciprocità. E questo non è avvenuto. Il governo di Monti avrà il dovere di spiegare come si starà in Europa, come ci si comporterà nei confronti di questa limitazione della sovranità e come si comporterà rispetto alle dinamiche geopolitiche nel bacino del Mediterraneo. L’altro giorno, il governo britannico ha detto che bisogna prepararsi all’opzione militare per cercare di risolvere i conflitti mediorientali. Ovviamente, il nostro governo non sa ancora come comportarsi rispetto ad una decisione di questo genere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nostro ruolo è quello di essere base di servizio rispetto a decisioni prese altrove. Un dato di fatto che viene nascosto da chi preferisce interrogarsi su quali debbano essere gli scopi di un’eventuale patrimoniale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Quanto hanno influito le dinamiche del secondo dopoguerra sulla limitazione della sovranità nazionale?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Hanno sicuramente avuto un ruolo molto importante. Dagli anni cinquanta sino al termine della prima repubblica il vecchio sistema dei partiti è però sempre riuscito a mantenere una certa condizione di parità sul piano internazionale. Nella seconda repubblica abbiamo assistito all’avvento dell’unità monetaria e le forze politiche non hanno compreso l’importanza di questo fenomeno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dall’estrema destra all’estrema sinistra tutti sono responsabili per non aver vigilato sulle modalità con cui veniva ceduto il nostro potere decisionale. Nessuno di quei governi ha saputo tutelarci in maniera efficacie. Come se materie quali il cambio, il bilancio e le politiche economiche nel loro complesso fossero delle questioni di secondaria importanza. Non si è fatto nulla per arrivare ad un unione di tipo politico con gli altri Paesi europei. Grazie alle mancanze di qualcuno, saremo costretti a subire decisioni come quelle assunte durante l’ultimo congresso della Cdu, dove la Merkel ha annunciato che si farà promotrice di una modifica dei Trattati che consenta di far uscire un Paese dall’unione monetaria senza uscire dall’Ue. Cosa dirà Monti su questo punto? Niente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Veniamo ad una prognosi sul futuro dei partiti. Viaggiamo verso una terza repubblica?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per il momento tutti i partiti esaltano il proprio suicidio. Non escludo che prossimamente i giovani possano dare vita a movimenti rivoluzionari.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Organizzazioni che non saranno omogenee nei loro disegni politici. Al nord ci saranno pulsioni di stampo secessionista, al sud si chiederanno politiche idonee a garantire un determinato livello di sviluppo. Elemento di implosione che si aggiunge alla totale mancanza di fiducia nei confronti delle istituzioni. La popolazione ogni tanto finisce per affidarsi al demiurgo. Per il momento si è affidata al presidente della Repubblica, probabilmente fra sei mesi il Quirinale potrebbe essere sostituito da altre forze. Un atteggiamento volubile che testimonia come nel Paese manchi la coesione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-3815618142791682227?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3815618142791682227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3815618142791682227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/per-formica-il-nuovo-governo-e-formato.html' title='Per Formica il nuovo governo è formato da “fiduciari”'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-F7udtAJMc70/TsfgMpi1ezI/AAAAAAAAARo/E9Rp3ao6Zeo/s72-c/formica.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-4057107239608714247</id><published>2011-11-18T13:02:00.000+01:00</published><updated>2011-11-19T17:55:46.136+01:00</updated><title type='text'>E' autentica democrazia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-mug1rnLnqAE/TsffecFaBhI/AAAAAAAAARg/YFaMv0SrlWg/s1600/Gambetta_ballons.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-mug1rnLnqAE/TsffecFaBhI/AAAAAAAAARg/YFaMv0SrlWg/s320/Gambetta_ballons.gif" width="237" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;(Gabriele Adinolfi su Noreporter.org) I parlamentari che tradiscono gli elettori è un classico&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il liberal-populismo incarnato da Berlusconi aveva conquistato la piazza irritando le tecnocrazie finanziarie chiamate a confrontarsi con esso e non più libere di fare e disfare senza dar spiegazioni. Costrette pure, con ciò, a ridurre alcune mire, quali per esempio la moltiplicazione esponenziale del debito pubblico.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La lesa maestà contro la casta non è delitto da poco e prima o poi la si paga.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per la seconda volta dal 1994 la guida politica del Paese è stata così rovesciata e sostituita con un golpe parlamentare. Il primo riuscito durante il Berlusconi IV dopo una serie di fallimenti in merito, il più clamoroso dei quali fu la congiura dei Proci di Fini Tulliani da Montecarlo, conclusasi con un risultato all'altezza del personaggio: una cocente e ridicola manifestazione d'impotenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sicché il golpe se l'è dovuto fare in proprio la Goldman Sachs, mediante la Trilateral e con l'appoggio del Presidente della Repubblica, non a caso di tradizione e cultura comunista, quindi suddita della finanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al governo liberal-populista è susseguito un direttivo tecnico (o meglio un direttorio) che sia per appartenenza, sia per scelte economiche e fiscali si trova esattamente all'opposto di quello che l'elettorato aveva richiesto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il lato pittoresco (tragico e patetico al contempo) della vicenda è l'assoluta, acritica, trasversale, completa, sottomissione di tutti gli “eletti del popolo”, leghisti esclusi, ad un golpe democratico che instaura una linea politica, economica e sociale opposta alla domanda degli elettori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Domanda di cui tutti, palesemente, se ne fottono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualcuno in giro almeno alza la voce contro quest'operazione “antidemocratica”. Avrebbe ragione se la democrazia fosse in qualche modo espressione del volere popolare e strumento di partecipazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa che non è minimamente. La democrazia, quantomeno quella provvista di Parlamento, è il sistema di controllo più dirigista, totalitario e autoritario immaginato e prodotto dall'uomo. E' un sistema in cui le istanze popolari vengono innanzitutto incanalate in contenitori differenti se non opposti (stile opposti estremismi), incaricati di far sfogare passioni e ideali in logiche da guerra civile. Si contrappongono le istanze, spesso identiche ma mobilitate sotto simboli avversi e mediante raggruppamenti antropologici solitamente non empatici tra loro e perciò sospinti naturalmente alla reciproca insofferenza. E ciò che&amp;nbsp; rimane dopo la contrapposizione, oltre all'astio reciproco che fa identità per difetto, viene sminuzzato e stemperato in Parlamento fino a produrre grigie poltiglie insipide.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sopra al Parlamento e ben al di sopra del popolo diviso e sfruttato stanno oligarchie di sfruttatori che impongono politiche sempre antinazionali e quasi sempre antisociali. E che quando propongono invece politiche che si pretendono sociali le intendono come sistemi assistenziali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La democrazia (perlomeno quella fornita di Parlamento) è la paralisi della partecipazione, la dismissione della Nazione, la divisione del popolo e la sottomissione, individuale e collettiva, della gente. Le sue istituzioni consentono però di tener in vita una fiction in cui tutti s'appassionano e si sentono coinvolti in partite elettorali, vissute come turni della Coppa Italia, nelle quali si tifa fino a tarda notte per questa o per quella nullità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una pagliacciata perfetta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-4057107239608714247?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4057107239608714247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4057107239608714247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/e-autentica-democrazia.html' title='E&apos; autentica democrazia'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-mug1rnLnqAE/TsffecFaBhI/AAAAAAAAARg/YFaMv0SrlWg/s72-c/Gambetta_ballons.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-2123586339090242095</id><published>2011-11-17T17:44:00.000+01:00</published><updated>2011-11-19T17:44:56.242+01:00</updated><title type='text'>Governo tecnico? Ogni ministro ha la sua quota</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-NC5UKjPZ2aU/Tsfc8XzewiI/AAAAAAAAARY/kWzSO60uL4E/s1600/governo-monti.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://1.bp.blogspot.com/-NC5UKjPZ2aU/Tsfc8XzewiI/AAAAAAAAARY/kWzSO60uL4E/s320/governo-monti.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Libero-news.it) Si parla di governo tecnico, di una squadra di ministri che agirà solo e soltanto in nome dell'Italia. In verità, tutti questi tecnici, hanno un lato B più o meno evidente. Sono dei ministri nel segno dei soldi: soltanto per fare un esempio alla Giustizia c'è la donna più ricca d'Italia, mentre il caso del superbanchiere Corrado Passera si definisce da solo. Così, ministro per ministro, vi raccontiamo vite, amori, scheletri e altarini. E soprattutto vi sveliamo a quale 'quota' facciano riferimento: tra banche, chiesa, editoria e industria. Ma quale governo tecnico...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;CORRADO PASSERA, ministro dello Sviluppo, Trasporti e Infrastrutture - Quota banche-Rcs&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il neo ministro dello Sviluppo economico e infrastrutture, oltre a essere ad di Intesa (istituto che ha partecipazioni di rilievo in Telecom, Alitalia, Ntv ecc. ecc.), rappresenta la banca nel patto di sindacato di Rcs Mediagroup, che riunisce i grandi soci del gruppo editoriale, e nel comitato esecutivo dell’Abi. Tra gli incarichi in consigli di spicco, al di fuori delle società quotate in Borsa, quello nella Fondazione la Scala e nell'università Bocconi di Milano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;PAOLA SEVERINO, ministro della Giustizia - Quota banche-Vaticano&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima donna ministro della Giustizia è uno dei più noti avvocati penalisti romani. Sessantatré anni, napoletana, è prorettore vicario dell’Università Luiss, Guido Carli. Ha difeso, tra gli altri, Romano Prodi, Francesco Gaetano Caltagirone, Cesare Geronzi, Gaetano Gifuni. Ha lavorato nello studio di Giovanni Maria Flick prima che il professore fosse nominato Guardasigilli del governo Prodi, ed è stata superconsulente dell’Abi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ANDREA RICCARDI, ministro della Cooperazione Internazionale - Quota Sant'Egidio Rcs&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una delle pedine piazzate dal Vaticano è Andrea Riccardi. Il neo ministro della Cooperazione, 61 anni, fondatore di Sant'Egidio è stato uno dei protagonisti del famoso convegno di Todi del 17 ottobre scorso, che ha visto il cardinal Bagnasco raccogliere in un convento un centinaio di persone che hanno deciso la fine del governo. Con lo zampino del Corriere, presente in forze all’incontro con la regia di Ferruccio De Bortoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ELSA FORNERO, ministro del Welfare - Quota banche-sinistra torinese&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un piede in banca e uno nella sinistra. Il nuovo ministro del Welfare, professoressa di economia all’università di Torino, oltre ad essere super esperta di sistemi previdenziali e fautrice dell’estensione del calcolo contributivo per tutti, è anche vicepresidente del consiglio di sorveglianza di Intesa. Poltrona a cui è arrivata grazie agli incarichi in quella Compagnia di Sanpaolo legata a doppio filo alla sinistra torinese dei Chiamparino e dei Fassino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;LORENZO ORNAGHI, ministro dei Beni Culturali - Quota Ruini&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nato a Villasanta (Monza) nel 1948, il neo ministro dei Beni culturali è dal 2002 Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Sempre alla Cattolica, è stato allievo di uno dei padri della Lega, lo storico Gianfranco Miglio. Dal 1998 è membro del Consiglio di Amministrazione del quotidiano Avvenire, di cui dal 2002 è vicepresidente. Da molti è considerato uomo del cardinale Bagnasco dopo esserlo stato di Ruini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;GIAMPAOLO DI PAOLA, ministro della Difesa - Tecnocrate bipartisan&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un ammiraglio alla guida della Difesa. Campano di Torre Annunziata, 67 anni, il neo ministro è presidente del Comitato militare della Nato. Di Paola indossa l’uniforme da circa 48 anni. Nel 2004 è stato nominato capo di Stato Maggiore della Difesa. In questa veste ha coordinato la pianificazione di tutte le più recenti missioni internazionali dell’Italia, dall’Iraq all’Afghanistan. Di Paola oggi si trova a Kabul in missione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;CORRADO CLINI, ministro dell'Ambiente - Tecnocrate bipartisan&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nuovo ministro dell’Ambiente è direttore generale dello stesso dicastero dal 1990, attualmente allo Sviluppo sostenibile, il clima e l’energia. È nato a Latina nel 1947. Si è laureato nel 1972 in Medicina all’Università di Parma, ma al ministero dell’Ambiente è arrivato 25 anni fa ed oggi è un vero esperto del settore. Con idee molto pragmatiche (e poco amate dagli eco-integralisti) sulle emergenze ambientali: non ama il protocollo di Kyoto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;MARIO CATANIA, ministro delle Politche Agricole - Tecnocrate bipartisan&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mario Catania dal novembre 2009 è capo Dipartimento delle politiche europee e internazionali del ministero delle Politiche agricole. Ma il nuovo ministro andrà a guidare un dicastero in cui lavora dal 1978. È nato a Roma nel 1952. Catania ha avuto competenze, in qualità di capo dipartimento, ha curato i rapporti con l’Unione europea nella fase di formazione e di attuazione della normativa sulla nuova Politica agricola.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ENZO MOAVERO MILANESI, ministro degli Affari Europei - Quota Monti&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un Monti boy doc per gli Affari Europei. Il nuovo ministro Enzo Moavero Milanesi, è attualmente giudice presso la Corte di Giustizia europea. Ma l’avvocato, 57 anni, specializzato in antitrust, è stato soprattutto capo di gabinetto dell’allora commissario Ue alla Concorrenza Monti (’99-’00) e con lo stesso incarico lo aveva affiancato quando era alla guida del Mercato interno (’95-’99). Tra il ’92 e il ’94 è pure consigliere dei governi Amato e Ciampi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;GIULIO TERZI DI SANT'AGATA, ministro degli Esteri - Quota Fini&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È Giulio Terzi di Sant’Agata il neo ministro degli Esteri del governo Monti. Bergamasco, classe 1946, l’attuale ambasciatore a Washington si è laureato in Giurisprudenza a Milano con specializzazione in diritto internazionale. Entrato in carriera diplomatica nel 1973, Terzi è stato ambasciatore in Israele tra il 2002 e il 2004 ed è noto principalmente per avere gettato le basi della storica visita di Fini nello Stato ebraico nel novembre 2003.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;FABRIZIO BARCA, ministro della Coesione Territoriale - Quota Prodi-Ciampi&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il neo ministro alla Coesione Territoriale è stato direttore generale del dipartimento delle politiche dello Sviluppo al ministero dell’Economia. Figlio di Luciano Barca, partigiano, deputato Pci e direttore dell'Unità, l’economista è ricordato per il suo lavoro al Servizio Studi della Banca d’Italia con Ciampi, che poi seguì al Tesoro nel ’98 sotto il governo Prodi. È stato Presidente del Comitato politiche territoriali dell’Ocse.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;FRANCESCO PROFUMO, ministro dell'Istruzione - Quota sinistra torinese&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È nato a Savona, in Liguria, nel '53, ma il Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ora ministro dell’Istruzione, nel 1985 si è trasferito a Torino. E nel 2010 ha dato la sua disponibilità alla candidatura a sindaco per il Partito Democratico (con lo zampino di Vendola che voleva mettere i bastoni tra le ruote a Fassino). In seguito ha però ritirato la candidatura&amp;nbsp; accontentandosi della poltrona di rettore al Politecnico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;RENATO BALDUZZI, ministro della Salute - Quota Bindi&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nuovo ministro della Salute è un giurista esperto di Sanità e presidente dell’Agenas, l'agenzia per i servizi sanitari regionali. Al ministero ha già lavorato nell’ufficio legislativo del ministro di allora Rosy Bindi. Nato a Voghera, 56 anni, è professore ordinario di diritto costituzionale nell’Università del Piemonte Orientale e ha contribuito a scrivere alcune leggi di riforma sanitaria varate durante il governo Prodi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ANNA MARIA CANCELLIERI, minstro dell'Interno - Quota Casini&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nuovo ministro dell’Interno arriva direttamente da Parma, dove è commissario prefettizio. Ma la romana Cancellieri, 77 anni, una vita da funzionario al Viminale, è conosciuta più che altro per gli anni in cui, da prefetto di Bologna, prese le redini della città dopo lo scandalo che travolse il sindaco Delbono. I contatti con la politica furono così stretti che Casini la propose come candidato del centrodestra. Allora rifiuto. Questa volta è corsa a Roma.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;PIERO GNUDI, ministro del Turismo e dello Sport - Quota Prodi-Casini&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche il neo ministro del Turismo e dello sport ha a che fare con le banche. L’ex presidente di Enel ricopre infatti la carica di consigliere in Unicredit (oltre a quella in Astaldi e nel Gruppo 24 ore). Ma l’habitat naturale dell’ex presidente dell’Iri (uno degli oltre cento incarichi collezionati) è la sua Bologna, dove conosce praticamente tutti quelli che contano. Da Prodi, amico di vecchia data e compagno di bicicletta, a Casini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ANTONIO CATRICALA', sottosegretario alla presidenza del Consiglio - Tecnocrate bipartisan&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Presidente dell’Antitrust, consigliere e presidente di sezione del Consiglio di Stato. Capo di gabinetto del ministro delle Poste Maccanico. Ha collaborato con Berlusconi come segretario generale di Palazzo Chigi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;PIERO GIARDA, ministro dei Rapporti con il Parlamento - Quota Prodi-banche&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Banche e politica pure per Il titolare dei rapporti con il Parlamento, che è membro dei consiglio di sorveglianza del Banco Popolare ed è stato recentemente indicato nella lista per il consiglio di amministrazione che nascerà con l’abbandono della governance duale. Laureato in economia e commercio alla Cattolica di Milano nel 1962, Giarda è stato sottosegretario al Tesoro dal 1995 al 2001 con i governi Amato, D'Alema (I e II), Prodi (I) e Dini (I).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-2123586339090242095?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2123586339090242095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2123586339090242095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/governo-tecnico-ogni-ministro-ha-la-sua.html' title='Governo tecnico? Ogni ministro ha la sua quota'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-NC5UKjPZ2aU/Tsfc8XzewiI/AAAAAAAAARY/kWzSO60uL4E/s72-c/governo-monti.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-8668084561867497583</id><published>2011-11-16T20:01:00.001+01:00</published><updated>2011-11-16T20:06:26.562+01:00</updated><title type='text'>I "cospirazionisti" si riscattano (grazie a Monti)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Auv8oqTQkAE/TsP9QYBTbEI/AAAAAAAAARI/cvlsHJoykPg/s1600/goldm.JPEG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-Auv8oqTQkAE/TsP9QYBTbEI/AAAAAAAAARI/cvlsHJoykPg/s320/goldm.JPEG" width="306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Adriano Scianca per il Secolo d'Italia) "Goldman Sachs, le trait d'union entre Mario Draghi, Mario Monti et Lucas Papadémos". Parlare il francese non è poi così necessario per comprendere il chiarissimo titolo che campeggia su&amp;nbsp;Le Monde, il quotidiano del ceto medio riflessivo transalpino, praticamente una&amp;nbsp;Repubblica&amp;nbsp;con la baguette. Che comunque, ad uso di chi è pigro con le lingue, recita: "Goldman Sachs, il collegamento tra Mario Draghi, Mario Monti e Lucas Papademos". «La banca d'affari americana ha in effetti tessuto in Europa una rete di influenza unica, sedimentata nel corso di lustri», scrive il primo giornale di Francia. Ma se il riferimento vi sembra troppo elitario, andatevi a cercare su YouTube uno spezzone di "Italialand", il programma di Maurizio Crozza, dell'11 novembre. Il comico genovese, di estrazione non esattamente estremodestra, definisce la Goldman Sachs come una «banda di simpatici incravattati che ha messo in mutande l'America» o anche una «Spectre». E ironizza: «Fatemi capire: gli Stati hanno salvato le banche che hanno fatto fallire gli Stati. E i capi delle banche vanno a governare quegli Stati che le loro banche hanno fatto fallire... Io sento un odore di cetriolo...».&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Gli abitanti della "Torre"&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, piano piano se ne stanno accorgendo tutti. Tranne i mezzi di informazione mainstream italiani, ma non disperiamo che alla fine ci arrivino anche loro. Per ora da noi lo dicono solo i comici. Eppure il giochino è davvero trasparente: non sarà davvero la Spectre, ma è certo che essere passati per il 30 Hudson Street di Jersey City, in un palazzone di 238 metri di altezza, sembra aiutare nella politica nazionale e internazionale. Sulle rive del fiume Hudson svetta in effetti la Goldman Sachs Tower, il più alto grattacielo di tutto il New Jersey e uno dei cinquanta più alti di tutti gli Stati Uniti. Per quella torre, in tempi più o meno recenti, sono passati tanti protagonisti della politica: da Romano Prodi a Mario Draghi, da Massimo Tononi (sottosegretario all'Economia nel governo Prodi) a Gianni Letta, da Robert Rubin (segretario al Tesoro di Clinton) Henry M. Paulson (stesso ruolo, ma sotto G.W. Bush). Fino a Mario Monti, ovviamente. Solo in Italia, tuttavia, notare queste strane coincidenze significa essere "complottisti". Altrove gli analisti sembrano essere più smaliziati. È sempre&amp;nbsp;Le Monde, infatti, ad aggiungere altri tasselli al mosaico, citando Otmar Issing, ex presidente della Bundesbank, Jim O'Neill, l'inventore del concetto geopolitico di "Brics" (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), l'irlandese Peter Sutherland, uno dei "salvatori" dell'Irlanda, Paul Deighton, diventato direttore generale del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Londra dopo 22 anni in Goldman.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;«Maledetti cospirazionisti»&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una spiegazione più leggera a tutto ciò, ovviamente, può essere data dall'attenzione della banca americana alle eccellenze di ogni parte del globo: poiché sono i più grandi, scelgono i migliori ed è allora ovvio ritrovarseli poi nei posti chiave della società. Un po' ingenuo, ma ci può stare. Poiché, però, non stiamo parlando di una innocua bocciofila ma di un organismo che influisce pesantemente sui meccanismi economici globali, il dato dovrebbe comunque far riflettere. Ma a quanto pare il concetto di "conflitto di interessi" vale per uno e un solo caso nell'intera storia dell'Occidente, il resto sono solo coincidenze. In Italia, in effetti, da questo orecchio non ci sentono. «A chi vuol vedere trame e misteriosi collegamenti che portano al potere ristrette e prescelte élite, consiglio solo di leggersi meno libri di spionaggio, o se preferisce di fantasy», ha risposto sprezzante al&amp;nbsp;Corriere della Sera&amp;nbsp;Claudio Costamagna, ex Montedison, ex Citibank, ex capo dell' investment banking in Europa di Goldman Sachs, oggi presidente-fondatore della CC &amp;amp; soci (consulenza finanziaria) e di Advise Only (consulenza sugli investimenti online). Insomma, quello che in Francia lo dicono in prima pagina sui maggiori quotidiani progressisti, in Italia diventa materiale di scarto per banale "fantasy" politico-finanziario. Con Costamagna sembra del resto concordare anche il 99% della sinistra antagonista, degli indignados e dei "black bloc", che una volta liquidato Berlusconi sembra essersi presa una vacanza dalla rivoluzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Complotti e complottisti&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, alla fine c'è chi mette la testa sotto la sabbia e chi, volente o nolente, è costretto a dare ragione ai "complottisti". Il termine, beninteso, è un epiteto polemico che raccoglie un po' di tutto, dai pazzi da legare alla David Ike fino a studiosi seri e documentati, solo un po' fuori dagli schemi. Per separare il grano dal loglio bisognerebbe forse distinguere tra i "complotti" e il "complottismo". Quest'ultimo consiste effettivamente in una lettura deformata e paranoica della realtà che postula l'esistenza di un Piano cosciente che si dispiega per secoli e millenni, senza sosta, ad opera di minoranze onnipotenti, onnipresenti e, ovviamente, occulte. Si tratta, come è ovvio, di roba per sospettosi cronici, fondamentalisti religiosi, malati di mente e sfigati vari. Tutto ciò, ovviamente, non va confuso con i singoli "complotti", ovvero con le singole volontà di potenza di ben precisi gruppi organizzati. Interventi nella politica e nell'economia che, a differenza del Piano di cui sopra, sono imperfetti, dinamici, in continua rielaborazione e in contrasto con altre spinte di senso opposto. Se ci attestiamo in quest'ultimo campo e lasciamo da parte i deliri cospirazionisti, va da sé che qualche domanda sul ruolo della Goldman Sachs &amp;amp; simili nella politica italiana ed europea bisognerà pur porsela. Magari ricominciando a concepire il giornalismo e l'informazione come inchiesta, approfondimento, indagine oltre i luoghi comuni e non semplice claque che incensa le sacrosante autorità morali del nostro tempo, dai giudici a Napolitano. Insomma, per rifiutare la paranoia non bisogna per forza di cose cadere nell'ingenuità. Tra il pazzo e il boccalone c'è sempre posto per chi decida, molto più semplicemente... di non farsi prendere per fesso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-8668084561867497583?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/8668084561867497583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/8668084561867497583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/i-cospirazionisti-si-riscattano-grazie.html' title='I &quot;cospirazionisti&quot; si riscattano (grazie a Monti)'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Auv8oqTQkAE/TsP9QYBTbEI/AAAAAAAAARI/cvlsHJoykPg/s72-c/goldm.JPEG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-4852466548801242445</id><published>2011-11-16T17:01:00.000+01:00</published><updated>2011-11-16T17:01:15.942+01:00</updated><title type='text'>Avete detto Trilateral?</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-cX-JabZHbyI/TsPeQCaPOaI/AAAAAAAAARA/qm5EHLshYm4/s1600/the_great_seal-Commisione_trilaterale.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="276" src="http://3.bp.blogspot.com/-cX-JabZHbyI/TsPeQCaPOaI/AAAAAAAAARA/qm5EHLshYm4/s320/the_great_seal-Commisione_trilaterale.gif" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;(Gabriele Adinolfi su Noreporter.org) Il fatto che Mario Monti sia il presidente europeo della Commissione Trilateral e un valletto della Goldman Sachs proprio come il suo compare, il presidente&amp;nbsp; della BCE Mario Draghi, paradossalmente, è secondario.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;O meglio: è primario da un punto di vista strutturale ma è fuorviante da quello dell’interpretazione politica.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Mi spiego: che questa gente sia incaricata della liquidazione di economie, popoli, stati e che lo sia in maniera gerarchica, appartenendo in modo organico a veri e propri direttivi sovranazionali, è un fatto importante e decisivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Che però si confonda il loro agire per conto terzi con una sorta d’infezione dalla quale si potrebbe guarire se al loro posto non ci fossero funzionari dei poteri forti è inesatto. Così prendersela esclusivamente con loro, per gratificante che sia, è sbagliato.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Non è questione di uomini&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;A proposito del golpe che&amp;nbsp; ha imposto Monti, salta agli occhi l’ostentata e completa sottomissione ai poteri centrali di una classe politica fatta di aiuto-camerieri, risultato dell’onda lunga della purga Mani Pulite che ha disseminato le istituzioni di fossili e molluschi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il servilismo palese, tripartisan,&amp;nbsp; assoluto, dei nostri “politici” mette dunque in evidenza la potenza degli ispettori del capitalismo sovranazionale.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ciò stabilito – e non è poco - vediamo di non fossilizzarci in concetti semplicistici e soprattutto di non proporre alternative risibili alla ricerca di&amp;nbsp; uomini non appartenenti a centrali di potere.Non è una questione di uomini, intesi come individui o personaggi, è un fatto oggettivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Vediamo quindi, se vogliamo far qualcosa di più e di meglio che ragliare alla luna, di capire l’insieme, di cogliere le funzioni, la dinamica, insomma ciò che – dopo l’anima – dà senso alla meccanica. Altrimenti penseremo di aver capito tutto ma non avremo capito niente. E, soprattutto non faremo niente, tranne – nel migliore di casi – sostenerci a vicenda, con gomitate complici e strizzatine d’occhio, per far intendere, con complice arguzia, ad ascoltatori annoiati di aver capito tutto. Il che ci differenzierà da qualsiasi borghese di base in una sola cosa: nell’essere più impotenti di lui. Ma non necessariamente più lucidi, perché gli stereotipi cui ci aggrappiamo sono spesso più imprecisi delle convinzioni istintive dell’uomo qualunque.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;E neppure di organizzazioni&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Non è questione di uomini e neppure di organizzazioni. La Trilateral, come il Bilderberg, il CFR e organismi internazionali quali il WTO, non sono affatto un “partito fantasma” né la Spectre: sono gli elementi cardine dei consigli di amministrazione supernazionali. Quelli che le Brigate Rosse, in uno dei rari momenti di lucidità analitica, avevano etichettato con la sigla SIM (Stato Imperialista delle Multinazionali). Una conclusione un po’ grossolana e sostanzialmente impropria che però si avvicinava all’oggettività.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sono questi consigli d’amministrazione, specialmente in un’era di avanzata post-democrazia, a scrivere gli spartiti e spesso a nominare i direttori d’orchestra.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Per far fronte alla situazione nuova (che comunque cervelli geniali, come quello di Pierre Drieu La Rochelle avevano colto in fieri ben sessantasette anni fa) bisogna capirla. Se non la si capisce e se ci si limita a liquidarla come una “congiura massonica” o come una cospirazione maligna estranea all’era e alla società non si farà altro che accompagnarla in controcanto.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Soltanto comprendendo come questa realtà “antidemocratica” – che io invece sostengo rappresentare la quintessenza della democrazia che per natura e vocazione è negazione di libertà, di giustizia e di partecipazione – si può fare qualcosa di concreto e di positivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Lotta di classe?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E’ arduo confrontarsi davvero con la realtà perché essa è complessa, anzi completa. Le sue dimensioni andrebbero colte tutte senza eccezione, a partire da quelle spirituali, metafisiche, fino a percepirne le psichiche, a identificarne le fisiche, le meccaniche.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Restando ai nostri livelli troppo umani è notorio che abbiamo la tentazione di aggrapparci a teorie e schemi che pretendono di spiegarci tutto. Si tratta sempre e solo di stampelle che ci aiutano a zoppicare. Ma zoppicare è meglio che restar paralizzati, e, in un’era così meschina coma la nostra, perché non prendere a prestito – pur irridendola da più alte dimensioni – la chiave di lettura materialista, cioè meschina come lo è l’era, quella della dialettica storica e della lotta di classe?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E’ una chiave di lettura come molte altre e, come le altre, è valida solo settorialmente e frammentariamente, ma parzialmente lo è.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La lotta di classe, così come venne immortalata iconograficamente, si risolve in borghesi contro proletari, padroni contro salariati, capitalisti contro lavoratori. Questa semplficazione, idolatrata da molti, negata da alcuni, e superata da altri ancora, era comprensibile, facile, suggestiva, ma imprecisa.Se da un lato teneva conto del conflitto tra capitale e lavoro, dall’altro non aveva messo in luce un terzo elemento, quello della finanza o del super-capitale.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Per essere&amp;nbsp; precisi Marx ed Engels se ne avvidero, ma la logica duale, binaria, semplicistica e, proprio in quanto tale, demagogicamete efficace del marxismo, tese a minimizzare la differenza tra speculatori e capitalisti tout court.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Uno degli effetti di questa interpretazione mutila fu la complicità quasi naturale tra i partiti marxisti e le centrali finanziarie, una complicità che ci potrebbe spiegare oltre un secolo di storia. Insieme, socialcomunisti e finanza,&amp;nbsp; aggredirono a tenaglia l’industria e la libera iniziativa, combatterono e minarono ogni logica di Stato e di Nazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Internazionali, cosmpolite, sia la finanza che la religione comunista, si sono ritrovate in un lungo abbraccio, tuttora saldo, che si fondava non solo su di un comune nemico (anzi su tutti i comuni nemici) ma anche su di una sacralità metafisica comune ben precisa.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E, questo lo chiarisco per i “tradizionalisti” che sono quasi sempre dei grammatici ingessati i quali credono di aver capito tutto ma sovente non hanno capito niente, sacralità e metafisica sono termini che non sottendono per forza valori “celesti” o “solari” ma una partecipazione, anche infera, a dimensioni sovraumane o infraumane.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Oggi, se i comunisti subiscono la crisi immancabile dei manipolati, la finanza sembra celebrare il suo trionfo: su popoli, nazioni, stati e capitali.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E i Monti di turno, intercaambiabili come ciabatte, non vanno liquidati come semplici rappresentanti di minoranze complottanti ma identificati come il frutto immancabile di una dinamica, di una serie di rapporti di forza e di un intero sistema.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Se si ragiona altrimenti non si è capito nulla e, quel che è peggio, non si combinerà nulla.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Che fare dunque?&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Se il capitalismo si fonda sullo sfruttamento del lavoro, la finanza – che è speculazione pura – se ne fotte del lavoro. Questo “dettaglio” è bene che ce lo si metta in testa. In molti, infatti, pensano che la finanza stia sbagliando strategia perché crea masse di affamati. E’ la medesima logica per la quale si crede che gli americani in Afghanistan abbiano fallito; semplicemente non si è capito cosa cercava davvero lì la Superpotenza (ovvero destabilizzazione, base nella Via della Seta, posizionamento presso l’Heartland e controllo del papavareo da oppio), così come non si capisce che la finanza può permettersi, anzi spesso vuol permettersi, un’altissima percentuale di disoccupati e di senza tetto. E di drogati. E di morti di fame.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Se il capitalismo sfrutta, la finanza impoverisce, rapina e specula.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E quasi tutte le componenti finanziarie si riconoscono, complici, in questo parassitismo che, nel migliore dei casi, intende la folla come plebe urbana cui dare panem et circenses (sussidi di disoccupazione, o prestiti a lungo termine, e sky tv).&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Le grandi famiglie finanziarie, ebraiche o protestanti, funzionano così, ma lo stesso vale per la finanza araba, quantomeno waabita, che è ricca per lo sfruttamento del petrolio e per le speculazioni borsistiche.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Paradossalmente, tra le potenze finanziarie, fa eccezione quella cinese che è fondata strutturalmente sullo sfruttamento più arcaico della forza-lavoro e che, per quanto sia sempre più attratta dall’universo speculativo, ha ancora come canone centrale quello della produzione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Quel che è mancato&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Se si colgono questi dati elementari si capisce ciò che è quasi&amp;nbsp; totalmente mancato a chi vorrebbe opporsi allo stato delle cose.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;In primis la lucidità che consiste nel comprendere che la bancarotta sociale e la dismissione della sovranità non rappresentano affatto punti di debolezza del sistema, bensì sono la prova più evidente della sua offensiva trionfale e del suo stato di salute. E dunque bisogna(va) smetterla di affidarsi al “risveglio” dei popoli e delle nazioni e, al contrario, operare per costruire alternative solide e longeve, visto che – a meno di una guerra mondiale – il processo in corso, questo processo di stritolamento dei popoli, degli individui e delle culture, durerà a lungo e che solo l’organizzazione di spazi autocentrati potrà consentire la sopravvivenza ed il guado per gli uni e per le altre.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Bisogna liberare, strutturare e sacralizzare spazi e non predicare crociate!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il secondo elemento cardine sta nell’identificazione dello scenario e delle lotte intestine.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ancora una volta ritorno sul mio leit motif: le lotte sono intra-sistemiche. Sono lotte per la conquista, o la salvaguardia, di spazi e di lotti. In un continuo equilibrio fisiologico tra azioni e reazioni, assistiamo da un lato al sempre più stretto controllo di vertice e alla sempre maggior uniformazione e, dall’altro, alla proliferazione di centri geopolitici e geoeconomici.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;L’imperativo “rivoluzionario” è quello di cogliere le linee di faglia e di operare tra le due dimensioni (l’organizzazione degli spazi autocentrati e la partecipazione alle sfide geopolitiche e geoconomiche). Raggiungendo, nel frattempo, la forza e la coesione della lobby di popolo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Opera in nero. Corsara&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Per raggiungere questa lucidità, accompagnata da un fanatismo tanto assoluto quanto temprato e, per tanto, liberato dagli eccessi isterici dell’esibizionismo, si deve compiere un’opera in nero, un passaggio attraverso la morte della passione inferiore, sì da&amp;nbsp; essere in grado di vedere davvero cosa accade e di saperlo decifrare. Come la lunga azione golpistica condotta contro Berlusconi e la Lega va letta – anzi andava letta – come una vera e propria lotta di classe intra-borghese senza confondere tra loro le parti effettivamente in causa e cercando metterla a frutto - il che non è stato&amp;nbsp; -&amp;nbsp; così oggi si deve capire, infine e, mi auguro, per davvero, che è tramontato il tempo delle deleghe e dei riconoscimenti in ipotetiche forze di bandiera.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Se la Chiesa, che non mi risulta essere gestita da dilettanti o da incapaci, ha fatto a meno di un partito cattolico, investendo appieno l’epoca del lobbismo e delle azioni locali/globali mediante gruppi articolati e adatti all’epoca delle minoranze, dei software e delle reti, non è certo cercando di ricostruire destre nazionali o roba simile che si andrà da nessuna parte.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Bisogna distinguere i Monti, i Draghi, gli Amato, dai semplici politicanti.Ma questi ultimi, qualunque sia la sensibilità politica che noi abbiamo, vanno considerati oggettivamente e senza alcuna partecipazione sentimentale, assolutamente alla stessa stregua: da Vendola a Storace. Come e se porsi in posizione dialettica con ognuno di essi deve variare di caso in caso ma le varianti devono essere il frutto di un dato oggettivo e non passionale.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Non dobbiamo inseguire proustianamente l’irragiungibile tempo perduto ma portare la sfida all’oligarchia dominante – una sfida esistenzialmente e politicamente corsara – nel suo terreno, nella dinamica dominante, in modo funzionale, con anima e spirito opposti poiché retti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;In quanto alle soluzioni teoriche, è bene approntarle, aggionarle, ma non serve a nulla sbandierarle, bisogna viverle e realizzarle. D’altronde la risposta, completa, soddisfacente e vincente, a tutto quanto viviamo, l’ha data pienamente il fascismo in tutte le sue forme e non c’è poi tanto da cercare o da inventare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il problema però non sta nel proporre formule ma nel conquistare forrza e nel costruirsi un potere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Partiamo di qui invece di perdere tempo con proposte di compattamenti, federazioni, rifondazioni, crociate e amenità varie. Crescere bene significa avere lo spirito del fanciullo e lo sguardo del saggio e non, come accade praticamente sempre, avere lo spirito avvizzito e il cervello immaturo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Facciamo in modo che questa tragedia italiana ci sia utile per crescere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Senza deliri messianici e illusioni infantilistiche.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-4852466548801242445?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4852466548801242445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4852466548801242445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/avete-detto-trilateral.html' title='Avete detto Trilateral?'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-cX-JabZHbyI/TsPeQCaPOaI/AAAAAAAAARA/qm5EHLshYm4/s72-c/the_great_seal-Commisione_trilaterale.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-5904625511494766367</id><published>2011-11-16T16:48:00.000+01:00</published><updated>2011-11-16T16:48:25.982+01:00</updated><title type='text'>Arriva in Cassazione la proposta di legge per fermare Equitalia</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-K7CrXaseuWc/TsPbQIqt7hI/AAAAAAAAAQ4/N8pGHkM3bMU/s1600/equitalia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-K7CrXaseuWc/TsPbQIqt7hI/AAAAAAAAAQ4/N8pGHkM3bMU/s320/equitalia.jpg" width="285" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Matteo Mascia per Rinascita) La pressione fiscale del nostro Paese è una delle più alte d’Europa. Un fatto arcinoto che ormai non meraviglia più nessuno. Ci hanno abituato a pensare che sia tutta colpa del debito pubblico e della necessità di rispettare i vincoli di bilancio imposti dai trattati di adesione all’Unione europea. Parole utili per non interrogarsi sulle dinamiche che coinvolgono i titoli del debito sovrano di tutto il globo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A fare notizia dovrebbero essere l’accertamento e la riscossione delle imposte. Negli ultimi anni tantissime piccole e medie imprese sono state costrette a dichiarare fallimento dopo aver ricevuto una cartella esattoriale. Insolvenza seguita dalla messa all’asta dei beni aziendali e delle private abitazioni degli imprenditori. La sacrosanta lotta all’evasione non c’entra. I meccanismi diabolici che regolano la nostra normativa permettono infatti di calcolare interessi sugli interessi, riconoscono aggi di tutto rispetto agli agenti riscossori e permettono la cessione del credito vantato dallo Stato e dagli Enti locali nei confronti dei contribuenti morosi. Regole ad uso e consumo della finanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non si contano le società collegate ad holding del credito ed i fondi d’investimento attivi nel comparto. Le vecchie esattorie comunali sono un lontano ricordo. La rincorsa dell’efficienza e dell’aziendalizzazione della burocrazia tributaria ha permesso ad un colosso come Equitalia di riempire gli spazi lasciati vuoti dalla ritirata del pubblico. Presto però la realtà potrebbe essere molto diversa. Da tempo, cittadini ed imprenditori, chiedono un deciso cambio di rotta. In Italia, uno dei territori più colpiti dalle “vessazioni tributarie” è il Sulcis. Zona della Sardegna dal glorioso passato minerario che oggi soffre una deindustrializzazione che sembra non conoscere fine. Il deputato del Pdl Mauro Pili – ex sindaco di Iglesias – ha deciso di rispondere al grido d’allarme proveniente dalla cittadinanza. Per farlo ha scelto di farsi promotore di una legge di iniziativa popolare “per fermare Equitalia”. Ieri il testo è stato depositato presso l’Ufficio elettorale della Corte di Cassazione, passaggio fondamentale per dare il via alla raccolta delle cinquantamila firme necessarie per far approdare l’articolato alla Camera. Procedura che partirà dal prossimo fine settimana su tutto il territorio nazionale. Novanta parlamentari si sono già schierati a difesa dell’iniziativa, un sostegno trasversale che impedirà l’insabbiamento della legge o il suo deposito in qualche cassetto della commissione Bilancio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oltre a Pili, compongono il comitato promotore: il vice capogruppo del Pdl alla Camera Barbara Saltamartini, il presidente della Provincia di Frosinone Antonello Iannarilli, il presidente della Provincia della Gallura Fedele Sanciu, il coordinatore regionale del Pdl sardo Settimo Nizzi, i deputati Bruno Murgia e Carmelo Porcu. “Quella di Equitalia - ha spiegato Mauro Pili - è una vera e propria emergenza sociale. Migliaia di imprese rischiano di fallire con conseguenze devastanti sia sul piano economico che sociale. La mobilitazione popolare - hanno continuato i proponenti - è indispensabile per far comprendere al governo e al Parlamento che occorre intervenire con urgenza per evitare il tracollo del sistema economico del Paese”. “Il nostro obiettivo è chiaro e trasparente – ha rimarcato con forza il giornalista eletto nelle liste del Pdl – fermare il disastro economico finanziario di centinaia di migliaia di imprese sull’orlo del fallimento, ripristinare regole corrette per la riscossione, cancellare tutte le norme che hanno consentito a Equitalia di vessare e perseguitare indebitamente il cittadino contribuente. Tutti devono pagare il giusto e nessuno deve guadagnare indebitamente”. Intanto, diversi Enti locali iniziano a prendere coscienza della dinamiche che governano la riscossione tributaria nel Paese. Qualche giunta ha perfino deciso di ritirare le concessioni a favore di Equitalia per favorire un maggiore controllo sulle iscrizioni a ruolo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I dati trionfalistici sulla lotta all’evasione diffusi ieri dall’Agenzia delle Entrate nascondo una realtà contraddittoria ed ai limiti della legalità. Il Parlamento ha il dovere di legiferare per ripristinare le garanzie a tutela del contribuente. La legge di iniziativa popolare potrebbe essere la scelta giusta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-5904625511494766367?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/5904625511494766367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/5904625511494766367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/arriva-in-cassazione-la-proposta-di.html' title='Arriva in Cassazione la proposta di legge per fermare Equitalia'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-K7CrXaseuWc/TsPbQIqt7hI/AAAAAAAAAQ4/N8pGHkM3bMU/s72-c/equitalia.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-2867769816169902547</id><published>2011-11-15T22:47:00.000+01:00</published><updated>2011-11-15T22:47:21.467+01:00</updated><title type='text'>Unicredit si rifà il look mandando a casa migliaia di bancari</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-xGpxA6wg0Mo/TsLdwYL923I/AAAAAAAAAQw/vQB3JL3ldqA/s1600/unicredit.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-xGpxA6wg0Mo/TsLdwYL923I/AAAAAAAAAQw/vQB3JL3ldqA/s320/unicredit.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Matteo Mascia per Rinascita)Le cronache delle ultime settimane ci hanno rassicurato in merito al futuro delle banche italiane. Conti correnti e risparmi degli italiani sarebbero al sicuro dagli assalti della speculazione internazionale. Una descrizione che non pare condivisa dai vertici di Unicredit, una delle più importanti realtà nel comparto del credito a livello continentale. Nell’ultima riunione del Cda si è deciso di dare il via ad un “piano di razionalizzazione” che permetta di incassare senza troppa difficoltà i colpi della recessione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La proprietà ha deciso di non distribuire dividendi e di mettere in campo un aumento di capitale che arriverà a quota sette miliardi e mezzo. Misure che saranno accompagnate da un piano di dismissione delle “attività non strategiche”. In altre parole, di questi tempi è meglio agire con prudenza abbandonando gli investimenti ad alto rischio. Gli amministratori non potevano non occuparsi del taglio dei costi fissi. Primo su tutti la voce del bilancio che esplicita i denari spesi in stipendi e compensi. Il restyling della società passa quindi per una lunga serie di licenziamenti. Solo in Italia, Unicredit punta su una riduzione del personale pari al 12 per cento dell’organico. Nel giro dei prossimi tre anni, oltre cinquemila bancari riceveranno quindi una lettera di licenziamento. Un taglio drastico che certificata le difficoltà dell’azienda. I progetti della multinazionale prevedono anche un aumento dei depositi di circa il 15 per cento tra il 2010 e il 2015 e un miglioramento del costo del rischio a 83 punti base nel 2015 rispetto ai 168 punti dell’anno scorso “attraverso rigorosi criteri di concessione del credito” ed una crescente efficacia nell’identificazione dei crediti dubbi e nel processo di recupero. Insomma, per le piccole e medie imprese sarà sempre più difficile accedere al credito. Un’offerta inferiore rispetto alla domanda che rischia di mettere in serio pericolo l’intero tessuto produttivo nazionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto riguarda Unicredit, la palla passa ora alla assemblea straordinaria dei soci. Organo che sarà chiamato, in sede di approvazione dell’aumento di capitale, a conferire al Cda i necessari poteri per definire le modalità ed i termini dell’aumento di capitale e dell’emissione di nuove azioni ordinarie. Ai bancari che rischiano di perdere il posto di lavoro non resta che attendere. Pur di sopravvivere, il capitalismo finanziario è pronto a sbarazzarsi di loro. Per fortuna esiste ancora uno stato sociale che prevede norme a tutela dei licenziati. Leggi di civiltà che qualcuno vorrebbe cancellare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-2867769816169902547?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2867769816169902547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2867769816169902547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/unicredit-si-rifa-il-look-mandando-casa.html' title='Unicredit si rifà il look mandando a casa migliaia di bancari'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-xGpxA6wg0Mo/TsLdwYL923I/AAAAAAAAAQw/vQB3JL3ldqA/s72-c/unicredit.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-6709336861326511158</id><published>2011-11-14T22:12:00.000+01:00</published><updated>2011-11-16T22:15:08.847+01:00</updated><title type='text'>Società post-industriale e il Risorgimento</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-HOJhG3LjII4/TsQntATkPhI/AAAAAAAAARQ/TSkdPDWfecM/s1600/ogr-torino.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="236" src="http://1.bp.blogspot.com/-HOJhG3LjII4/TsQntATkPhI/AAAAAAAAARQ/TSkdPDWfecM/s320/ogr-torino.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;(Federico Depetris su www.piccoliazionisti.it) Ho visitato le OGR, le Officine Grandi Riparazioni che ospitano tre mostre sulla storia ed il futuro dell’Italia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Le OGR sono state il fiore all’occhiello della Torino che si è riscoperta patriottica nell’anno in cui si sono celebrati i centocinquanta anni di Italia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La mostra ha avuto tra i suoi visitatori illustri il Presidentissimo Giorgio Napolitano, gran cerimoniere delle celebrazioni dell’Unità dell’Italia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il passato della nostra Italia è ben rappresentato dalle tante installazioni che ci mostrano la trasformazione da paese prevalentemente rurale a “potenza” industriale….un passato importante destinato, forse, a non tornare più.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Là dove un tempo mostri d’acciaio entravano e venivano riparati, la dove centinaia di operai e tecnici lavoravano alacremente per le Ferrovie dello Stato, nel pieno della sviluppo delle infrastrutture del nostro paese, oggi non rimane che una cattedrale agghindata a festa…che celebra un’Italia che muore lentamente.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Da fucina di lavoro, da simbolo dell’industria pesante che fece da volano per tutta l’economia, oggi le OGR non sono altro che dei locali freddi e bui dove brillanti curatori di mostre hanno messo in scena uno “spettacolo”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Questo luogo, oggi, più di ogni altro è l’emblema di una deindustrializzazione che negli ultimi dieci-quindici anni ha colpito tutta la Penisola.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La Torino delle grandi industrie, oggi è una città che vive che nei ricordi della prima cittadella industriale a misura di lavoratore che l’uomo ricordi: Mirafiori.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il Lingotto è il grande assente. La Fiat non c’è più e andata in America, anche lei a cercar fortuna.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La piccola e media impresa non ha oggi alcuna prospettiva, prima andava a traino della Fiat, oggi invece rimane al palo e fa i conti, da sola, con la crisi economica.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ieri, dicevo, le OGR erano il simbolo dello sviluppo industriale; oggi non sono altro che il Pantheon dei ricordi dell’Industria, che ormai è scappata non solo da Torino, ma da tutta l’Italia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;A chi ha scelto di delocalizzare mi sento di augurargli tutto il male possibile. Non perchè gli imprenditori hanno anteposto il loro interesse a quello delle famiglie rimaste senza lavoro e senza futuro; questi imprenditori hanno fatto di peggio: hanno condannato tutta l’Italia a non avere più un futuro.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Con immensi sacrifici generazioni di operai hanno permesso all’Italia di uscire di poter fronteggiare l’arroganza delle Nazioni più sviluppate. Oggi, invece, non ci rimane che fare il conto con una società ed una economia post-industriale.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Gli imprenditori non sono gli unici responsabili, anzi c’è chi più di loro ha delle colpe ingiustificabili. Sto parlando della, presunta, classe politica italiana. Capace più di servire che di decidere. Servire le banche, servire e proteggere i pavidi industriali, servire i Governi stranieri.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La Torino industriale è stata fagocitata dagli investimenti immobiliari.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Enormi Fabbriche hanno lasciato spazio ad immensi agglomerati urbani.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Questo è il nuovo volto delle grandi città italiane: capannoni dismessi e nuove aree urbane costruite la dove nasceva il Lavoro, la dove si contribuiva a costruire la grandezza e lo sviluppo dell’Italia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Le OGR invece di essere destinate alla speculazione immobiliare sono diventate il teatro dove gli Italiani possono capire che il futuro che gli attende, se non ci diamo una mossa a cambiare le cose, è una realtà di precariato, di regresso, di disoccupazione e di totale perdita delle posizioni raggiunte in decenni e decenni di Lavoro.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Le mostre delle Officine Grandi Riparazioni sono state il vanto dell’intellighenzia radical-chic della sinistra. Gli intellettuali da salotto, prestati alla politica, si sono riscoperti patrioti ardenti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Loro (il PD) più di altri hanno voluto essere sempre in prima fila a ricordare e celebrare quel patrimonio storico ed etico degli italiani chiamato Risorgimento. Un patrimonio che non può essere loro, di questi spocchiosi occhialuti, non tanto perchè del Tricolore a loro è importanto sempre meno di zero. No il Risorgimento non è un loro patrimonio culturale perchè, oggi come sempre, sono in prima fila a svendere l’Italia alle banche e ai loro padroni d’oltreoceano.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sono però un inguaribile ottimista: questa deriva può essere fermata.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Stiamo lavorando senza sosta per questo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-6709336861326511158?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6709336861326511158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6709336861326511158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/societa-post-industriale-e-il.html' title='Società post-industriale e il Risorgimento'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-HOJhG3LjII4/TsQntATkPhI/AAAAAAAAARQ/TSkdPDWfecM/s72-c/ogr-torino.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-8515351778863095150</id><published>2011-11-13T15:44:00.000+01:00</published><updated>2011-11-13T15:44:36.718+01:00</updated><title type='text'>Per comprendere il governo Monti rileggiamo le profezie di Accame (e anche di Schmitt, Pareto, Pound...)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-LLviglgtx9g/Tr_XyVPuzkI/AAAAAAAAAQY/lk5lmBV-AlY/s1600/accame.JPEG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="237" src="http://1.bp.blogspot.com/-LLviglgtx9g/Tr_XyVPuzkI/AAAAAAAAAQY/lk5lmBV-AlY/s320/accame.JPEG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;(Adriano Scianca per il Secolo d'Italia) «Sovrano è chi decide nello stato di eccezione», diceva il buon vecchio&amp;nbsp;Carl Schmitt. Il giurista di Plettenberg aveva capito tutto: i nomi, le forme, le costituzioni lasciano il tempo che trovano, chi comanda davvero lo vedi nei momenti di crisi. Ora, che l'Italia sia in crisi nessuno può francamente negarlo. E che allo stato di eccezione si sia risposto con un ricorso fanatico e totemico all'aiuto dell'alta finanza è altrettanto certo. Insomma, la casa brucia e non è il Parlamento, non è Berlusconi, non sono Bersani, Di Pietro o Casini a guidare il camion di pompieri, ma Monti e compagnia bancaria. I veri sovrani in questo triste crepuscolo della nostra sovranità nazionale. Schmitt la sapeva lunga. Ma non è l'unica fonte autorevole cui rifarsi per cercare di decrittare il momento che sta attraversando l'Italia.&amp;nbsp;Il potere del denaro svuota le democrazie, si intitolava ad esempio un bel libro diGiano Accame, che già dal titolo dice tutto. Il compianto intellettuale e giornalista, del resto, confessò un giorno a Claudio Sabelli Fioretti tutto il suo sdegno nei confronti della colonizzazione che la sfera economica di tanto in tanto prova ad operare nei confronti della sfera del politico. "Governo tecnico", pare lo chiamino da queste parti, ma sempre della stessa roba si tratta. «Nei momenti di crisi - spiegava Accame - spesso ci si rivolge ai militari. In Italia ci si è rivolti ai banchieri. Sono tanti i banchieri chiamati in politica senza aver mai preso un voto. Rainer Masera, Piero Barucci, Paolo Baratta, Paolo Savona. Almeno Dini poi si è fatto eleggere. Ma Ciampi no. Questo è il vero voltagabbanesimo della sinistra: aver messo negli anni Novanta il Paese nelle mani dei banchieri che vediamo adesso, con il caso Parmalat, che razza di imbecilli sono». &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Giano, se non altro, ha avuto la fortuna di non assistere al reiterarsi degli stessi meccanismi con 15 anni di ritardo, contro i quali si sarebbe certamente scagliato con furore. Notiamo di sfuggita, peraltro, come alcuni dei nomi citati da Accame siano gli stessi che circolano in queste ore in un totoministri del tutto irrituale e insultante di ogni prassi democratica. Eppure, per un curioso ribaltamento della realtà, proprio i principali sostenitori delle manovre tecnocratiche in corso tendono a presentarsi come i campioni della democrazia. «Sulla base democratica si innalza, nascondendola, la struttura oligarchica dell'edificio» constatava, non a caso, il sociologo tedesco, naturalizzato italiano,&amp;nbsp;Robert Michels, uno dei principali esponenti della scuola sociologica elitista. Il discorso è chiaro: occhio ai paroloni, dietro i grandi valori politico-umanitari si nasconde la truffa. E proprio gli idealisti, spesso, sono quelli che cercano di fregarti.&amp;nbsp;Vilfredo Pareto&amp;nbsp;- sodale di Michels, con la sua sociologia realistica e attenta alle dinamiche delle élite - chiamava tutto ciò "plutocrazia demagogica". Si riferiva, nello specifico, alla estrema confidenza degli agitatori di piazza con i salotti che contano. Una bella preveggenza rispetto agli ex Pci, agli eredi della dottrina sociale della Chiesa e ai fasciocomunisti che appoggiano il governo dei banchieri. Per Pareto, infatti, chi parla di uguaglianza (un concetto il cui valore scientifico, diceva, è «oggettivamente nullo») sta semplicemente usando un buon grimaldello per sostituire una classe dominante con un'altra. In questo sistema, spiegava, si dà «l'apparenza del potere al popolo, e la sostanza del potere ad una parte eletta». Manca solo il nome: Goldman Sachs. Ma il concetto c'è già tutto. Così come basterebbe rileggere&amp;nbsp;Ezra Pound&amp;nbsp;per capire il senso e la direzione di alcune dinamiche in atto. «Radio Londra - si chiedeva il poeta - proclamando la liberazione dell'Europa, e dell'Italia in particolare, non risponde mai all'interrogativo: e la libertà di non indebitarsi, cosa ne dite?». Dopo svariati decenni, forse possiamo provare a rispondere noi: no, la libertà di non indebitarsi non è concessa, altrimenti si toglie di mezzo un ottimo strumento di ricatto sui popoli e le loro volontà che, almeno in teoria, dovrebbero essere sovrane. Tutto nasce, diceva Pound, nel 1694, con la fondazione del Banco d'Inghilterra, istituto che «trae beneficio dell'interesse su tutto il denaro che crea dal niente». Creare denaro dal niente: cosa c'è di più profetico rispetto a una crisi finanziaria in un mondo che ha un volume d'affari virtuale nove volte superiore ai capitali "reali" in circolo sulla terra?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-8515351778863095150?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/8515351778863095150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/8515351778863095150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/per-comprendere-il-governo-monti.html' title='Per comprendere il governo Monti rileggiamo le profezie di Accame (e anche di Schmitt, Pareto, Pound...)'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-LLviglgtx9g/Tr_XyVPuzkI/AAAAAAAAAQY/lk5lmBV-AlY/s72-c/accame.JPEG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-2207702483083293641</id><published>2011-11-12T15:40:00.000+01:00</published><updated>2011-11-13T15:41:29.269+01:00</updated><title type='text'>Italia, Repubblica, Socializzazione</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-CawNGaDHH-Q/Tr_W5QdhAgI/AAAAAAAAAQQ/f-ZS5BlR9rE/s1600/MarioMontiGoldmanSachs.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-CawNGaDHH-Q/Tr_W5QdhAgI/AAAAAAAAAQQ/f-ZS5BlR9rE/s320/MarioMontiGoldmanSachs.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;(Gianluca Mana su www.piccoliazionisti.it) “Sig. Presidente del Consiglio, io e Lei siamo distanti politicamente. Ma, per favore, non consegni l’Italia ai servi dei banchieri, alle lobby dell’”Europa” di Bruxelles, e ai loro scagnozzi. La svendita dello Stato può ancora essere evitata, porti alla luce del sole i poteri stranieri che intervengono nella politica nazionale con le facce laide di politicanti da quattro soldi. E’ l’ultimo atto che può fare prima di ritirarsi dalla politica.”&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Colto da deliri di narcisisismo mi autocito. Premettendo però che la riflessione giunge per osmosi da un pensiero di Paolo Barnard pubblicato pochi giorni or sono. La sostanza però non cambia, il tracollo deve essere evitato poichè, mi par giusto, l’Italia non è la terra di conquista delle banche francesi o tedesche.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E’ proprio per questo che proprio non riesco a prendermela con il Cavaliere di Arcore. Oltre le dimissioni di una figura ormai giunta all’epilogo politico c’è la vista di Mordor, per utilizzare una similitudine liberamene tratta da Tolkien. Ci sono:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Giorgio Napolitano: prima pedina del potere straniero, un tempo cantore della repressione sovietica contro l’Ungheria e&amp;nbsp;Solženicyn, ora menestrello degli USA in Italia, il più forte propugnatore dell’intervento della NATO in Libia contro ogni interesse interno.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Mario Monti:&amp;nbsp;un nome che aleggia nell’ombra, proposto per la sua elevata competenza economica e il prestigio internazionale alla guida di un possibile governo tecnico. In realtà uno squallido mondialista, membro del Bilderberg e osservatore della Goldman Sachs.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Gianfranco Fini:&amp;nbsp;uomo senza arte nè parte, mai camerata nè anticamerata. Utilizzato, data la sua propensione alla svendita personale, per scardinare il governo dall’interno.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Antonio Di Pietro:&amp;nbsp;ex pubblico ministero, ex corrispondente per la CIA, riunisce attorno a sè il meglio della “sbirraglia trombata” d’Italia per le eclatanti manovre di ribaltone. Fu lui a vendicare gli americani su Craxi dopo Sigonella.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sinistre “liberali” ed “europeiste”:&amp;nbsp;le figlie di Prodi, Ciampi e Amato. Coloro che hanno portato l’Italia nell’euro e prima ancora svendettero il patrimonio industriale statale, trasformandolo da gioiello d’avanguardia a carrozzone depredato di ogni virtù. L’esempio dell’Alfa Romeo regalata ad Agnelli dopo anni di agonia per lento soffocamento è quello più lampante e recente.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Travaglio, Santoro, Grillo, Popolo Viola e Indignados vari:&amp;nbsp;le truppe cammellate della borghesia economica, servono a catalizzare le masse in riti di isteria collettiva, per fornire supporto e legittimazione alle operazioni di cui sopra.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ce ne sarebbero molti altri, ma sono comunque riconducibili alle categorie di cui sopra. Questo è il quadro ed è sotto gli occhi di tutti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;p.s. il titolo è solo una provocazione, non c’entra nulla con quanto scritto. E’ solo che quando parlo di questi personaggi mi tornano alla mente vecchi slogan. Niente di subdolo!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-2207702483083293641?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2207702483083293641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2207702483083293641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/italia-repubblica-socializzazione.html' title='Italia, Repubblica, Socializzazione'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-CawNGaDHH-Q/Tr_W5QdhAgI/AAAAAAAAAQQ/f-ZS5BlR9rE/s72-c/MarioMontiGoldmanSachs.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-4600119487110030609</id><published>2011-11-11T21:03:00.003+01:00</published><updated>2011-11-14T21:07:24.840+01:00</updated><title type='text'>Mario Monti: ovvero, l’irresistibile charme del Capitale</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Ye13A8F6HdY/TsF03VdKgYI/AAAAAAAAAQo/hP0HWH2Lqjw/s1600/goldmansachs.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-Ye13A8F6HdY/TsF03VdKgYI/AAAAAAAAAQo/hP0HWH2Lqjw/s1600/goldmansachs.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;(Pietrangelo Buttafuoco da panorama.it) Come a voler paragonare la rosa e la spina,&amp;nbsp;Gian Antonio Stella, sul&amp;nbsp;Corriere della Sera, ha voluto mettere in parallelo due opposti destini lumbard: quello di Umberto Bossi, il capo leghista, e quello di&amp;nbsp;Mario Monti, l’elegante economista, già rettore della Bocconi, e già noi stessi cominciamo anche noi a fumigarlo di aggettivi elogiativi perché la disfida dei due è vinta in partenza da quest’ultimo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Così come nel gioco offerto da via Solferino che ha in Monti uno dei suoi più stimati editorialisti, uno che al cui confronto, per sussiego e officio, quasi sopravanza tutta l’argenteria intellettuale del primo quotidiano d’Italia. E siccome non possiamo non dirci sangue e terra, dunque in sintonia con il reietto&amp;nbsp;Bossi, dovendo descrivere&amp;nbsp;Monti&amp;nbsp;lo facciamo per sottrazione. E diciamo: non è sguaiato perché non mostra mai il dito medio, non dà cazzotti e non fa polentate. Ha una sola fragilità mondana: quella della prima alla Scala, non si accompagna a Miss padane piuttosto, con la signora Elsa, la moglie, offre il perfetto contraltare al lazzaronismo scollacciato della bassa gleba. Sono un esempio, altro che libertinismo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Insomma, come a voler tenere insieme la spina e la rosa perché comunque al fiore occorre la corazza di una rude crosta (tanto quanto alla nazione partecipano sia il popolo che l’elite), così, dopo la stagione delle spine sudate, s’avanza adesso la fragranza del miglior bocciolo e tutto di guadagnato ne viene se è la terra di Lombardia a farsene vanto. Riscatta, infatti, l’orgia berlusconiana e se ci profondiamo noi in aggettivi, proclamando nel Super-Mario l’attento, il serio, il competente, il pacato, il giudizioso, il mai domo e tutto quel che ne verrà a forza d’ingraziarci il Potere vero, non possiamo che plaudire al basso profilo con cui tutta la stampa più autorevole, sempre fiera di avversare un puzzone come l’uscente premier, abbia deciso di mantenere il basso profilo. Indimenticabile, infatti, resterà il titolo di prima pagina de&amp;nbsp;IlSole24ore: “Fate presto”. Certo, era a caratteri cubitali. Ma non per enfatizzare chissà che. Piuttosto per venire incontro alle esigenze degli ipovedenti. Sono le sensibilità dei capitalisti, queste. Altro che quei bru bru populisti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Post scriptum.&amp;nbsp;E’ tutto un magnifico gioco di finzioni, quello dell’apparecchiare biografie a ridosso di esorcismi, come in questi giorni in cui tutti rinnegano il demonio Berlusconi. Ed è stato magnifico l’altra sera, alla Zanzara su Radio24, sentire David Parenzo rintuzzare un ascoltatore che osava ricordare come Monti, il Super-Mario, fosse vicino alla Goldamn Sachs: “Insomma”, è sbottato il grande Parenzo, “la Goldaman Sachs non è certo la Sacra Corona Unita!”. A quel punto, quando ho sentito che la trasmissione stava per chiudere, ho telefonato a Parenzo e a Giuseppe Cruciani e, sommessamente, ho fatto notare a David: “Temo che la Sacra Corona Unita, in termini di controllo globale, sia più timida della Goldaman Sachs. Anzi, certamente innocente”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-4600119487110030609?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4600119487110030609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4600119487110030609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/mario-monti-ovvero-lirresistibile.html' title='Mario Monti: ovvero, l’irresistibile charme del Capitale'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Ye13A8F6HdY/TsF03VdKgYI/AAAAAAAAAQo/hP0HWH2Lqjw/s72-c/goldmansachs.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-6828734250077416533</id><published>2011-11-11T18:01:00.000+01:00</published><updated>2011-11-13T15:51:12.506+01:00</updated><title type='text'>PD: Renzi saluta con piacere l’avvento dei tecnocrati</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-GJsismMtXqw/Tr_ZPqiKIzI/AAAAAAAAAQg/yx5R6tZT0Uc/s1600/renzi1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-GJsismMtXqw/Tr_ZPqiKIzI/AAAAAAAAAQg/yx5R6tZT0Uc/s1600/renzi1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Matteo Mascia per Rinascita) L'eventuale avvento di un governo tecnico guidato da Mario Monti potrebbe giocare a favore degli scontenti del Partito democratico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In pole position c’è ovviamente il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Se Monti dovesse fallire, trascinerebbe nel baratro tutti i suoi sostenitori. Tra i candidati alla disfatta, Bersani ricopre un ruolo di primo piano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Andando alle elezioni anticipate il Pd avrebbe corso il rischio di trionfare, magari in una coalizione simile all’Unione del 2006. La segreteria dei democrats ha invece deciso di cedere al fascino di qualche poltrona da ministro. Riassegnare i posti all’interno dei Gabinetti potrebbe servire al partito per mettere a tacere polemiche e mal di pancia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dal canto suo, Renzi ha iniziato a gioire ed a prepara la sua personale controffensiva. “Quel che sta accadendo - confessa - è il trionfo dell’idea di rottamazione. E che a mettere il timbro sul fallimento di un’intera classe politica sia un signore di quasi settant’anni, può sembrare paradossale ma ci sta”. L’ex rettore della Bocconi assurge quindi a miglior alleato di chi vuole cambiare la situazione interna al centrosinistra italiano. Dai “giovani turchi” della segreteria piddina alla sempre più affollata componente votata alla rottamazione. Se gli elettori del Pd avessero modo di intervistare i cittadini fiorentini potrebbero però cambiare idea rapidamente. Nel capoluogo toscano sono in tanti a non essere soddisfatti dell’operato della Giunta. Lo scontento non traspare sui grandi media. Il sindaco è un guru della comunicazione e delle nuove tecnologie e riesce benissimo a propagandare in un certo modo il suo impegno politico. Qualcuno però, in occasione della recente kermesse alla stazione Leopolda, è riuscito a rovinargli la festa. Su tutti i dipendenti dell’azienda di trasporto pubblico locale ed i rappresentanti dei precari dell’amministrazione comunale. Categorie con il dente avvelenato. I primi vedono concretizzarsi il pericolo di una privatizzazione della società, i secondo si preoccupano di un taglio alla pianta organica. Prospettiva non impossibile visto che Renzi si è lasciato andare in dichiarazioni contro le Rsu dei dipendenti pubblici che in altri contesti gli sarebbero costati un procedimento per condotta antisindacale. Vicino al palco della Leopolda c’erano anche le bandiere di alcuni movimenti della sinistra, Rifondazione ha ingaggiato da tempo una battaglia contro l’inquilino di Palazzo Vecchio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sindaco tacciato di liberismo e scarsa attenzione verso le esigenze dei fiorentini. Per tentare di correggere il tiro, Renzi ha scelto di scendere in campo al fianco dei dipendenti della Selex, società del gruppo Finmeccanica. Lavoratori messi in pericolo da un articolo della legge di stabilità in corso d’approvazione alle Camere, norme che non rifinanziano un programma di ricerca relativo alla produzione di un sistema di comunicazioni cifrate da impiegare nel comparto militare. La scelta del rottamatore è del tutto strumentale. La sua impostazione liberal impedisce di ritenere che si prodighi per la difesa di una delle più importanti società pubbliche. In questi mesi, l’opposizione di centrodestra non ha mai smesso di denunciare gli errori della Giunta. Il consigliere comunale del Pdl Francesco Torselli ha evidenziato l’assenza dell’amministrazione nelle periferie fiorentine. “Renzi ha scoperto le proprie carte e svelato i suoi veri obiettivi – ha spiegato il giovane esponente del Pdl – usare Firenze come trampolino di lancio per arrivare a Roma. E del resto della giunta comunale, oscurata dalle luci della ribalta del Sindaco, non vi è più traccia, se non quando si tratta di emettere provvedimenti impopolari che Renzi, lascia ben volentieri nelle mani di questo o di quell’assessore, per non intaccare i suoi sondaggi”. “Quando Renzi va in televisione, proponendo i suoi 100 punti per migliorare l’Italia – spiega Torselli – può farsi tranquillamente bello di aver pedonalizzato Piazza Duomo, Piazza Pitti e Via Tornabuoni, ma ai cittadini di Firenze questa favola non può bastare”. Le lamentele dei concittadini di Renzi dimostrano che non è facile fare il sindaco e, contemporaneamente, il leader di partito. Si rischia di ottenere risultati fallimentari in entrambi i ruoli. Anche qualcuno dalle parti del Pd dovrebbe farsene una ragione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-6828734250077416533?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6828734250077416533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6828734250077416533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/pd-renzi-saluta-con-piacere-lavvento.html' title='PD: Renzi saluta con piacere l’avvento dei tecnocrati'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-GJsismMtXqw/Tr_ZPqiKIzI/AAAAAAAAAQg/yx5R6tZT0Uc/s72-c/renzi1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-6871291111439561458</id><published>2011-11-04T15:17:00.000+01:00</published><updated>2011-11-04T15:17:54.953+01:00</updated><title type='text'>Sospesi i finanziamenti israeliani all'Unesco</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-zs3k6sMEpXE/TrPz5DceThI/AAAAAAAAAQA/g0UaujGpj2M/s1600/bimbipalestina-soldatoisraele.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; display: inline !important; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: center;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://2.bp.blogspot.com/-zs3k6sMEpXE/TrPz5DceThI/AAAAAAAAAQA/g0UaujGpj2M/s320/bimbipalestina-soldatoisraele.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Repubblica.it) GERUSALEMME -&amp;nbsp;Israele ha annunciato attraverso l'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu che congelerà i due milioni di dollari di contributo all'Unesco. La disposizione arriva in risposta alla&amp;nbsp;decisione dell'organismo di ammettere la Palestina come stato membro. Israele si oppone a questa scelta e all'ingresso dei palestinesi in altre organizzazioni dell'Onu. "Simili mosse", sostiene Netanyahu, "non promuoveranno la pace, bensì la faranno allontanare ancora di più. Il solo modo per arrivare alla pace", sottolinea il premier israeliano, "è attraverso negoziati diretti tra le parti, senza condizioni preliminari".&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'Autorità Nazionale Palestinese dal canto suo subordina la ripresa delle trattative al blocco totale dell'espansione degli insedianmenti ebraici in Cisgiordania, che Israele al contrario&amp;nbsp;ha deciso di accelerare&amp;nbsp;&amp;nbsp;come ulteriore misura di rappresaglia, insieme al congelamento del gettito dei dazi doganali e di altre imposte, raccolti per conto della stessa Anp e pari soltanto per il mese di ottobre a oltre 300 milioni di shekel, più di 59 milioni di euro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La decisione israeliana giunge dopo quella degli Stati Uniti che per gli stessi motivi hanno congelato la loro quota di partecipazione all'Unesco, pari al 22 per cento del bilancio totale dell'agenzia. Una decisione che, come ha detto ieri il direttore generale dell'Unesco Irina Bokova, non potrà che indebolire l'organizzazione Onu per la tutela della cultura.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-6871291111439561458?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6871291111439561458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6871291111439561458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/sospesi-i-finanziamenti-israeliani.html' title='Sospesi i finanziamenti israeliani all&apos;Unesco'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-zs3k6sMEpXE/TrPz5DceThI/AAAAAAAAAQA/g0UaujGpj2M/s72-c/bimbipalestina-soldatoisraele.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-5074399746343549145</id><published>2011-11-01T14:15:00.000+01:00</published><updated>2011-11-01T14:15:39.071+01:00</updated><title type='text'>Sarebbero queste le minacce di Assad</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-7gCqtXD0jkE/Tq_wakiHGrI/AAAAAAAAAPw/XL5gl0-zZGM/s1600/assad.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-7gCqtXD0jkE/Tq_wakiHGrI/AAAAAAAAAPw/XL5gl0-zZGM/s320/assad.jpg" width="243" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ecco quello che ha sostenuto il Presidente siriano e che nostra la stampa ha volutamente travisato&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(INFOSIRIA) Durante l'intervista concessa alla televisione russa il 30 ottobre scorso, il Presidente della Repubblica Araba Siriana, Bashar Al Assad, ha affermato che la Siria è un Paese che riveste una posizione molto particolare dal punto di vista geografico, geopolitico e storico, ossia una posizione di convergenza di tutte le componenti del Medio Oriente e una sorta di faglia sismica. Perciò ogni tentativo di scuotere questa faglia porterà ad un forte terremoto ad ampio raggio che danneggerà tutta la regione, con il risultato che se dovesse scuotersi il Medio Oriente si scuoterà anche tutto il mondo e ogni scenario di questo tipo avrà un prezzo molto maggiore di quello che il mondo potrebbe sopportare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Presidente ha aggiunto che la Russia conosce bene il pericolo insito nei tentativi di un intervento straniero in Siria e perciò ha giocato un ruolo importante in campo internazionale. L'ultima azione di cui si è resa protagonista, cioè l'imposizione del veto in Consiglio di Sicurezza, indica che la Siria può contare sulla posizione della Russia e sul proseguimento del suo appoggio, non solo in difesa della Siria stessa, ma anche della stabilità del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al Assad ha assicurato che la Siria collabora con le forze locali, sia quelle presenti precedentemente che quelle formatesi durante la crisi, considerando che la comunicazione con tali forze è molto importante, e ha ribadito che il popolo siriano è contro un intervento straniero, sottolineando che il principio basilare è quello dell'adozione del dialogo come mezzo per arrivare alle soluzioni che garantiscano la stabilità in ogni paese. Le sanzioni occidentali e l'embargo nei confronti della Siria colpiscono il popolo siriano, ma non soffocano il Paese, che vive della propria produzione e delle esportazioni e che saprà aggirare tale embargo in larga parte ed adattarsi a questa nuova situazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il presidente ha affermato infine che la Siria dispone di informazioni provenienti dalle indagini svolte sui gruppi di terroristi circa la presenza di operazioni di contrabbando di armi avvenute attraverso i confini siriani, che sono molto difficili da controllare, dai paesi limitrofi e di finanziamenti arrivati da persone che controllano queste operazioni dall'esterno e in diversi Paesi, facendo anche riferimento al fatto che quando un Paese è minacciato da un punto di vista militare o della sicurezza l'equilibrio delle forze perde valore.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' intanto iniziato a Damasco la mattina del 30 ottobre scorso il forum nazionale per il dialogo economico, a cui hanno partecipato circa 300 persone in rappresentanza dei diversi settori della società e degli enti sociali, economici e scientifici. Il forum rientra nella campagna di riforme e di approfondimento delle basi del dialogo circa le principali questioni nazionali sulla base della partecipazione di massa e della responsabilità, allo scopo di sviluppare una visione comune sulle questioni delle riforme economiche e sociali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il presidente del Consiglio, il Dottor Safar, ha affermato che non si tornerà indietro sulla strada delle indicazioni adottate nel processo di riforma economica e ciò che si chiede in questa fase è lo studio, la valutazione e il voto della politica economica e sociale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Safar ha assicurato che quello delle riforme è un processo integrato nella sua dimensione politica, mediatica, giuridica e amministrativa e che la riforma economica rappresenta una parte di un processo più vasto i cui elementi si combinano fra loro e sono in continuo sviluppo per realizzare gli obiettivi richiesti nei diversi settori.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-5074399746343549145?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/5074399746343549145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/5074399746343549145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/sarebbero-queste-le-minacce-di-assad.html' title='Sarebbero queste le minacce di Assad'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-7gCqtXD0jkE/Tq_wakiHGrI/AAAAAAAAAPw/XL5gl0-zZGM/s72-c/assad.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-6109933313337411984</id><published>2011-11-01T14:06:00.000+01:00</published><updated>2011-11-01T14:06:18.938+01:00</updated><title type='text'>Le vie dell'Ade. Sul possibile referendum in Grecia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-LDzwCOmQBeM/Tq_uuOEkU7I/AAAAAAAAAPo/xfZHoXyfATI/s1600/Partenone1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="214" src="http://2.bp.blogspot.com/-LDzwCOmQBeM/Tq_uuOEkU7I/AAAAAAAAAPo/xfZHoXyfATI/s320/Partenone1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;(Gabriele Adinolfi su Noreporter.org) Due sono le ipotesi di un eventuale referendum popolare greco sugli “aiuti” internazionali contro il default ellenico.&amp;nbsp; Sempre che frattanto non intervenga una retromarcia&amp;nbsp; di Papandreu.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ipotesi uno: la maggioranza li accetta e appone la firma al suo asservimento ma così i politici greci se ne lavano le mani perché non saranno inchiodati da soli alle conseguenze apocalittiche delle privatizzazioni (o per meglio dire degli espropri) cui sottoporranno popolo e nazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ipotesi due: la maggioranza li rifiuta.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Se dovesse verificarsi la seconda ipotesi cosa accadrebbe?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Potrebbe succedere come in Danimarca vent'anni fa: “avete sbagliato il voto, tornate a votare” e allora voterebbero “bene”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Oppure potrebbero verificarsi rotture a catena nell'eurozona.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il che, con buona pace degli euroscettici, non farebbe che favorire gli americani ancor più di quanto li favorisca l'attuale piano di salvataggio europeo, con il quale noi paghiamo i loro fallimenti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Purtroppo non c'è via d'uscita. Da quando Sarkozy ha tradito la Francia e l'Europa ricostruendo il partito atlantico della coalizione di Suez e da quando la Merkel ha annacquato e stravolto l'opera di Kohl che non era stata ribaltata del tutto da Schröder, i margini di manovra sono ben pochi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;L'Europa (unita o divisa fa assolutamente lo stesso) è avviata alla morte demografica, produttiva, spirituale, biologica e politica.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Si potrebbe risollevare solo tramite una volontà di potenza che si manifesti in una politica di potenza, nella riappropriazione da parte della politica dell'economia, della finanza, della comunicazione, degli armamenti e della tecnostruttura.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E potrebbe trovare vita&amp;nbsp;&amp;nbsp; riscrivendo i trattati e potenziando l'Euro (potenziandolo non minandolo, potenziandolo e sottoponendolo a controllo popolare) ma anche articolandosi&amp;nbsp; su direttrici culturali ed economiche differenziate e sinergiche.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Espellendo o neutralizzando il corpo estraneo britannico, essa dovrebbe ricucire l'asse Parigi-Berlino-Mosca, disegnare un asse Roma-Budapest-Kiev in cui Roma,&amp;nbsp; insieme a Berlino, farebbe da mediazione con Mosca. Inoltre si dovrebbe ristabilire un asse euromediterraneo sulla direttrice Madrid-Roma-Atene attivo anche sulla direttrice mediterranea tout court con Istanbul, Damasco, Il Cairo visto che Tripoli oggi è fuori gioco e lo resterà a lungo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ciò comporterebbe uno scatto di civiltà, non solo uno scatto di politica.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Con che prospettive? Poche sinceramente, ma non vi sono altre linee maestre, le controproposte, tutte, sono arrendevoli, specie quelle reazionarie e retrograde (tipo il ritorno alla Lira) che, come sempre avviene in tutte le spinte “restauratrici” sono le più consone agli interessi dominanti del nemico.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Insomma, grazie all'azione dell'amministrazione Obama da un lato, al tradimento di Sarkozy e alle contorsioni della Merkel dall'altro, a soli tre anni dalla grande prova offerta dall'Europa di fronte alla sfida georgiana, ci ritroviamo nel buio più profondo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E intanto Roma che è davvero indispensabile alla civiltà versa nelle condizioni che ben conosciamo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Che dire? Consoliamoci con la Palestina.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ed evitiamo di gioire per le crisi del sistema di cui si ciancia qua e là.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il sistema non è affatto in crisi, anzi è il sistema che mette in crisi – volutamente e coscientemente – popoli, nazioni, società e persino potenzialità politiche.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E non è come sistema che il capitalismo è in crisi; è culturalmente, esistenzialmente e socialmente che compie l'operazione cui è chiamato, per indole e per fondamento, dai “nemici dell'uomo”: produrre fisicamente un inferno.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Un Ade per i Greci.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Che dire? Consoliamoci con la Palestina.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-6109933313337411984?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6109933313337411984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6109933313337411984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/11/le-vie-dellade-sul-possibile-referendum.html' title='Le vie dell&apos;Ade. Sul possibile referendum in Grecia'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-LDzwCOmQBeM/Tq_uuOEkU7I/AAAAAAAAAPo/xfZHoXyfATI/s72-c/Partenone1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-1628028736023174300</id><published>2011-10-27T15:19:00.003+02:00</published><updated>2011-10-27T15:30:50.862+02:00</updated><title type='text'>Enrico Mattei - Assassinato 49 anni fa</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-G4nTci7AY0Q/TqlcXRl1wAI/AAAAAAAAAPY/5JTim7y90ec/s1600/post-mattei-300x225.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-G4nTci7AY0Q/TqlcXRl1wAI/AAAAAAAAAPY/5JTim7y90ec/s200/post-mattei-300x225.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668163160951341058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(www.linkiesta.it) Quarantanove anni fa, Il 27 ottobre 1962, alle ore 19 circa, l’aereo di Enrico Mattei proveniente da Catania e diretto a Milano, un Morane Saulnier, cade nei cieli di Bascapè, località Albaredo, vicino Pavia, in procinto di atterrare a Linate.Muore un protagonista assoluto del prodigioso sviluppo economico dell’Italia del dopoguerra. “Con la morte di Mattei l’Italia, e forse l’Europa, ha perso una delle personalità più eccezionali degli anni del dopoguerra” (The Guardian, 1962).&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Leggi il resto: &lt;a href="http://www.linkiesta.it/blogs/faust-e-governatore/omaggio-enrico-mattei-imprenditore-formidabile#ixzz1bz5Z48mu"&gt;http://www.linkiesta.it/blogs/faust-e-governatore/omaggio-enrico-mattei-imprenditore-formidabile#ixzz1bz5Z48mu&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-1628028736023174300?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1628028736023174300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1628028736023174300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/enrico-mattei-assassinato-49-anni-fa.html' title='Enrico Mattei - Assassinato 49 anni fa'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-G4nTci7AY0Q/TqlcXRl1wAI/AAAAAAAAAPY/5JTim7y90ec/s72-c/post-mattei-300x225.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-4246541272937740644</id><published>2011-10-26T15:45:00.000+02:00</published><updated>2011-10-27T15:18:39.560+02:00</updated><title type='text'>Trionfo peronista in Argentina</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-skwqRNVMtbc/TqlaB9XTJVI/AAAAAAAAAPM/9pMWMfYKwUM/s1600/Casa-Rosada_Casa-Rosada-in-Plaza-de-Mayo_3981.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-skwqRNVMtbc/TqlaB9XTJVI/AAAAAAAAAPM/9pMWMfYKwUM/s200/Casa-Rosada_Casa-Rosada-in-Plaza-de-Mayo_3981.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668160595721135442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;(www.piccoliazionisti.it) Per mesi i quotidiani italiani avevano proclamato l’inevitabile sconfitta di Cristina Kirchner, peronista e dunque geneticamente perdente, per gli illuminati esperti dei giornali radical chic. Invece Cristina ha trionfato ed è stata rieletta, grazie ad un programma basato sul protezionismo della produzione argentina, sull’aiuto all’agricoltura locale, sul sostegno alle esportazioni e su un programma sociale d’avanguardia e quindi assolutamente in linea con la tradizione peronistas. Ha vinto il peronismo classico, e questo in Italia rappresenta un grosso problema. Non soltanto per i politici, ma anche per i grandi economisti. L’Argentina si è risollevata, con una crescita del Pil superiore all’8%, grazie al rifiuto del globalismo, della liberta di commercio a prescindere. Puntando invece sulla preferenza nazionale: perché importare prodotti che in Argentina vengono fabbricati senza problemi? La ricetta si è rivelata vincente, economicamente e politicamente. Si tratta solo di esportarla.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-4246541272937740644?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4246541272937740644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4246541272937740644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/trionfo-peronista-in-argentina.html' title='Trionfo peronista in Argentina'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-skwqRNVMtbc/TqlaB9XTJVI/AAAAAAAAAPM/9pMWMfYKwUM/s72-c/Casa-Rosada_Casa-Rosada-in-Plaza-de-Mayo_3981.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-1790930320236712412</id><published>2011-10-26T14:56:00.001+02:00</published><updated>2011-10-27T15:32:42.232+02:00</updated><title type='text'>Facciamo conoscere la verità sulla Siria</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-BgIARNrTlBI/TqlY08tBnUI/AAAAAAAAAPA/79yWew7tB1k/s1600/assad.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 152px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-BgIARNrTlBI/TqlY08tBnUI/AAAAAAAAAPA/79yWew7tB1k/s200/assad.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668159272693898562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(fonte: Noreporter.org) L’immagine che i media ci offrono della Siria è quella di un Paese sottoposto ad un governo dittatoriale, sotto assedio delle masse, sordo a ogni richiesta, arroccato su leggi speciali e incapace di rinnovarsi. Nulla di più falso. La vulgata lanciata da Cnn e Al Jazeera, catene di opinion-making rispondenti agli interessi predominanti dei loro finanziatori, è ripresa dai giornalisti occidentali, asserviti per una minima percentuale, ignoranti, pigri e disinformati perlopiù.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco quante e quali riforme sono già avvenute in Siria da quando le pressioni delle minoranze liberal-fondamentaliste e di Cnn-Al Jazeera hanno iniziato a farsi pesanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si aggiunga poi che tra quattro mesi, in febbraio, nella “dittautura” siriana si svolgeranno altre libere elezioni. Quelle che in Italia in piena crisi si procrastinano indefinitamente in difesa delle pensioni dei deputati e dei senatori. Mentre da noi, uomini “liberi”, persino un congresso di partito è divenuto un’utopia, nella “dittatura” siriana si procede per riforme popolari ad ampia partecipazione.&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;LEGGI, DECRETI E DECISIONI &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;EMANATE ALL'INTERNO DEL PROCESSO DI RIFORMA POLITICA&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NELLA REPUBBLICA ARABA SIRIANA&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1.    Formazione di un nuovo governo con il decreto n° 146 del 14/04/2011.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2.    Cancellazione dello stato di emergenza con il decreto n° 161 del 21/04/2011.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;3.    Annullamento del Tribunale Supremo di Sicurezza Nazionale con il decreto n° 53 del 21/04/2011.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;4.    Riconoscimento del diritto dei cittadini a manifestare in modo pacifico come uno dei diritti umani fondamentali con il decreto n° 54 del 21/04/2011.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;5.    Concessione della cittadinanza siriana ai curdi registrati nelle province orientali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;6.    Varo dei decreti n° 34 del 07/03/2011, n° 61 del 21/05/2011 e n° 72 del 20/06/2011 riguardanti la concessione dell'amnistia generale per gli appartenenti a movimenti politici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;7.    Incontro consultivo per il dialogo nazionale globale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;8.    Allontanamento dei governatori delle province di Daraa, Homs, Hama e Aleppo dalle loro cariche e sostituzione di altri governatori in diverse province.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;9.    Creazione in data 02/06/2011 di un'autorità giudiziaria indipendente e con pieni poteri, che lavori in modo trasparente ed onesto per accertare immediatamente i recenti avvenimenti, in qualsiasi luogo della Siria in cui siano stati uccisi o feriti civili o militari o siano stati commessi dei crimini collegati a detti avvenimenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;10.    Aumento dello stipendio dei dipendenti statali del 33 % con il decreto n° 40 del 2011.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;11.    Varo della nuova legge sul multipartitismo con decreto n° 100 del 03/08/2011, oltre all'emanazione del decreto presidenziale n° 28 del 22/08/2011 per la formazione di una commissione presieduta dal Ministro degli Interni e composta da giudici e avvocati indipendenti per studiare le richieste di formazione dei partiti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;12.    Legge sulle elezioni politiche con decreto n° 101 del 03/08/2011, che stabilisce anche la data delle elezioni da tenersi a febbraio 2012, per poter dare la possibilità di formare nuovi partiti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;13.    Formazione delle Autorità per la riforma giudiziaria e quella amministrativa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;14.    Formazione di una Commissione che studi la situazione sociale ed economica e analizzi i fattori che le influenzano, identificandone le lacune e portando alla luce le occasioni disponibili e i punti di forza dell'economia siriana per rafforzarla. La Commissione studierà anche i programmi e le attività per cui è necessario completare il processo di riforma dell'economia e lo sviluppo delle politiche sociali, suggerendo le possibili soluzioni e classificandole secondo priorità di bisogno e necessità e individuando le possibili alternative.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;15.    Formazione di una Commissione che definisca una nuova legge per la stampa, individuando i meccanismi necessari a ristrutturare il sistema dell'informazione nazionale audiovisivo, di stampa ed elettronico e suggerendo quanto necessario per sviluppare il loro lavoro, in linea con quanto contenuto nella nuova legge, il cui testo è stato pubblicato su un sito partecipativo e sottoposto a commenti in seguito alle modifiche fatte in Consiglio dei Ministri e verrà varata prima della fine di agosto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;16.    Costituzione di un'Autorità per combattere la corruzione con decreto n° 6080 del 05/05/2011.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;17.    L'assemblea della Commissione centrale e dei quadri del partito Baath, riunitasi sotto la presidenza del presidente Al Assad in data 17/08/2011, ha deciso la revisione della Costituzione, in particolare dell'articolo 8, e verrà formata un'Autorità preposta allo studio della questione all'inizio di settembre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;18.    Legge sulle Amministrazioni locali con decreto n° 107 del 23/08/2011.&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Di cosa si accusa allora la Siria? Perché si vuole ad ogni costo rovesciare il suo governo, fino ad armare i Fratelli Musulmani con armi occidentali e a inviare killers a sparare nel mucchio per alzare la tensione? Tel Aviv e Washington sono state chiare: in cambio di un ordine mafioso ai sediziosi che farebbe normalizzare lo scenario Damasco dovrebbe voltare le spalle alla causa palestinese, rinunciare alle buone relazioni con Teheran e sganciarsi da Mosca. I buoni, si sa, difendono la “autodeterminazione dei popoli che sono liberi di determinarsi come vogliono, purché vogliano quel che vogliono loro.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-1790930320236712412?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1790930320236712412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1790930320236712412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/facciamo-conoscere-la-verita-sulla.html' title='Facciamo conoscere la verità sulla Siria'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-BgIARNrTlBI/TqlY08tBnUI/AAAAAAAAAPA/79yWew7tB1k/s72-c/assad.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-783534146351086823</id><published>2011-10-23T20:11:00.002+02:00</published><updated>2011-10-23T21:00:23.178+02:00</updated><title type='text'>Quei muri che gridano il dramma dell'Ulster</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-lid8md2R5LM/TqRj7IUcqfI/AAAAAAAAAO0/eJLPuLOWCNM/s1600/iramurales.JPEG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 135px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-lid8md2R5LM/TqRj7IUcqfI/AAAAAAAAAO0/eJLPuLOWCNM/s200/iramurales.JPEG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666764098635606514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Roberto Alfatti Appetiti su il Secolo d'Italia - recensione di "L'IRA dei murales" di Nicola Guerra) Muri che raccontano. Disegni che tengono accesa la memoria storica, che hanno alimentato e continuano a nutrire l'immaginario di movimenti studenteschi e politici - anche a migliaia di chilometri di distanza - vincendo la più difficile delle battaglie: quella contro l'indifferenza, il silenzio della comunità internazionale, la controinformazione dei media. Rivoluzionari armati di bomboletta spray hanno denunciato la sistematica violazione dei loro diritti civili, le violenze e le angherie subite, senza mai rinunciare a colorare di speranza i muri delle proprie città. Perché la lotta indipendentista nordirlandese non si esaurisce nel terrorismo - attualmente c'è tregua, che non significa ancora pace - ma si tramanda nelle opere d'arte viva che animano le strade. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nicola Guerra non s'è limitato a mettere insieme una galleria di immagini dei murales più suggestivi, tra l'altro facilmente reperibili su google. Si è recato nelle contee dell'Irlanda del Nord per osservarli nel loro contesto naturale. Ha parlato con artisti, associazioni locali ed ex militanti dell'Ira. Ne è venuto fuori un volume prezioso, da pochi giorni in libreria, L'IRA dei murales. Il linguaggio visivo nella lotta indipendentista nordirlandese a Belfast e Derry (Eclettica Edizioni, pp. 140, € 23), «il cui pregio - scrive Luigi G. De Anna nella prefazione - è quello di ritarare attraverso la scrittura murale, uno dei più originali mezzi contemporanei di espressione, un quadro completo delle istanze che a tutt'oggi vengono rivendicate dai nazionalisti nordirlandesi e che contribuisce a rinsaldare nel lettore un europeismo più solidale e rispettoso delle identità».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Amore per la propria terra e impegno politico sono gli ingredienti del fenomeno dei murales che, in Irlanda, si è sviluppato ben prima che nel resto d'Europa. Se nel vecchio continente è nato nei primi anni Ottanta con l'avvento della cultura americana dell'hip-hop, risale al 1969 il celebre "You are now entering Free Derry". Perfettamete conservato. Perché anche la "manutenzione" ha una valenza politica. «Il fatto che i murales abbiano vinto la sfida del tempo - hanno spiegato alcuni artisti a Guerra - significa che avevamo ragione». Il fenomeno trova poi il suo apice espressivo in concomitanza con gli eventi tragici del Bloody Sunday di Derry - quando i paracadutisti inglesi, il 30 gennaio del 1972, aprirono il fuoco su inermi manifestanti uccidendo quattordici persone disarmate - e nel decennio successivo con il sacrificio degli Hunger Strikers, i giovani che si sono lasciati morire nelle carceri di Sua Maestà per protestare contro l'oppressione britannica (evocativo il murales che ritrae un sorridente Bobby Sands sulla parete della sede del Sinn Féin). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le abitazioni diventano enormi tele offerte dai residenti. Tutto il popolo, del resto, partecipa. Lo sottolinea il murales in Hugo Street a Belfast: giovani che fronteggiano la polizia accanto a un'anziana signora con un mitra nella borsetta della spesa. Sempre a Belfast ce n'è uno dedicato a Joe Cahill, volontario dell'Ira a diciotto anni, schieratosi successivamente con la politica negoziatrice di Jerry Adams, e a Derry un altro che tratteggia una giovane Bernadette Devlin col megafono in mano. Sprezzantemente definita «Fidel Castro in gonnella» dai protestanti, Bernadette venne eletta dalla comunità cattolica, a soli ventuno anni, membro del parlamento. Personaggi "noti". Il che non toglie che tutti possano diventare protagonisti sacrificando la propria individualità per l'Irlanda. Questo sembrano dire il ragazzo, rigorosamente "anonimo" e dotato di maschera antigas a coprirgli il viso, che impugna la molotov e il giovane lanciatore di pietre che, al riparo di una grata di fortuna, fronteggia i blindati britannici. I primi piani ravvicinati stabiliscono una forte intimità tra il protagonista e il pubblico e trasporta chi osserva all'interno del contesto di guerriglia urbana che si muove alle spalle del giovane. Mai avulso da fatti realmente avvenuti: un monito affinché non vengano dimenticati. Spesso e volentieri, poi, la presenza dell'opera nel luogo esatto dell'avvenimento crea un effetto di reiterazione e rafforzamento della memoria storica collettiva e porta l'osservatore indietro nel tempo. Lo spinge a immaginare tali luoghi all'epoca dei fatti. E, se irlandese, a farsi militante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La giovane età dei combattenti nazionalisti non è certo un dettaglio: «Evoca la lotta del nuovo contro il vecchio - sottolinea Guerra - e dell'arditismo giovanile e rivoluzionario contro l'imperialismo conservatore e la sua macchina bellica».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una caratteristica, quest'ultima, che avvicina i writers nazionalisti irlandesi al movimento futurista italiano, fenomeni artistici-combattentistici entrambi elaborati alla stregua di un'idea politica e nel nome del rifiuto - come ha scritto Claudia Salaris - dell'arte per l'arte. Un'arte tesa non al raggiungimento del bello ma della giustizia sociale. «Come in Marinetti - scrive Guerra - c'è la mistica dell'azione in una concezione eroica e ottimistica della vita, il disprezzo del potere e del denaro, la religione della patria che rappresenta un superamento della famiglia, l'ottimismo verso il futuro, la figura della donna che indipendente e al pari dell'uomo opera per la comunità, il patriota concepito come rivoluzionario che vince l'egosimo assenteista, la patria come generosità dell'individuo verso gli esseri umani della comunità». Nel "Manifesto della pittura murale" redatto da Mario Sironi nel 1933 e sottoscritto tra gli altri da Campigli, Carrà e Funi, non a caso si legge: «L'artista deve rinunciare a quell'egocentrismo che, ormai, non potrebbe che isterilire il suo spirito e diventare un'artista militante, cioè un artista che serve un'idea morale e subordina la propria individualità all'opera collettiva». Lasciandoci, in alcuni casi, persino la pelle: nel 1980 un poliziotto inglese uccise un giovane artista sostenendo (sic!) di aver scambiato il pennello per una pistola.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un eroismo sacrificale che ha conquistato più generazioni di ribelli, ben oltre i confini irlandesi. «Vivemmo il mito di quelle donne e quegli uomini che, rigettando la facile vita in cui si adagiavano nel continente buona parte dei loro contemporanei - spiega De Anna - mettevano a rischio tutto quanto avevano, beni, affetti e perfino la vita, per un ideale. Il fascino del loro coraggio si univa a quello della loro terra e di quel popolo che sentivamo per religione e carattere tanto simile alla nostra».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una vicinanza particolarmente sentita per la giovane destra degli anni Sessanta e Settanta. «Nel mio ambiente - racconta ancora De Anna - l'Irlanda si legava alla grande tradizione celtica e cioè la sua lotta non era solo un fatto di localismo ma affondava le sue radici nella comune identità europea, in larga parte fondata proprio sulle radici celtiche delle nostre lingue, della nostra cultura e della nostra spiritualità. Il cattolicesimo che identificava l'essenza dell'indipendentismo nordirlandese era una religione da uomini, qualcosa di molto diverso dalla imbelle religiosità da democristiani del dopo Concilio Vaticano II. Il movimento Giovane Europa, ad esempio, sorto nel 1963 e assertore di una Europa equidistante dagli imperialismi sovietico e americano, si fregia anche a livello simbolico della croce celtica, come incarnazione di un europeismo socialista ed anche della vicinanza alla battaglia identitaria dei cattolici nordirlandesi. Se è deplorevole l'uso indiscriminato e terroristico della guerra - conclude - non lo è resistere quando essa è praticata in maniera crudele e sistematica contro di noi, come fu nell'Ulster da parte di orangisti e truppe inglese di occupazione».&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-783534146351086823?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/783534146351086823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/783534146351086823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/quei-muri-che-gridano-il-dramma.html' title='Quei muri che gridano il dramma dell&apos;Ulster'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-lid8md2R5LM/TqRj7IUcqfI/AAAAAAAAAO0/eJLPuLOWCNM/s72-c/iramurales.JPEG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-3587096097168511260</id><published>2011-10-23T19:50:00.002+02:00</published><updated>2011-10-23T20:00:01.966+02:00</updated><title type='text'>"Repubblica" chiude il caso:  i black bloc sono fascisti</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-RP0LjHM3gSU/TqRWGgA1ndI/AAAAAAAAAOo/C_-kkSY9KvU/s1600/republicablackblock.JPEG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 172px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-RP0LjHM3gSU/TqRWGgA1ndI/AAAAAAAAAOo/C_-kkSY9KvU/s200/republicablackblock.JPEG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666748900811578834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Adriano Scianca su il Secolo d'Italia del 22/10/2011) Lo hanno sussurrato, hanno ammiccato, hanno introdotto la menzogna alla chetichella, facendola passare sotto la porta dell'informazione ufficiale e poi andandosene fischiettando come nulla fosse. Hanno usato il condizionale, poi l'indicativo, facendo della bugia sospetto e del sospetto certezza. E alla fine eccoci qua:Repubblica, venerdì 21 ottobre 2011. L'inserto "R2" presenta l'inchiesta sulla "Galassia Black Bloc". E il "blocco nero" viene così riassunto nell'occhiello: «Centri sociali, neofascisti, ultras». Incredibile ma vero. Lo stesso articolo, sul sito del quotidiano, viene invece presentato così: «Una lunga lista di quasi duemila nomi divisi per regione. Sono i black bloc che i servizi censiscono e tengono d'occhio da anni. Metà di sinistra e metà di destra, pronti a organizzarsi secondo lo stile, la violenza e gli obiettivi del "blocco nero" quando se ne presenti l'occasione». Il corsivo - e lo sbalordimento - è ovviamente tutto nostro. &lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Carta vince carta perde...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'articolo di Paolo Griseri e Francesco Viviano è effettivamente un lungo viaggio nel delirio. Le urban legends diffuse da qualche blogghista che si crede Pulitzer perché sa usare Photoshop acquistano riga dopo riga l'incredibile status di verità acclarata, quasi scontata, senza neanche il bisogno di metterla in questione. Sì, i "black bloc" sono al 50% di sinistra e al 50% di destra. Lo dice Repubblica, quindi deve essere vero. L'articolo cita come unica riprova di ciò che sta incredibilmente sostenendo un presunto elenco di 1.891 nomi che sarebbero tenuti sotto controllo dalla Digos. E qui sorge la prima incognita: chi sono, queste duemila canaglie? Generici estremisti politici oppure - come ripetono fino allo sfinimento il titolo, l'occhiello, l'articolo e la grafica - "black bloc", cioè quelli che hanno devastato Roma una settimana fa? L'ambiguità è pericolosamente fuorviante. Leggiamo così che «le regioni dell'estremismo nero sono quelle dove l'eredità del fascismo è ancora forte: il Lazio, in testa, ma anche la Campania e l'Abruzzo. E poi la Calabria dei "boia chi molla" e l'Alto Adige degli attentati irredentisti degli anni Sessanta». Ci sarebbe molto da contestare già su questa panoramica superficiale: attentati irredentisti... fascisti in Alto Adige? La Campania, con Napoli vero feudo dell'antifascismo organizzato e violento, una regione "nera"? Ma, a parte questo, resta di nuovo lo stesso dubbio di prima: che c'entra tutto questo con i teppisti di sabato scorso? Sul sito, poi, troviamo anche una preziosa "mappa regione per regione" del fenomeno "black bloc", dove leggiamo nel titolo che il Lazio sarebbe il loro "covo". Andiamo a vedere i numeri e vediamo che a Roma e province limitrofe ci sarebbero 169 estremisti neri e 109 rossi. Capito? Il Lazio è il covo dei "black bloc" e in questa regione i neri sono molti più dei rossi. Quindi, se tanto ci dà tanto, la teppaglia sfasciavetrine è fascista. Carta vince, carta perde, carta vince, carta perde...&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure bastava starli a sentire...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bastava poco, tuttavia, per fare di più e di meglio. Bastava schivare la "sindrome Watergate", farla finita con documenti "riservati" letti a uso e consumo di una favoletta consolatoria («I violenti? Non siamo noi, non sono nemmeno nostri parenti, sono altro da noi, sono fascisti»). Bastava farsi un giro in internet, dove gli antagonisti, che pure avrebbero tutto l'interesse a scaricare la colpa sui "fasci", dicono invece tutto il contrario. Prendiamo Indymedia. Un articolo intitolato "Il 15 ottobre a Roma: resoconto e commento" spiega che «bisognerebbe sgomberare il campo da tutte le scappatoie di comodo quali l'attribuzione della responsabilità di ciò che è successo a gruppi di sbirri e fascisti infiltrati, ultras ecc. Certo è sempre possibile che c'è ne fossero, ma non si può dire che fossero tutti infiltrati». Il collettivo Militant, vicino all'antifascismo romano più estremista, rincara la dose: «Cominciamo col dire che in piazza non c'erano nè buoni nè cattivi. Così come non c'erano i black bloc infiltrati, i poliziotti provocatori, gli ultras fascisti… o gli extraterrestri venuti da Marte a rovinare il corteo. Chi, anche a sinistra, oggi ripropone questa chiave di lettura: o non è in grado di "leggere" quello che sta accadendo in questo Paese o, molto peggio, lo ha capito ma fa finta di niente pur di seguire i propri interessi di bottega». Quali siano questi interessi di bottega politici, Militant ce lo spiega in un altro post: «L'area politica di Repubblica - scrivono i "compagni" - è proprio quella rimasta più scandalizzata da questi fatti, che ne ha più da perdere e che in questi giorni si è caratterizzata del più feroce accanimento verso chi non ha scelto la via della manifestazione pacifica». È una riflessione pro domo antifà, ma ha un suo senso. Su cui meditare.&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto, i veri teppisti...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre il giornalismo del ceto medio riflessivo fa i suoi voli pindarici, le indagini sui veri responsabili del caos romano proseguono. Proprio ieri, al termine dell'udienza di convalida, il Gip ha deciso che Fabrizio Filippi - Er Pelliccia - resterà in carcere. Il 24enne è accusato di resistenza pluriaggravata. Ma le indagini proseguono in tutta Italia. Un perugino di 23 anni, ad esempio, è stato denunciato a piede libero dalla polizia, che nel corso di una perquisizione domiciliare lo ha trovato in possesso di materiale generalmente usato per le azioni di guerriglia urbana. A Firenze, invece, quattro studenti fiorentini, tra cui un minorenne, sono stati denunciati e perquisiti dalla Digos. Tutti ragazzi orbitanti attorno ai centri sociali. Stranamente, per ora, non figura alcun "fascio" tra gli arrestati...&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E ora tutti in Val Susa&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre si discute e si indaga sui fatti di Roma è sulla Val Susa che si sono puntati i riflettori in vista della manifestazione dei No Tav prevista per domani. La zona off limits attorno all'area del cantiere Tav di Chiomonte (Torino) interesserà anche sentieri di montagna e sarà inaccessibile già da stamattina, secondo quanto previsto dall'ordinanza del prefetto di Torino Alberto Di Pace. Il divieto di accesso riguarda tutte le strade che portano all'area di cantiere - che si estende su una superficie di 4,8 ettari - nei territori dei Comuni di Chiomonte e Giaglione, in provincia di Torino. Sarà proibito anche il passaggio sui sentieri sui quali nelle precedenti manifestazioni sono passati i dimostranti. Insomma, si sta cercando di non fare il bis dopo la giornataccia di Roma. Rispetto ai centomila di sabato scorso nella capitale, tuttavia, in questo caso gli ordini di grandezza sono ben differenti. In Val di Susa sono attese alcune migliaia di persone. Tra queste, però, particolare attenzione viene prestata ad esponenti dei collettivi studenteschi ed universitari, dei centri sociali del Piemonte ed elementi dell'area antagonista ed anarco-insurrezionalista, in tutto circa 400 persone, che potrebbero costituire il principale problema in termini di ordine pubblico. Per loro, tuttavia, c'è sempre l'estrema scappatoia: Repubblicapotrebbe sempre farli passare per fascisti...&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-3587096097168511260?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3587096097168511260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3587096097168511260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/repubblica-chiude-il-caso-i-black-bloc.html' title='&quot;Repubblica&quot; chiude il caso:  i black bloc sono fascisti'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-RP0LjHM3gSU/TqRWGgA1ndI/AAAAAAAAAOo/C_-kkSY9KvU/s72-c/republicablackblock.JPEG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-2515102537017491389</id><published>2011-10-21T12:10:00.006+02:00</published><updated>2011-10-21T12:24:59.866+02:00</updated><title type='text'>“Onore e armi  in pugno. Come sanno morire i nostri nemici, nessuno”</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-_Zgtd6xrMLw/TqFIL28fA5I/AAAAAAAAAOc/BaGDCpfaz0U/s1600/gheddafi1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-_Zgtd6xrMLw/TqFIL28fA5I/AAAAAAAAAOc/BaGDCpfaz0U/s200/gheddafi1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665889174773760914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;(Pietrangelo Buttafuoco per il Foglio ) Come sanno morire i nostri nemici, nessuno. Come ha saputo morire il rais, armi in pugno, lo sapevano fare solo i nostri. Come a Bir el Gobi quando con onore, dignità e coraggio sorridevano alla morte. Fosse pure per fecondare l'Africa. Sarà tutto tempo perso, dunque, sporcarne gli ultimi istanti, gravarne di dettagli i resoconti e anche quel disumano reportage sul volto fatto strame - tra sangue e calcinacci - non potrà spegnere il crepitare della mitraglia. Perché come ha saputo morire Muammar Gheddafi - così ridicolo, così pacchiano e così a noi ostile - come ha saputo farsi trovare, straziato come un Ettore, solo il più remoto degli eroi dimenticato nell'Ade l'ha saputo fare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Come i nostri eroi. Come nel nostro Ade. Proprio come seppe morire Saddam Hussein che se ne restò sprezzante sul patibolo. Come neppure la più algida delle principesse di Francia davanti alla ghigliottina. Incravattato di dura corda al collo, l'uomo di Tikrit, degnò qualche ghigno al boia, si prese il tempo di deglutire il gelo della forca per poi gridare la sua preghiera: "Allah ‘u Akbar". E fu dunque fatto morto. E, subito dopo, impudicamente fotografato. Come nel peggiore degli Ade. Per quel morire che non conosciamo più perché gli stessi che fino a ieri stavano a fianco del rais, dunque Sarkozy, Cameron, lo stesso Berlusconi, tutto potranno avere dalla vita fuorché un ferro con cui fare fuoco.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La nostra unica arma è, purtroppo, il doppio gioco. I nemici di oggi sono i nostri amici di ieri - amico fu Gheddafi, ancor più amico fu Saddam Hussein - e quando li portiamo alla sbarra, facendone degli imputati, dobbiamo scrivere la loro sentenza di morte con l'inchiostro della menzogna perché è impossibile reggere il ghigno dei nemici. Perché - si sa - i nemici che sanno come morire, poi la sanno sempre troppo lunga su tutto il resto del Grande gioco. Ed è un lusso impossibile quello di stare ad ascoltarli in un'udienza. Come sanno morire i nostri nemici, nessuno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;L'unica cruda verità della vita è la guerra e solo i nostri nemici sanno creparci dentro. E' veramente padre e signore di tutte le cose, il conflitto, ma l'impostura è così forte in noi da essere riusciti a muovere guerra alla Libia dandola per procura, lavandocene le mani, mandando avanti gli altri perché a forza di non sapere morire con le armi in pugno, se c'è da sparare, preferiamo dare in appalto la sparatoria. Giusto come un espurgo pozzi neri da affidare a ditta specializzata. Come sanno morire i nostri nemici, nessuno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Quando gli eserciti dello zar ebbero ragione del loro più irriducibile nemico, Shamil il Santo - l'imam dei Ceceni, il custode della prima Repubblica islamica nella storia - nel vederselo venire avanti, finalmente sconfitto, non lo legarono a nessun ceppo, a nessuna catena, piuttosto gli fecero gli onori militari per accompagnarlo in un lungo viaggio fino al Palazzo reale dove lo zar, restituendo a Shamil il proprio pugnale, lo accolse quale eroe e lo destinò all'esilio, a Medina, affinché tutta quella guerra, spaventevole, diventasse preghiera e romitaggio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Come c'erano una volta i nemici, non ce ne saranno più. Ed è per la vergogna di non sapere morire come loro che scacazziamo sui loro cadaveri. Ne facciamo feticcio e se fosse cosa sincera la memoria di ciò che fu, invece che produrre comunicati stampa di trionfo, se solo fossimo in grado di metterci sugli attenti, invece che mettere la morte in mostra, dovremmo concedere loro l'onore delle armi, offrire loro un sudario. Sempre hanno saputo morire i nemici.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E tutti quei corpi, fatti poltiglia dalla macelleria della rappresaglia, nel film della nostra epoca diventano tutti uguali: Benito Mussolini, Che Guevara, Gesù Cristo, Salvatore Giuliano. E con loro, anche i nemici morti ma fatti assenti, tutti uguali: da Osama bin Laden a Rudolph Hess. Fatti fantasmi per dare enfasi al feticcio, come quel Gheddafi armato e disperato che nel suo combattere e urlare, simile a un selvaggio benedetto dal coraggio e dalla rabbiosa generosità, mette a nudo la nostra menzogna.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;A ogni pozza di sangue corrisponde l'onta della nostra vergogna e un Pupo che parla a Radio Uno e annunzia "una notizia meravigliosa" e si rallegra di Muammar Gheddafi, morto assassinato, è solo uno che si trova a passare e molla un calcio al morto. Pupo è come quello che sabato scorso, dalle parti di San Giovanni, vede la Madonnina sfasciata appoggiata a un muro e non sapendo che fare le dà un'altra pestata, non si sa mai. Così come il black bloc, anche Pupo, è una comparsa chiamata a raccolta nella montante marea del nostro essere solo canaglie.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La signora Lorenza Lei, direttore generale della Rai, dovrebbe cacciarlo lontano dai microfoni della radio di stato uno così ma siccome il nostro vero brodo è la medietà maligna, figurarsi quanto può impressionare l'offesa al morto. Pupo, infatti, è l'eroe perfetto per il peggiore degli Inferi, l'Ade cui destinare quelli che non sanno darsi uno stile nel morire.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-2515102537017491389?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2515102537017491389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2515102537017491389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/onore-e-armi-in-pugno-come-sanno-morire.html' title='“Onore e armi  in pugno. Come sanno morire i nostri nemici, nessuno”'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-_Zgtd6xrMLw/TqFIL28fA5I/AAAAAAAAAOc/BaGDCpfaz0U/s72-c/gheddafi1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-8727507249641266266</id><published>2011-10-21T12:01:00.002+02:00</published><updated>2011-10-21T12:06:58.973+02:00</updated><title type='text'>Cagnetti pastore - La morte di Gheddafi: l'ammonimento degli opinion makers</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-YrBO6l_ywiM/TqFEOrhL9PI/AAAAAAAAAOE/Qpx5axZdGFA/s1600/un-braccio-spunta-da-un-branco-di-pecore-assassine-in-una-scena-di-black-sheep-81731.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-YrBO6l_ywiM/TqFEOrhL9PI/AAAAAAAAAOE/Qpx5axZdGFA/s200/un-braccio-spunta-da-un-branco-di-pecore-assassine-in-una-scena-di-black-sheep-81731.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665884825199572210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Gabriele Adinolfi su Noreporter.org) &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gheddafi è stato assassinato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I media fanno a gara nello spiegarci che ciò è normale ed encomiabile, che lo stesso è accaduto a Ceausescu e a Saddam, a Milosevic e, udite udite, a Mussolini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi pretende di gestire un potere personale finisce immancabilmente così. Questo l'ammonimento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dimenticano, per ignoranza o per mala fede non è dato sapere, che quasi tutti quegli uomini sono stati rovesciati dall'esterno,  in molti casi con un'invasione militare, e che hanno goduto a lungo, anche post mortem, del sostegno popolare.  Ma ciò non conta perché avevano il torto di essere dittatori e questo è sufficiente per venir linciati.  Non si sa poi perché questa parola abbia assunto un significato peggiorativo quando a Roma Antica aveva una valenza positiva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma, si sa, ai tempi d'oggi si ha una particolare predisposizione per rovesciare ogni senso e ogni valore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dittatori dunque. Dittatori che comunque avevano il conforto della ripetuta elezione popolare &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Né rammentano i nostri grilli parlanti che tutte le nazioni in cui questi dittatori vivevano, dopo le loro morti sono sprofondate come minimo in condizioni di servaggio se non in balìa a guerre civili, etniche, claniche e religiose: un regalo dei “liberatori” ai popoli “liberati”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non pretendiamo però dai nostri opinionisti né l'intelligenza né l'onestà, le avessero non farebbero più gli opinionisti. Quindi lasciamoli delirare con la canaglia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vogliamo invece soffermarci sul significato del loro ammonimento. Essi propagandano “democrazia” e combattono le “autocrazie”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' un disegno preciso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché da che mondo e mondo la partecipazione popolare al potere passa solo e sempre attraverso un'autorità centrale, l'Imperatore, il Cesare, il Re della monarchia popolare (da non confondersi con i reucci della Restaurazione) per poi sfociare nel Bonapartismo e infine nel Fascismo (altrove nelle sue varianti baatiste, peroniste ecc).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché da che mondo è mondo gli egoismi di classe, gli internazionalismi di casta, lo sfruttamento e l'asservimento passano per l'impersonalizzazione politica, per l'assenza di sovranità statale e di responsabilità personali. Senza qualcuno che al di sopra delle parti – ma riconosciuto dalle parti – funga da arbitro e da guida.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passano, insomma, per una democrazia di facciata impersonata da intercambiabili camerieri dei banchieri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ammonimento che ci viene dai mediators è quindi questo: abbandonate ogni velleità di sovranità e di costruzione del vostro destino. Siate pecore matte.&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-8727507249641266266?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/8727507249641266266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/8727507249641266266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/cagnetti-pastore-la-morte-di-gheddafi.html' title='Cagnetti pastore - La morte di Gheddafi: l&apos;ammonimento degli opinion makers'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-YrBO6l_ywiM/TqFEOrhL9PI/AAAAAAAAAOE/Qpx5axZdGFA/s72-c/un-braccio-spunta-da-un-branco-di-pecore-assassine-in-una-scena-di-black-sheep-81731.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-2724091106975522557</id><published>2011-10-18T13:28:00.002+02:00</published><updated>2011-10-18T13:33:09.416+02:00</updated><title type='text'>Fate parlare gli indignati e capirete la vera ragione per cui sono precari</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-CoOG5J_fIBo/Tp1j4OL1NNI/AAAAAAAAAN4/xmyOhoSHmYs/s1600/indignadosRoma.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-CoOG5J_fIBo/Tp1j4OL1NNI/AAAAAAAAAN4/xmyOhoSHmYs/s200/indignadosRoma.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664793723833496786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;(Pietrangelo Buttafuoco su ilFoglio.it) Troppo comodo trasformare in fascisti i “compagni che sbagliano”, gli incappucciati che si prendono i cortei per fare la festa agli indignados. Troppo facile, poi, risolverla con lo sfascismo. In questa vicenda di borghesi stradaioli non c’entra nulla, infatti, il santo manganello. Non c’è il Novecento, non c’è la “Rissa in Galleria” e neanche “Città che sale”. Tutt’al più c’è quell’Ecce Homo di Marco Pannella scaracchiato da una manica di benpensanti giacobini.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;In attesa che ci scappi il morto è bene che si sappia che in queste stupide lagne giovanilistiche – cui può benissimo fare il paio la dichiarazione di Mario Draghi, ben lieto di scivolare dentro la demagogia – non c’è una sola scazzottatura, non un solo frammento dell’Avanguardia storica e sempre restando in attesa che ci scappi il morto si può stare sicuri di un fatto: neppure la ribellione delle masse può cominciare da piazza San Giovanni perché se solo ci fosse stata una goccia di olio di ricino si sarebbero sentite le note di “Rusticanella”, la marcia della marcia su Roma.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Troppo comodo, poi, pensare che possano fare epoca. Sarà globale, infatti, la mobilitazione – ci sarà tutta una canea a muoversi – ma tutti questi indignados sono così a corto di concetti, di parole e di raziocinio che è proprio un’esagerazione andargli addosso con gli idranti della forza pubblica. E’ sufficiente farli parlare. Di tutti questi indignados, infatti, quelli interpellati a caldo, dopo gli incidenti di sabato – ma anche a freddo, a bocce ferme – non ce n’è uno che sappia fare la “O” col bicchiere. Il povero David Parenzo, in collegamento dalla piazza ancora rovente per “In Onda” su La7, dai leader raccolti intorno al suo microfono non riusciva a cavargli un costrutto che fosse uno, due parole messe in croce, tre neuroni in grado di sostenere una spiegazione del loro essere indignati. Stessa fatica per Bianca Berlinguer, sempre in collegamento con i giovani indignati al Tg3 “Linea notte”, che non riusciva a farsi dare una frase di senso compiuto da questi avanguardisti, incapaci perfino di dare una risposta a Mario Draghi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Certo, troppo comodo fare gli stronzi, come stiamo facendo, con dei ragazzi precari che non hanno potuto coltivare la consecutio temporum a causa dei tagli imposti alla scuola pubblica dalla Mariastella Gelmini. Troppo comodo, forse, fare dei paragoni storici perché, insomma, se non hanno la caratura degli Adriano Sofri e dei Tino Vittorio, se non si sono esercitati nella traduzione dall’italiano in latino dei “Pensieri” di Mao nelle aule di Ettore Paratore, se non hanno alle spalle “Gioia e Rivoluzione” degli Area ma sono soltanto pecorelle della farneticazione global, amplificata tanto da Internet quanto dagli incappucciati, indignados assai impazienti, ecco: non solo fa impressione vedere quanto siano ignoranti, ma non sono neppure antagonisti. Altrimenti la guerra alla finanza internazionale la farebbero con i libri di Massimo Fini se non proprio con i “Cantos” di Ezra Pound o con “Cavalcare la Tigre” di Julius Evola. E vederli, come si vedono, con quel puzzolentissimo libretto di Stéphane Hessel, “Indignatevi”, li condanna definitivamente alla pochezza del gregge, tutto un belare in sottovuoto marketing. E sono ignoranti a un livello tale che se lo meritano di essere precari, altrimenti sarebbero come i loro coetanei d’India, di Cina e di Corea che spadroneggiano nella tecnica e nelle invenzioni e non certo in Scienze delle comunicazione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E non producono estetica, infatti, questi indignados – come possono fare i loro coetanei nelle banlieue di Parigi con tanto di film come “L’odio” di Mathieu Kassovitz, con Vincent Cassel – e non avranno mai l’avventura di fare la rivolta, come accade in Egitto dove però, signori miei, nei pressi del Canale arrivano le motovedette della Repubblica islamica dell’Iran, altro che i contestatori della Val di Susa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Non sono antagonisti, infine, perché è troppo comodo fare la rivoluzione con la corda dimenticata nei magazzini del signor Lenin. E se non si riesce a farsela vendere, la corda, dagli stessi capitalisti destinati a farsi impiccare ma tanto più ad arricchirsi, non si può restare a farsi aspergere con queste polluzioni dei giovanotti borghesi in attesa che la rivoluzione trovi una propria lingua perché il linguaggio, intanto, ha retrocesso tutti i bennati d’occidente nel balbettio mondialista e i peccati contro lo spirito del male, si sa, non si perdonano in questo mondo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-2724091106975522557?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2724091106975522557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2724091106975522557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/fate-parlare-gli-indignati-e-capirete.html' title='Fate parlare gli indignati e capirete la vera ragione per cui sono precari'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-CoOG5J_fIBo/Tp1j4OL1NNI/AAAAAAAAAN4/xmyOhoSHmYs/s72-c/indignadosRoma.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-4386130327345842045</id><published>2011-10-16T17:34:00.003+02:00</published><updated>2011-10-16T17:45:23.976+02:00</updated><title type='text'>Indignados y payasos</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-3Nik3hea7RE/Tpr76W0DrqI/AAAAAAAAANs/412ugbPywJw/s1600/circo.gif" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 94px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-3Nik3hea7RE/Tpr76W0DrqI/AAAAAAAAANs/412ugbPywJw/s200/circo.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664116461346729634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;(Gabriele Adinolfi su Noreporter.org) &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ballerini, suonatori e incappucciati.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;A differenza di Usa e Cina, dove alcuni dei loro omologhi perlomeno hanno messo in discussione teorica il sistema imperante, questa è gente che non ha davvero niente da dire. Si limita ad esprimere l'acidità infelice e il livore vigliacco tipici della cultura odierna da associazione consumatori. Del resto è quanto che hanno insegnato loro in questa società post-terminale della decadenza borghese, caratterizzata dal fumo vietato, dall'alcool demonizzato, dal sesso senza eros e dalla raccolta differenziata.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sicché hanno giocato proprio i giochi che hanno appreso da chi glieli ha insegnati, li hanno giocati con la mentalità cui sono stati ammaestrati, ed è così che hanno interpretato i propri ruoli nel reality-show del sabato.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Alcuni giocatori di ruolo hanno scelto di apparire duri e di recitare al blocco nero ma va detto che persino come teppisti hanno inciso poco. Anche se, ovviamente, quel poco poteva portare a conseguenze tragiche che non ci sono state. Conseguenze tragiche e ipotetiche su cui insiste la media-band, ma nonostante ciò appare lampante che negli anni settanta persino le gesta più ardite di ieri avrebbero ricevuto per reazione un annoiato sbadiglio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E senza la buffonaggine delle televisioni che ne han fatto un caso drammatico, persino ora della loro commedia indignata ne avrebbe parlato solo la cronaca cittadina dell'indomani.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Perché è stata tutta una gran buffonta. Al punto che mentre alcuni giocavano ai duri, altri isterici, ovviamente indignati, imploravano invece la polizia di togliere di torno i loro compagni barnum che li spaventavano. Li spaventavano!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sono davvero indignados? Certo, borghesucci come sono, lo “sdegno” è l'unico sentimento che possono esprimere. Di che altro sarebbero capaci?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Da come lo esprimono però, questo sdegno miserabile, sarà meglio definirli anche payasos: impotenti nella rabbia come incongrui nella proposta.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E potremmo chiuderla lì.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Non la chiudieremo invece così perché riteniamo che prima o poi le cose degenereranno davvero e ciò malgrado le intenzioni dei figuranti del sabato, perché ci son pifferai che vogliono così. Ma questa, per quanto sia strettamente collegata, è comunque un'altra faccenda.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Che poi tra coloro che s'indignano della violenza degli indignados ci sia gente ancor più pagliaccia di loro, sicuramente colpevole, correa dall'alto delle sue cariche amministrative dei vampri di banca, è ancora un'altra faccenda. Che va però sottolineata. Non si facciano grandi della piccolezza dei contestaori.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Non se la caveranno soltanto puntando l'indice contro quattro deficienti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Né scaricandosi gli uni sugli altri (CENTROdestri e CENTROsinistri) le responsabilità delle comuni incompetenze e dei par servilismi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Indigandos y payasos i figuranti del sabato, payasos e indignados i guardiani dell'educazione civica e del parlamentarismo prono.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Quello che però dobbiamo sottolineare, perché è necessario, è che l'intero sistema benedice questi clown del sabato perché essi esprimono in modo innocuo, vago e deviato la protesta contro il continuo furto, contro la continua truffa, contro la continua rapina ai danni di tutti su cui si fonda il potere delle consorterie che questo potere l'hanno veramente. E poiché l'impotenza palese della contestazione stanca e sfiducia per il futuro. Non a caso, impostata così e messa in scena quando gli animi sono ancor tiepidi, essa serve a neutralizzare in anticipo qualsiasi effetto di una sana rabbia. Che, se ci sarà e se sarà efficace, non sarà impersonata dagli acidi indignati che si atteggiano a commissari politici ma dalla gente ruspante.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Che gli indigandos-payasos, questi interpreti dell'impotenza generale, siano sostenuti da Soros e ottengano la complice indulgenza di Draghi dovrebbe far pensare, tutti, e non poco.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ma va detto almeno in questo i revolucionarios di oggi sono coerenti con i loro padri.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;All'Hypérion, insieme agli agenti delle potenze occidentali, ci stavano infatti loro. E ci sono infinità di banchieri occidentali insigniti dell'Ordine di Lenin per il sostegno dato al comunismo: nessuno di quella genia ha mai ricevuto un'onorificenza da Mussolini perché non lo sostenevano ma lo combattevano. E perché contro di lui e contro la rivoluzione ideale che aveva mosso, esattamente come era accaduto con Napoleone, i banchieri scatenarono una guerra mondiale. Alla quale parteciparono, dalla parte dei banchieri che li foraggiavano, i legittimi progenitori degli indignados.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;In questo almeno c'è continuità. Sono degni dei loro padri rossi nella pratica di alzare la voce contro il sistema ma di servirlo organicamente e in prima linea, nel farsi manipolare e nel sabotare al tempo stesso ogni sentimento popolare. In quanto però a risoluzione, carattere, determinazione e capacità ne sono indegni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Da una generazione all'altra, c'è stata caduta. Ed è chiaramente una caduta da circo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-4386130327345842045?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4386130327345842045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4386130327345842045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/indignados-y-payasos.html' title='Indignados y payasos'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-3Nik3hea7RE/Tpr76W0DrqI/AAAAAAAAANs/412ugbPywJw/s72-c/circo.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-2553863920869434942</id><published>2011-10-11T19:58:00.004+02:00</published><updated>2011-10-11T20:40:16.822+02:00</updated><title type='text'>L'epopea dei "Mas" ricostruita onda dopo onda</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-82_heJRhS28/TpSNiPTH1-I/AAAAAAAAANg/U-9zvAuBhQ4/s1600/luigi%2Brizzo.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 145px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-82_heJRhS28/TpSNiPTH1-I/AAAAAAAAANg/U-9zvAuBhQ4/s200/luigi%2Brizzo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5662306250873362402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;(Luciano Garibaldi per il Secolo d'Italia) Sabato 8 ottobre scorso ha presentato al Circolo Ufficiali della Marina Militare, presso l'Arsenale di Venezia, assieme al suo collega Gaspare Di Sclafani, il libro che avete scritto a due mani "Così affondammo la Valiant", edito da Lindau. Il libro, però, non si limita alla mitica impresa di Alessandria d'Egitto ma ricostruisce l'intera epopea della X.a Flottiglia Mas. Perché non rievocarla anche per i lettori del "Secolo d'Italia"?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, sans-serif; text-align: justify; "&gt;Matteo Inveruno - Venezia&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Luciano Garibaldi&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima di tutto la sigla: Mas. In origine, cioè nel corso della Grande Guerra, si legge «Motoscafo Armato Svan» (dal nome del cantiere veneziano dove l'imbarcazione viene realizzata nei primi mesi del 1917); poi, quasi subito, diventa «Motoscafo Anti Sommergibile», e infine, grazie all'inventiva di Gabriele D'Annunzio, «Memento Audere Semper». Sono barconi a motore con due tubi di lancio per siluri. In poco tempo i Mas diventano il terrore della flotta austro-ungarica. Nel dicembre 1917 un Mas comandato da Luigi Rizzo affonda la corazzata "Wien". Segue, il 10 febbraio 1918, la "beffa di Buccari", allorché tre Mas violano per oltre 50 chilometri le difese austriache lanciando alla fine sei siluri. Anche se non riescono ad affondare le navi nemiche, l'impresa ha una clamorosa eco. Sull'"Animoso", comandato da Luigi Rizzo, è presente Gabriele D'Annunzio. Nel giugno di quell'anno, un Mas affonda la corazzata "Santo Stefano". Infine, a Pola, il 1° novembre 1918, a quattro giorni da Vittorio Veneto, un Mas con a bordo Raffaele Rossetti e Raffaele Paolucci affonda la "Viribus Unitis", l'ammiraglia della flotta nemica. Per la Marina austriaca è la fine.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Negli Anni Trenta, sotto il controllo di Teseo Tesei e di Elios Toschi, ai Mas si affiancano i mezzi d'assalto subacquei, ovvero gli Slc (Siluri a lenta corsa), subito ribattezzati "maiali" per la loro forma. Sono una sorta di tubi metallici lunghi 6 metri, del peso di una tonnellata, dotati di un motore elettrico in grado di garantire una velocità di 2 nodi e un'autonomia di 10 miglia, e di una testata esplosiva forte di due quintali di tritolo con spoletta a tempo. Due gli operatori: a prua un ufficiale, a poppa un palombaro. Vengono trasportati sul luogo dell'azione da sommergibili in grado di ospitarne fino a quattro sul «ponte».&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'esordio bellico della 1.a Flottiglia Mas è fissato per il 12 agosto 1940, con l'assalto alla base navale inglese di Alessandria d‘Egitto, ma si risolve in tragedia, con l'affondamento del sommergibile "Iride" e la perdita di decine di uomini. Il 24 settembre fallisce il primo tentativo di violare la base di Gibilterra. Seguono altri insuccessi finché, il 15 marzo 1941, il reparto viene ristrutturato, affidato al comando del capitano di Fregata Vittorio Moccagatta e ribattezzato X.a Flottiglia MAS, nel ricordo della mitica X.a Legio Gemina di Giulio Cesare. Sono in arrivo le vittorie. Il 25 marzo 1941, a Suda, sei "maiali" affondano l'incrociatore britannico "York" e altre unità. Il 20 settembre, a Gibilterra, sono affondati l'incrociatore "Durham" e due petroliere. Il 18 dicembre, ad Alessandria d'Egitto, Durand de la Penne, Marceglia e Martellotta, con i loro palombari Bianchi, Schergat e Marino, a cavallo di tre "maiali", affondano le corazzate "Valiant" e "Queen Elizabeth" e la petroliera "Sagona" mettendo fuori gioco - come ammetterà lo stesso Churchill - la flotta britannica nel Mediterraneo.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma, purtroppo, il 25 luglio di quel '41, c'è stata la tragedia di Malta. Moccagatta ha deciso l'assalto alla base navale inglese della Valletta per eliminare una volta per sempre gli assalti continui ai nostri traffici con la Libia. Ignora, però, che gli inglesi dispongono di un segretissimo dispositivo radar in grado di rilevare la presenza nemica in un raggio di 20 miglia. Il piano prevede che Teseo Tesei, con i suoi "maiali", distrugga le difese esterne del porto, in modo da consentire ai barchini esplosivi Mtm (Motoscafi turismo modificati) di entrare nel porto e silurare le navi all'ancora. Supermarina ha concordato con la Regia Aeronautica una serie di bombardamenti di preparazione e un'azione di copertura aerea, ma vi sarà solo un unico e striminzito attacco dal cielo. Incapacità o tradimento? Uno dei misteri irrisolti della Seconda Guerra Mondiale.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 25 luglio alle 18, salpano da Augusta, in direzione di Malta, due Mas e una nave con a bordo 8 Mtm (barchini esplosivi) e 2 Slc (i "maiali"). Alle 23, agli ordini di Moccagatta, hanno inizio le operazioni. I due Slc, al comando di Tesei, si accingono ad attaccare le reti metalliche di protezione sotto il ponte Sant'Elmo, all'ingresso del porto. Ma, individuati dai radar, vengono centrati da un micidiale bombardamento partito dalle tre postazioni di artiglieria che proteggono La Valletta. Tesei e il suo palombaro Pedretti si sacrificano nel fallito tentativo di far saltare il ponte. Sopraggiungono gli aerei da caccia britannici e fanno strage dei Mas e dei barchini. Tra i 15 caduti, il comandante Moccagatta, il capitano di Corvetta Giorgio Giobbe, il medico dei mezzi d'assalto Falcomatà. Diciotto i prigionieri, undici i superstiti. Con l'impresa di Alessandria d'Egitto, del dicembre seguente, ha inizio l'epoca delle grandi vittorie della X.a Flottiglia, passata al comando del principe Junio Valerio Borghese, e le cui imprese spaziano da Gibilterra al Nord Africa, dal Mar Nero alla Crimea. Il 10 agosto 1942, il mitico sommergibile "Sciré" è affondato a Haifa. Ma nel marzo seguente, a poca distanza da Haifa, Luigi Ferraro, eroe solitario della Decima, affonda, armato soltanto della sua tuta subacquea, del respiratore e delle bombe a orologeria, quattro navi inglesi per un totale di 24 mila tonnellate. Al termine dell'epopea della X.a Flottiglia, ovvero alla data dell'8 settembre 1943, il bilancio sarà di navi da guerra affondate per 72 mila tonnellate, navi mercantili per 130 mila. Le ricompense: 29 Medaglie d'Oro e 104 Medaglia d'Argento al Valor Militare. L'8 settembre segnò la rottura della X Flottiglia, ma è doveroso ricordare che vi fu sempre intesa tra i reparti rimasti al Sud, con la Regia Marina, e i reparti confluiti nella X Mas della Repubblica sociale italiana. Tanto che, nel dopoguerra, i superstiti si ritrovarono riuniti nelle operazioni di sminamento e di bonifica dei porti italiani, fino a che confluirono nell'ormai mitico ComSubIn, il Comando Subacquei e Incursori "Teseo Tesei".&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-2553863920869434942?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2553863920869434942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2553863920869434942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/lepopea-dei-mas-ricostruita-onda-dopo.html' title='L&apos;epopea dei &quot;Mas&quot; ricostruita onda dopo onda'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-82_heJRhS28/TpSNiPTH1-I/AAAAAAAAANg/U-9zvAuBhQ4/s72-c/luigi%2Brizzo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-592715560700266588</id><published>2011-10-11T13:32:00.003+02:00</published><updated>2011-10-11T14:30:10.390+02:00</updated><title type='text'>Sigonella 26 anni fa</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-QL3zG1KUHR0/TpQ2XgO8twI/AAAAAAAAAM8/q_h1vtPR9fs/s1600/craxi01g.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 154px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-QL3zG1KUHR0/TpQ2XgO8twI/AAAAAAAAAM8/q_h1vtPR9fs/s200/craxi01g.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5662210408929081090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;(lastampa.it) Bettino Craxi mentì a Ronald Reagan nella telefonata di 20 minuti durante la crisi di Sigonella perché si impegnò a tenere sotto custodia in Italia tutti i palestinesi coinvolti nel sequestro dell’Achille Lauro mentre due giorni dopo consentì ad Abu Abbas, regista dell’operazione, di partire da Roma per Belgrado.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A descrivere lo sgambetto del presidente del Consiglio italiano al presidente degli Stati Uniti è la ricostruzione della crisi dell’Achille Lauro contenuta in 95 documenti del Dipartimento di Stato di cui «La Stampa» è entrata in possesso nel rispetto delle leggi federali. L’Achille Lauro è la nave da crociera italiana che il 7 ottobre 1985 viene presa in ostaggio nelle acque egiziane da una commando di 4 terroristi del Fronte di liberazione della Palestina, che uccidono a largo della Siria il passeggero ebreo americano paraplegico Leon Klinghoffer buttandolo in mare. Quindi tentano invano di incassare la liberazione di 50 loro compagni detenuti in Israele, tornando in Egitto, dove il presidente Hosni Mubarak ottiene il rilascio di nave e passeggeri garantendogli il salvacondotto verso la Tunisia. Ma l’aereo di linea egiziano che, il 10 ottobre, li sta portando verso Tunisi - dove ha sede l’Olp di Yasser Arafat - viene intercettato dai jet Usa che lo obbligano ad atterrare nella base di Sigonella, in Sicilia, dove a notte inoltrata gli uomini della Delta Force del generale Carl Steiner sono sulla pista per catturare il commando. Ad impedirglielo sono militari italiani dando vita ad un braccio di ferro fra alleati risolto dalla telefonata CraxiReagan.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre i due leader si parlano l’aereo egiziano è circondato da due cerchi di militari, con gli italiani che impediscono agli americani di avvicinarsi, e all’interno vi sono, oltre ai piloti, sei palestinesi: i 4 sequestratori Bassam al-Asker, Ahmad Marrouf alAssadi, Youssef Majed al-Molqi e Ibrahim Fatayer Abdelatif accompagnati da Abu Abbas e Zulid Al-Qudra, entrambi nella veste di rappresentanti dell’Olp. Gli americani ritengono che Abu Abbas, leader del Fronte di liberazione della Palestina, sia la mente del sequestro, avendolo pianificato e guidato a distanza parlando via radio con il commando.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella telefonata fra Reagan e Craxi si confrontano opposte esigenze: il primo vuole catturare esecutori e mandanti di un atto terroristico e dell’assassinio di un americano, mentre il secondo è intenzionato a difendere la sovranità nazionale su Sigonella, che impone all’Italia di prendere in consegna il commando, e far rispettare il patto con i palestinesi grazie al quale Mubarak ha ottenuto il rilascio dell’Achille Lauro.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A descrivere i contenuti della conversazione è il telegramma che l’11 ottobre il Segretario di Stato americano George Shultz invia all’ambasciatore a Roma Maxwell Rabb, il cui titolo è «Reagan/Craxi Understanding on the Achille Lauro Terrorists» (Intesa Reagan-Craxi sui terroristi dell’Achille Lauro). «Durante una conversazione durata 20 minuti ed avvenuta al termine del 10 ottobre, il presidente ha chiesto aiuto a Craxi per consentire che i terroristi atterrati a Sigonella possano essere trasportati negli Stati Uniti per essere sottoposti alla legge» scrive Schultz, sottolineando che «Craxi ha spiegato che la legge italiana non gli permette di dare tale consenso, poiché il crimine è avvenuto su una nave italiana, ovvero su territorio italiano, e l’Italia è legalmente competente» aggiungendo che «il popolo italiano non comprenderebbe mai una tale rinuncia alla sovranità». Di fronte a tali resistenze di Craxi, la reazione di Reagan è non sollevare obiezioni né tantomeno insistenze nella difesa della legittimità del blitz della Delta Force, mentre è ancora in corso. Reagan rinuncia all’opzione militare per seguire Craxi nella scelta di un approccio giuridico, ma rilancia. «Il presidente ha proposto a Craxi di trasmettere una urgente richiesta di estradizione e Craxi ha detto che sarebbe una buona soluzione perché potrà mettere la questione nelle mani dei competenti organi italiani, i tribunali», scrive Shultz nel telegramma, aggiungendo che Craxi assicura che «l’Italia nel frattempo imprigionerà i terroristi in attesa degli sviluppi legali». «E’ stato concordato che la richiesta di estradizione sarà relativa ai quattro sequestratori dell’Achille Lauro e che l’Italia (con l’assistenza americana) formulerà le accuse contro gli altri due al fine di processarli» sottolinea Shultz, specificando che «Craxi ha accettato di trattenere tutti e sei - ripeto sei - i palestinesi e il presidente si aspetta che il governo italiano lo faccia».&lt;/div&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se Shultz manda a Rabb questo telegramma la mattina dell’11 ottobre è perché sul terreno sta avvenendo il contrario di quanto Craxi ha promesso a Reagan: se infatti i quattro sequestratori sono stati presi in consegna dalla magistratura, l’aereo egiziano il 12 ottobre vola da Sigonella a Ciampino e da lì a Fiumicino dove Abu Abbas scende a terra per imbarcarsi su un volo di linea della Tanjug con destinazione Belgrado, assieme all’altro rappresentante dell’Olp.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel tentativo di far rispettare all’Italia la parola data da Craxi la mattina dell’11 ottobre, subito dopo aver ricevuto il telegramma da Shultz, l’ambasciatore Rabb telefona al ministro dell’Interno, Oscar Luigi Scalfaro. A descrivere quanto si dicono è il telegramma che l’ambasciata Usa invia a Shultz quel pomeriggio. «L’ambasciatore ha telefonato a Scalfaro, che ha assicurato di occuparsi della vicenda. Scalfaro ha detto che i quattro sequestratori saranno trattati in base alla legge italiana mentre riguardo agli altri due palestinesi ancora a bordo dell’aereo egiziano ha parlato con Craxi, che gli ha assicurato nei termini più decisi che manterrà l’impegno preso con il presidente Reagan di tenerli sotto custodia. Non saranno in stato d’arresto, ma non gli sarà consentito di partire». A sollevare obiezioni sulla detenzione dei «due palestinesi» è invece Vincenzo Parisi, capo dei servizi italiani, «secondo cui non ci sono basi legali per detenerli». Ma gli americani si sentono garantiti da Scalfaro, come si evince dal telegramma: «Non abbiamo mai avuto dubbi sull’atteggiamento di Scalfaro sul terrorismo e sull’importanza che assegna a mantenere una stretta collaborazione con gli Stati Uniti, come dimostrano le sue critiche al ministro degli Esteri Giulio Andreotti che ha paragonato il raid israeliano su Tunisi (del 1˚ ottobre, ndr) ad un massacro nazista».&lt;/div&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le assicurazioni di Scalfaro tuttavia, al pari degli impegni di Craxi, si trasformano in una beffa quando i due palestinesi il 12 ottobre lasciano l’Italia. E’ Michael Armacost, sottosegretario di Stato per gli Affari Politici, che firma il telegramma di poche righe datato 12 ottobre su quanto avvenuto: «I due palestinesi hanno lasciato l’Italia per la Jugoslavia a metà pomeriggio, anche se avevamo chiesto al governo italiano di detenere uno di loro, Abu Abbas, in attesa della richiesta di estradizione». Poco prima del decollo dell’aereo della Tajug, Armacost ha tentato un’ultima carta, chiedendo a Rabb di recapitare all’Italia una «immediata richiesta di arresto provvisorio di Abu Abbas sulla base del Trattato di estradizione Usa-Italia del 13 ottobre 1983, entrato in vigore il 24 settembre 1984», in ragione della «partecipazione di Abu Abbas al piano per il sequestro della Achille Lauro». Ma Craxi ha già deciso di non rispettare l’impegno con Reagan e così, il 13 ottobre, Armacost scrive a Roma traendo le conclusioni: «Il governo degli Stati Uniti è stupito dalla violazione di ogni ragionevole standard legale da parte dell’Italia ed è profondamente deluso» da quanto avvenuto.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’irritazione americana ha un’immediata conseguenza politica a Roma dove il 16 ottobre il Pri di Giovanni Spadolini ritira la delegazione dei propri ministridal governo Craxi in segno di protesta per aver fatto fuggire Abu Abbas. Ne scaturisce una crisi di governo che rientra il 6 novembre quando i ministri dimissionari tornano nell’esecutivo, sulla base della promessa di Craxi di un approccio più bilanciato sul Medio Oriente. Ottenuta la fiducia dalla Camera, Craxi però rilancia la sfida all’America - e a Israele - con un intervento in cui paragona Yasser Arafat a Giuseppe Mazzini, confermando che dietro la scelta di far fuggire Abbas c’è in realtà la scelta di sfruttare la crisi di Sigonella per trasformare l’Italia in un alleato dei palestinesi.&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-592715560700266588?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/592715560700266588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/592715560700266588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/custodiremo-i-terroristi-la-bugia-di.html' title='Sigonella 26 anni fa'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-QL3zG1KUHR0/TpQ2XgO8twI/AAAAAAAAAM8/q_h1vtPR9fs/s72-c/craxi01g.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-4555281080223969646</id><published>2011-10-10T19:43:00.002+02:00</published><updated>2011-10-10T19:45:27.478+02:00</updated><title type='text'>Imposimato denuncia gli Usa all'Aja: "Sapevano dell'11 settembre"</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Y5z054iMgQc/TpMvElzKuVI/AAAAAAAAAM0/ng_jVy0YKbo/s1600/ferdinando-imposimato.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 122px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Y5z054iMgQc/TpMvElzKuVI/AAAAAAAAAM0/ng_jVy0YKbo/s200/ferdinando-imposimato.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661920912447551826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;(affaritaliani.it) Un avvocato italiano, l’ex giudice istruttore Ferdinando Imposimato, sta preparando una denuncia al Tribunale internazionale penale dell’Aja perché, a suo dire, pur sapendo che era in preparazione l’attentato alle Twin Towers la Cia non fece nulla per fermarlo. Oltretutto, secondo il presidente onorario aggiunto della suprema Corte di Cassazione, che a suo tempo indagò sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, che ora assiste la famiglia come avvocato, titolare dell’inchiesta sull’attentato al papa in piazza San Pietro e già presidente della commissione parlamentare antimafia, le Twin Towers crollarono non soltanto per l’impatto dei due aerei dirottati dai terroristi di Bin Laden. I periti esperti della Nist, un’agenzia federale di sicurezza degli Usa, che hanno svolto un'indagine sull’attentato, ‘’sanno che in quei due grattacieli erano stati collocati degli ordigni, così come in un terzo palazzo adiacente alle Torri Gemelle, la torre numero 7, che crollò su se stessa, come si vede in alcune riprese televisive, senza che in questa ci fosse un impatto con un aereo, come avvenne nelle altre due”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’ipotesi di reato che Imposimato, come rivela il magistrato ad Affaritaliani, ha intenzione di formulare “insieme con altri studiosi ed esperti nell’adire presso la Corte penale internazionale dell’Aja, attraverso il procuratore della Corte stessa, è di concorso nelle stragi che l’11 settembre del 2001 causarono 3.000 morti alle Torri Gemelle più altri decessi nell’attacco al Pentagono”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di questa storia di presunte commistioni tra servizi segreti statunitensi e Bin Laden, c’è una vasta letteratura internazionale. Fantapolitica o realtà? Di certo, come ha detto qualche giorno fa Imposimato parlando con alcuni giornalisti a Latina, a margine del quarto convegno nazionale dei giudici scrittori, dell’attentato alle Torri Gemelle se ne é discusso nell’incontro di “Toronto Hearings”, un tribunale internazionale indipendente, una sorta di Tribunale Russel, che si è riunito dall’8 al 12 settembre scorsi a Toronto, in Canada, composto da giudici internazionali, che ha ascoltato 17 testimoni. A quell’incontro Imposimato c’era. Da qui la sua intenzione di ricorrere al Tribunale penale internazionale dell’Aja, lo stesso che ha arrestato e mandato sotto processo per genocidio gli autori dei massacri nella guerra di pulizia etnica in quei paesi sorti in seguito al crollo dell’ex Jugoslavia.&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, sans-serif; text-align: justify; "&gt;Imposimato, perché intende rivolgersi al Tribunale penale internazionale dell’Aja?&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, sans-serif; text-align: justify; "&gt;“Perché diversi esponenti di vertice della Cia pur sapendo della presenza di terroristi nel territorio Usa fin dal gennaio 2001 provenienti dall’Arabia Saudita e considerarti come sospetti terroristi e pur sapendo che essi erano arrivati a Los Angeles dal 15 gennaio 2001 per addestrarsi sugli aerei da usare come missili contro edifici americani, non informarono l’Fbi, che è l’unico organismo competente a contrastare il terrorismo in territorio americano, in tal modo lasciando che gli attentati avvenissero eseguiti l’11 settembre 2001”.&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi porterebbe come imputati e come testimoni in questo processo?&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Chiederò di ascoltare gli scienziati e i testimoni che sono stati sentiti nella Ryarson University di Toronto lo scorso settembre, che hanno dimostrato come nelle cosiddette Torri Gemelle e nella terza torre, la numero 7, siano state inserite dolosamente bombe e ordigni incendiari ed altri elementi idonei ad accelerarne il crollo. Ritengo che non aver impedito il verificarsi dell’attacco da parte di chi aveva il dovere di impedirlo, sia una gravissima colpa”.&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-4555281080223969646?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4555281080223969646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4555281080223969646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/imposimato-denuncia-gl-usa-allaja.html' title='Imposimato denuncia gli Usa all&apos;Aja: &quot;Sapevano dell&apos;11 settembre&quot;'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Y5z054iMgQc/TpMvElzKuVI/AAAAAAAAAM0/ng_jVy0YKbo/s72-c/ferdinando-imposimato.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-6414478591466181723</id><published>2011-10-09T20:04:00.002+02:00</published><updated>2011-10-09T20:06:59.051+02:00</updated><title type='text'>Olivetti, la terza via tra capitale e socialismo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-oVpiysRPWr0/TpHiuxTN1fI/AAAAAAAAAMo/Q3M5VHu-Ci0/s1600/olivetti2.JPEG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 106px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-oVpiysRPWr0/TpHiuxTN1fI/AAAAAAAAAMo/Q3M5VHu-Ci0/s200/olivetti2.JPEG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661555499717219826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;(Roberto Alfatti Appetiti per il Secolo d'Italia) &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;Ha insegnato che non è detto si debba morire di benessere. Ha cercato di spiegare che l'impresa non è necessariamente un fine ma anche un mezzo e che mondi apparentemente inconciliabili - profitto e solidarietà, produzione seriale e bellezza, impresa e cultura - possono non solo coniugarsi ma crescere di pari passo. La lezione di Adriano Olivetti, scomparso nel 1960 a cinquantanove anni, può essere ancora preziosa per «un'impresa senz'anima e priva di contenuti e una cultura senza imprenditorialità, sempre più autoreferenziale e marginale rispetto al processo produttivo, tenuta in vita dalla carità e dall'assistenzialismo politico». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa, almeno, è la convinzione di Marco Peroni, sceneggiatore della graphic novel Adriano Olivetti. Un secolo troppo presto (BeccoGiallo, pp. 160, € 19), in uscita il 12 ottobre. Un libro che l'artista quarantenne, figlio di un dipendente della Olivetti, ha dedicato «ai bambini e alle bambine di Ivrea», confidando che l'accattivante formula del fumetto possa incuriosire i più giovani e rappresentare il gradino su cui salire per guardare agli scaffali più in alto, ai libri che approfondiscono i tanti aspetti dell'Olivetti intellettuale, politico, riformatore, urbanista ed editore. Una lettura che, tuttavia, è consigliata a tutti. Più di qualche copia, poi, andrebbe recapitata a Confindustria. Tutt'altro che illuminati, i nostri imprenditori sono sempre pronti a salire in cattedra, salvo liquidare come «una follia» quel minimo contributo di solidarietà che non è nulla rispetto ai servizi sociali che Olivetti, consapevole della responsabilità dell'impresa nei confronti della società, garantiva alle famiglie dei suoi lavoratori: dalle colonie estive ai sabati liberi, dal dentista gratis all'asilo aperto per i figli dei padroni come per quelli degli operai.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un sogno comunitario che Marco Peroni - con i disegni di Riccardo Cecchetti - ha declinato al presente, anzi nel futuro, senza stucchevoli concessioni alla nostalgia. Se nel 2061 - anno di ambientazione della storia - l'Italia vive un nuovo boom economico, un "nuovo risorgimento", è proprio perché gli industriali hanno raccolto il testimone dell'ingegnere di Ivrea e ne hanno rielaborato le intuizioni contribuendo a realizzarne il progetto di comunità partecipate e solidali, al di là del socialismo e del capitalismo, in grado di superare "lo strapotere del denaro" e sottrarsi al controllo della finanza internazionale. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«È ora di uscire dalla sin troppo facile fase della denuncia - ci spiega l'autore - per indicare una prospettiva positiva. Basta con l'effetto Report, siamo tutti iperinformati e l'indignazione non serve, bisogna avere il coraggio di proiettarsi nel futuro». Ed è quello che fa Peroni con questa graphic novel, la cui voce narrante è una giovane laureanda in fumetto contemporaneo, intenta a offrire il proprio contributo ai festeggiamenti per i Duecento anni dell'Unità d'Italia presentando una tesi sull'esperienza olivettiana. Per realizzarla, chiede a Olivetti un'intervista, impossibile dato che l'imprenditore è scomparso un secolo prima. Eppure l'incontro tra i due, immaginario, si terrà sul treno che nel febbraio del 1960 stava portando Olivetti da Milano in Svizzera e su cui trovò la morte. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Il luogo dov'è morto - ci dice Peroni - diventa quello dove torna a vivere». È l'ingegnere stesso a spiegare la sua visione del mondo: la cultura intesa come carburante del cambiamento, gli artisti messi al lavoro, uno scrittore alla direzione del personale, un poeta al settore pubblicità, le biblioteche dentro la fabbrica, i concerti e le conferenze d'arte durante la pausa pranzo, le casette a un piano per i lavoratori immerse nel verde di una città che non a caso è stata definita «l'Atene degli anni Cinquanta».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Il tutto - sottolinea ancora Peroni - mentre gli indici di produzione salivano in continuazione e lo "stile Olivetti" trionfava nel mondo». Un modello trascurato da quel ceto politico che sulla divisione costruiva un'inossidabile rendita di posizione, nella consapevolezza che la sintesi tra idee opposte costringe a rimettersi in discussione e a rischiare. Cosa che Olivetti fece, candidandosi e raccogliendo un modesto 1% dei consensi. Forse perché, come suggerisce il titolo del libro, la sua terza via tra socialismo e capitalismo era troppo in anticipo sui tempi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un successo, il suo, avvertito con fastidio anche e sopratutto dal blocco industriale dominante, che vedeva in tale azienda, capace di offrire ai propri dipendenti il 20% in più rispetto alla base contrattuale, un esempio destabilizzante. Un'ostilità che divenne manifesta quando, scomparso l'ingegnere - lasciando in eredità solo la prima casa, né imperi né yacth, né rendite - ne prese la guida un "gruppo di intervento" presieduto da Bruno Visentini. «Come prima cosa - racconta Peroni - i Cuccia e i Valletta svendettero agli americani l'elettronica, considerandola "un neo da estirpare", mentre invece Olivetti aveva capito che era il futuro e malgrado l'azienda fosse già leader nella meccanica aveva investito proprio nella ricerca di quel settore strategico, troppo strategico perché rimanesse in mano all'Italia e tanto più a un italiano così». Dalle macerie dell'elettronica olivettiana nascerà il primo personal computer al mondo ma l'Italia avrà perso la possibilità di essere protagonista della rivoluzione elettronica che caratterizzerà il nuovo sviluppo industriale. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A oggi non possiamo sapere se, come nella graphic novel, la storia darà ragione a Olivetti, ma il suo esempio continua ad animare imprenditori che non hanno sacrificato l'interesse collettivo sull'altare del massimo profitto e coniugano il proprio lavoro con gli interessi delle comunità. Imprenditori come Paolo Benini, Adolfo Guzzini, Gianluca Martino e Brunello Cucinelli, giusto per ricordare alcuni degli ultimi vincitori del premio "Imprenditore olivettiano" - una targa e un modello originale della mitica Lettera 22 - appositamente creato dall'associazione Archivio storico Olivetti per «coloro che si sono ispirati a quei valori di responsabilità sociale, di impegno per la ricerca e l'innovazione, di attenzione alla comunità locale, di sensibilità per la bellezza e la cultura, che sono tipici della visione imprenditoriale di Adriano Olivetti».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Se la prassi più comune da parte dei finanzieri senza etica - dice Peroni - è quella di fare sciacallaggio, comprare aziende in crisi, spezzettarle e rivenderle guadagnandoci, c'è chi si ostina a fare il contrario». Come il citato Cucinelli, che in Umbria ha fatto rinascere ex novo un borgo, Solomeo, non lontano da Perugia. O Giuliano Carnaroli di Fano, che compra e restaura - anzi: rivitalizza, con la sua Marche Style - castelli e ville di grande valore storico. Turismo inteso come ricchezza. Del resto, Olivetti per primo aveva capito che «servono più camerieri che parlano tre lingue che operai perché il nostro petrolio è la bellezza». &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella di Peroni, per chi non l'avesse capito, non è la mera biografia a fumetti di un grande personaggio ma il racconto di un'epopea comunitaria in cui sogno e realtà parvero sul punto di fondersi. «Un sogno sembra tale fino a quando non si comincia da qualche parte - diceva Olivetti - e solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande». Parole degne di un visionario? Forse. E probabilmente è giusta la scelta di Peroni - musicista, tanto che il libro nasce da uno spettacolo musicale del suo trio, Le voci del tempo (www.levocideltempo.it) - di pubblicare anche l'audiolibro della storia, dal 12 ottobre scaricabile gratuitamente sul loro sito, accompagnandola con la musica di Bob Dylan. Perché - conclude Peroni - Olivetti sembra uscito da una sua canzone.&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-6414478591466181723?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6414478591466181723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6414478591466181723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/olivetti-la-terza-via-tra-capitale-e.html' title='Olivetti, la terza via tra capitale e socialismo'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-oVpiysRPWr0/TpHiuxTN1fI/AAAAAAAAAMo/Q3M5VHu-Ci0/s72-c/olivetti2.JPEG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-649111035534187270</id><published>2011-10-09T19:43:00.001+02:00</published><updated>2011-10-09T19:53:15.978+02:00</updated><title type='text'>Grilz, il primo inviato italiano a morire sul campo dopo il 1945</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ZXjWudvIeaA/TpHfcxysTmI/AAAAAAAAAMY/UpQiRi67rlg/s1600/amerigogrilz.JPEG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 114px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZXjWudvIeaA/TpHfcxysTmI/AAAAAAAAAMY/UpQiRi67rlg/s200/amerigogrilz.JPEG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661551892076711522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;(Antonio Pannullo per il Secolo d'Italia) &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;Il primo inviato di guerra italiano morto dopo la Seconda guerra mondiale fu uno di noi: Almerigo Grilz, triestino, leader del Fronte della Gioventù e consigliere comunale della città giuliana, morto in Mozambico mentre si trovava come corrispondente della Albatross Press Agency al seguito dei guerriglieri della Renamo, che si opponeva ai filosovietici della Frelimo. Mentre la Renamo ripiegava, nei pressi della città di Caia, Almerigo fu raggiunto alla nuca da un colpo sparato dagli avversari, e rimase in Mozambico per sempre. Fu recuperata la sua telecamera, dove è documentata tutta la battaglia dell'ex zuccherificio, fino al momento in cui la telecamera cadde per terra. I guerriglieri di Afonso Dhlakama, il capo del movimento di resistenza nazionale, lo portarono a spalla per un giorno e mezzo, fino a seppelirlo sotto un maestoso albero, in un luogo chiamato Ndore, dove tutt'oggi riposa. Fu sua madre (Almerigo era figlio unico) che decise che fosse meglio lasciarlo lì dove era caduto per inseguire la sua passione-professione. Professione nella quale era bravissimo: aveva documentato i più caldi conflitti degli anni Ottanta, dall'Afghanistan dei mujahaddin invaso dall'Urss, a Beirut, alla Birmania, alla Cambogia, alla guerra Iran-Iraq, a un reportage sul regime degli ayatollah. Fu poi nell'Africa australe, Angola e Mozambico devastate dalla guerra civile, e in Etiopia. I suoi servizi furono comprati un po' dappertutto, ma poco in Italia, a causa del suo passato missino. Anche dopo la sua morte ci vollero 21 anni prima che la casta dei giornalisti di sinistra accettasse di porre una targa nella sua città natale. Mentre l'amministrazione da ben più tempo gli ha dedicato una via.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I suoi servizi vennero pubblicati in Italia da Avvenire, Panorama, il Sabato, e dalla Rivista italiana difesa (che però non lo fece firmare col suo nome, forse in quanto missino, ma con quello di Almerigo Grilli) in Gran Bretagna dal Sunday Time e Jane's defence weekly, in Francia dall'Express, poi con la tv di Stato tedesca Ndr. I suoi filmati furono acquistati dalle statunitensi Cbs e Nbc. La Rai gli prese poco, sempre per la solita congiura del silenzio, quasi fosse, come ha scritto il suo amico Fausto Biloslavo, l'inviato ignoto. Una sorta di damnatio memoriae che però non ha retto al tempo: nel 2002 i suoi amici e colleghi Giancarlo Coccia, Gian Micalessin e Franco Nerozzi andarono in Mozambico a cercarne le spoglie. E le trovarono, realizzando un documentario che mette ancora oggi i brividi. Lo trovarono e lo ricordarono in quella radura sperduta. Ma già nel 1991, un altro suo collega, Luca Poggiali, oggi direttore di Raids con cui Almerigo collaborò, andò con la Renamo per seguire la guerriglia, e parlò con molti miliziani che lo avevano conosciuto: lo stesso leader, Dhlakama, ne parlò in termini commossi. Almerigo aveva iniziato a fare il giornalista nel 1979 lavorando a Dissenso, il mensile della giovane destra diretto da Maurizio Gasparri, per poi fondare nel 1983 la "Albatross", insieme con Biloslavo e Micalessin. Dopo una sordina durata troppi anni, Almerigo è ancora con noi.&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-649111035534187270?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/649111035534187270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/649111035534187270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/grilz-il-primo-inviato-italiano-morire.html' title='Grilz, il primo inviato italiano a morire sul campo dopo il 1945'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ZXjWudvIeaA/TpHfcxysTmI/AAAAAAAAAMY/UpQiRi67rlg/s72-c/amerigogrilz.JPEG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-1879606181201349886</id><published>2011-10-09T19:36:00.002+02:00</published><updated>2011-10-09T19:40:56.307+02:00</updated><title type='text'>Che c'importa di Jobs E' meglio un bigliettino che spedire una mail</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-p6hMu0IapIU/TpHcnh2Jv8I/AAAAAAAAAMQ/zgLUBFrOnVU/s1600/Steve_Jobs_-300x294.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 196px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-p6hMu0IapIU/TpHcnh2Jv8I/AAAAAAAAAMQ/zgLUBFrOnVU/s200/Steve_Jobs_-300x294.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661548778239934402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;(Stenio Solinas su ilgiornale.it) Caro Direttore, vedo che anche Il Giornale ha salutato con commozione la scomparsa di Steve Jobs e quindi sono sicuramente dalla parte del torto, ma un po' perché ci sono abituato e un po’ perché ormai ho un'età, mi permetti di dire, che, salvo restando il rispetto per il talento, per il dolore, per la morte etcetera etcetera, a me di Steve Jobs non è mai importato nulla.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'altro ieri ho visto sul Corriere un «Addio Steve» a firma di Beppe Severgnini, con tanto di Jackson Browne usato come dedica poetica. Severgnini è uno specialista in epitaffi: tempo fa ne fece uno di Indro Montanelli con tanto di quadro a olio, lui e Indro insieme nella stessa tela, riprodotta sul quotidiano di via Solferino immagino per gentile concessione del diretto interessato vivente. Sarò irrispettoso, ma allora mi venne da ridere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Adesso mi viene da ridere leggendo Severgnini che verga il suo omaggio commosso non nella Cremona natia, ma «nella luce lattiginosa di Sa Pa, Vietnam settentrionale, la Cina oltre un fiume, wi-fi che funziona, Mac Book Air sulle ginocchia». E mi viene da ridere leggendo Jovanotti che sulla Stampa saluta Steve Jobs come «l'eroe di chi crede che la vita finisce solo quando finisce, neanche un attimo prima». Non mi sembra una grande novità, ma non «penso positivo», non scrivo canzoni dove madre Teresa di Calcutta abbraccia Che Guevara, non vado da Fabio Fazio. E va da sé che darei tutti i reportage, di Severgnini e no, scritti con un Mac Book per uno solo di Montanelli o di Malaparte battuto a macchina, dettato ai dimafoni, telefonato, inviato per posta...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quel che poco che so, dobbiamo a Jobs i personal computer e i cellulari, schematizzo e volgarizzo, ma credo di rendere l'idea. Sommessamente dico che ne avrei fatto volentieri a meno, ma che comunque non mi hanno cambiato la vita più di tanto. Continuo a usare il computer come una macchina per scrivere che mi evita la brutta copia, continuo a maledire il cellulare, di cui ignoro ogni altra funzione, perché lo devo tenere aperto qualora dal giornale qualcuno mi cerchi per farmi lavorare (a volte succede).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È curioso che gli amanti dello slow food e della qualità della vita, gli spregiatori della globalizzazione e i difensori della privacy, gli adepti della bicicletta nelle metropoli e della lentezza del vivere, siano al tempo stesso i corifei della rete, dell’email, della connessione in tempo reale. Sarà anche vero che non è più l'epoca dell'aut-aut, del sì sì, no no, ma mai come adesso si vuole tenere insieme tutto, il sogno e la sugna, per intenderci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il bello è che, tornati dalle vacanze, senti quegli stessi dirti: «Che pace, ho spento il telefonino, staccato il computer, nessuno che mi rompesse le palle...» ma se è questo quello che vogliono, perché rendersi schiavi di un meccanismo che li sovrasta?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi dirai che la modernità ha le sue ragioni che la ragione non conosce. Sono sufficientemente intelligente (non molto, ma sufficientemente sì) per capire che macchine e aerei, radio e televisioni fanno parte del nostro vivere quotidiano, ma il loro trasformarli in feticci non mi sembra un traguardo. Saremo anche al dominio della tecnica profetizzato da Spengler, ma non vedo che piacere ci sia nell'essere dominati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri la figlia di una mia amica mi ha detto che andava «in manifestazione perché vogliono chiudere Wikipedia. Si imparano un sacco di cose su Wikipedia» mi ha detto seria. «Per esempio il significato di una parola, come se fosse un’enciclopedia...». Il bello è che lei, in casa, le enciclopedie ce l'ha, più documentate, ovviamente, di Wikipedia, ma non le usa. Non sono alla moda ed è più faticoso cercare su un libro che cliccare. Solo che la vita, culturale e no, non dovrebbe avere come criterio principe la comodità. Se così sarà, non mi aspetto un grande futuro per le prossime generazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«È il solito antimoderno», sento già le obiezioni. Ma ti confesso che gli innamorati tout court del progresso li trovo insopportabili. Facci caso, le cose più intelligenti e più profetiche sulla modernità le hanno dette e scritte i non moderni e sono loro ad aver lasciato un'impronta, un segno di diversità. E certo, indietro non si torna, ma bisognerebbe però chiedersi in nome di che cosa si debba andare avanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Leggo in Jovanotti che grazie a Jobs siamo passati «dall’analogico al digitale»: non so bene che cosa significhi, ma a me l'analogico, qualsiasi cosa sia stato, mi andava bene e non vedo perché mi debba riposizionare come digitale e in quanto tal andarne fiero. Continuo a leggere libri di carta e a sfogliare giornali di carta, penso che il bello di un film sia il vederlo al cinema, posseggo un cellulare ma solo perché sono un vile e non ho il coraggio di quel mio amico professore di scienza politiche che ha minacciato di denunciare la sua università al Tribunale dell’Aja per i diritti umani se si ostinava a volergliene imporre l’uso. E ancora, se devo ringraziare qualcuno gli scrivo un biglietto e sai benissimo che questo articolo è stato scritto con la stilografica e poi ricopiato al computer. Mi sono perso qualcosa? Sicuramente. Mi sono perso l’essenziale? Non credo proprio.&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-1879606181201349886?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1879606181201349886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1879606181201349886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/che-cimporta-di-jobs-e-meglio-un.html' title='Che c&apos;importa di Jobs E&apos; meglio un bigliettino che spedire una mail'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-p6hMu0IapIU/TpHcnh2Jv8I/AAAAAAAAAMQ/zgLUBFrOnVU/s72-c/Steve_Jobs_-300x294.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-647940409199222263</id><published>2011-10-04T11:43:00.002+02:00</published><updated>2011-10-04T11:46:53.214+02:00</updated><title type='text'>Law is equal for everybody</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1mSIiojHJbY/TorV_ELEooI/AAAAAAAAAMI/NYqGaW9o_CQ/s1600/amanda-knox.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 144px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-1mSIiojHJbY/TorV_ELEooI/AAAAAAAAAMI/NYqGaW9o_CQ/s200/amanda-knox.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5659571161173107330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;(&lt;i&gt;Gabriele Adinolfi su Noreporter.org&lt;/i&gt;) A Perugia nessun colpo di scena: Amanda e il suo ragazzetto sono stati assolti, esattamente come ci aspettavamo. Era nell'aria. Si trattava di un processo indiziario e benchè gli indizi fossero molto forti  non c'era una prova davvero schiacciante. Ma se in Italia le sentenze tenessero conto di ciò, la stragrande maggioranza degli imputati verrebbe assolta. Non parliamo ovviamente delle sentenze politiche, quelle che inchiodano anche senza l'ombra di un indizio (vedasi Luigi Ciavardini), ciò va da sé, ma dei processi comuni. La condanna di Raniero Busco per il delitto di via Poma, tanto per fare un esempio, si è fondata su dati molto più fiacchi e opinabili di quelli contestati alla Knox e al suo ragazzetto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo non si può malignare né pensare che ci siano state pressioni internazionali. Sarebbe dubitare dell'indipendenza della magistratura ipotizzare che il film americano sulla Knox, il diktat di Seattle su Perugia, le pressioni dei nostri “alleati” abbiano influenzato il tribunale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarebbe pretestuoso  rimarcare il diverso trattamento  riservato alla Knox e al suo ragazzeto da una parte e dall'altra al terzo imputato, Rudy Guedé, che è stato invece condannato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarebbe inconcepibile pensare che  una cosa è nascere americani e un'altra essere un negro africano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Suvvia cosa salta in mente a chi ha di questi pensieri?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E che senso ha rivangare l'impunita strage del Cermis con gli assassini americani lasciati liberi di tornare in Usa a far carriera, insensibili alla tragedia di tante famiglie italiane?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E perché mai pensare alla nostra passività  nel caso di Carlo Parlanti, estradato di forza negli States e ivi condannato benché fosse chiaramente e incontestabilmente innocente? Un cittadino italiano che sconterà la sua lunga e ingiusta pena fino all'ultimo giorno senza che noi si sia battuto ciglio quando avremmo invece dovuto rompere le relazioni diplomatiche in mancanza di un'equità giuridica che se nello specifico ha annientato lui, ci offende comunque tutti?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma distinguiamo caso per caso perché così, a quanto ci dicono, è corretto fare. Atteniamoci al caso attuale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Italia di solito, anche se la teoria sostiene il contrario, sta all'imputato dimostrare la sua innocenza; e rari sono i casi in cui ci riesce. Di solito ciò accade quando l'accusa cambia ripetutamente versione fino a rendere davvero vacillante il teorema; è quanto ha permesso ad Alberto Stasi di evitare la condanna. Ma sono casi davvero rari. Gli indizi sono macigni e solitamente sono macigni più leggeri di quelli ritenuti insufficienti per l'appello sull'assassinio di Meredith.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Amanda Knox e il suo ragazzetto invece ce l'hanno fatta ad ottenere una sentenza controcorrente e abbastanza irrituale che, chissà perché, un po' tutti si aspettavano. E che, scusateci se c'incazziamo, vorremmo fosse prassi comune nei processi agli italiani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è una ragione per questa apparente disparità?  Assurdo il pensarlo, ogni tribunale decide a modo suo e se questo ha deciso in modo più garantistico dell'abituale così è.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Evitiamo sensazionalismi e dietrologie: in Italia la legge è uguale per tutti. Diciamo soltanto che da noi gli imputati americani sono più fortunati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non vorrete mica essere maliziosi!&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-647940409199222263?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/647940409199222263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/647940409199222263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/law-is-equal-for-everybody.html' title='Law is equal for everybody'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1mSIiojHJbY/TorV_ELEooI/AAAAAAAAAMI/NYqGaW9o_CQ/s72-c/amanda-knox.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-6769798348921881129</id><published>2011-10-03T19:57:00.002+02:00</published><updated>2011-10-03T20:05:49.843+02:00</updated><title type='text'>Equitalia, due mesi per pagare poi ti pignorano la casa</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-s-j6n9DL3q4/Ton5dmh7NOI/AAAAAAAAAMA/meBLmk1v8QA/s1600/equitalia.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 179px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-s-j6n9DL3q4/Ton5dmh7NOI/AAAAAAAAAMA/meBLmk1v8QA/s200/equitalia.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5659328693722100962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;(&lt;i&gt;repubblica.it&lt;/i&gt;) ROMA - L'Agenzia delle Entrate cala l'arma "fine del mondo" sui contribuenti: in modo silenzioso, dopo un rinvio estivo e tre rivisitazioni in altrettanti decreti, ventiquattro ore fa l'Agenzia ha offerto al mastino Equitalia uno strumento di rara efficacia. Dopo 60 giorni dall'avviso al contribuente ("Devi pagare", e si parla di debiti con lo Stato contratti a partire dal 2007, imposte sui redditi, Iva, Irap), l'Equitalia guidata da Attilio Befera, l'istituzione più temuta del paese, potrà attivare i suoi mezzi per recuperare il debito. Senza muovere un passo, potrà iscrivere ipoteca sull'artigiano considerato infedele (facendo scattare una comunicazione alla centrale rischi delle banche con conseguente chiusura dei fidi), potrà pignorare il suo conto corrente (rendendo impossibile il pagamento di dipendenti e fornitori), avviare i pignoramenti presso terzi (sono i crediti dei clienti, Equitalia ha il potere di arrivare anche lì) e far partire le ganasce fiscali su auto e van posseduti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da ieri, il "titolo di debito" è immediatamente esecutivo: basta un avviso per considerarti in mora. Non c'è più bisogno di istruire una cartella esattoriale che, ricorsi compresi, portava al saldo dell'eventuale debito entro 15-18 mesi. Il problema è che in quattro casi su dieci i ricorsi davano ragione al contribuente. Già. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha chiesto al suo braccio destro Befera certezza di entrate, gli ha assegnato l'obiettivo 13 miliardi per la prossima raccolta fiscale e, quindi, gli ha offerto una legge che dà al Fisco poteri mai visti nella storia della Repubblica. Entro 61 giorni dall'avviso - a prescindere dal fatto che l'avviso sia stato ricevuto o dorma in un ufficio delle Poste, in una Casa comunale - il contribuente o paga l'intera somma o contesta pagandone un terzo (più gli interessi maturati). Si deve saldare prima ancora dell'istruzione di un processo amministrativo che definisca chi ha ragione. Di fronte al ricorso del cittadino, per sei mesi gli agenti della riscossione non potranno avviare pignoramenti, ma potranno ipotecare una casa e bloccare un'auto. Se Equitalia, poi, si convince che c'è "fondato pericolo" di perdere il credito, ha il mandato per fare quello che crede: sequestrare una pensione, mandare un bene all'asta immobiliare. Se il colpito dimostrerà di avere problemi di liquidità - novità della terza e ultima rivisitazione - chiederà a un giudice tributario una sospensiva per fermare l'azione (per 150-180 giorni) oppure aderirà a un concordato (sconto con trattativa). &lt;/div&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Non esiste più diritto alla difesa, devi versare che tu abbia torto o ragione", attacca l'avvocato Alberto Goffi, consigliere regionale Udc del Piemonte, riferimento della rivolta anti-Equitalia. "Si sta colpendo chi ha fatto dichiarazioni fedeli e oggi, a causa della crisi, non è in grado di pagare le tasse. Non puoi impugnare quello che hai dichiarato, è la condanna a morte delle imprese oneste". Pietro Giordano, segretario Adiconsum: "Con questi tassi prossimi all'usura crescerà il debito dei contribuenti, le misure introdotte a luglio vengono vanificate". Già, sull'onda delle sconfitte alle amministrative e le conseguenti urla della Lega ("tutta colpa di Equitalia"), a inizio estate il governo innalzò a 20 mila euro il tetto per l'ipoteca sulla prima casa, pretese due avvisi prima di apporre le ganasce fiscali e allungò a 72 mesi le rate per i debiti. Quindi, per cercare di diminuire il gigantesco contenzioso fermo nelle commissioni di ricorso, l'Agenzia ha avviato un mini-condono per chi aveva contestato. Ieri, però, è stata sguainata l'arma letale: "60 giorni per pagare". A fine mese arriverà il redditometro, quindi il carcere per gli evasori. I dirigenti dell'Agenzia: "Ora possiamo andare avanti spediti, gli esattori punteranno al sodo. Usciamo dall'Ottocento, entriamo nel Duemila". &lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-6769798348921881129?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6769798348921881129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6769798348921881129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/equitalia-due-mesi-per-pagare-poi-ti.html' title='Equitalia, due mesi per pagare poi ti pignorano la casa'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-s-j6n9DL3q4/Ton5dmh7NOI/AAAAAAAAAMA/meBLmk1v8QA/s72-c/equitalia.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-7198819257866052665</id><published>2011-10-01T17:18:00.003+02:00</published><updated>2011-10-01T19:08:45.983+02:00</updated><title type='text'>Carceri sarde piene e a corto di personale</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-fB9ZIwbKuP8/TodJF8C4dFI/AAAAAAAAAL4/jknoi6Hxn0U/s1600/carcere.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 157px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-fB9ZIwbKuP8/TodJF8C4dFI/AAAAAAAAAL4/jknoi6Hxn0U/s200/carcere.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658571823180706898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;(&lt;i&gt;unionesarda.it&lt;/i&gt;) Prendendo spunto dalla discussione avvenuta in Senato dieci giorni fa sulle problematiche vissute negli istituti di pena italiani, a Nuoro, nell'auditorium della biblioteca Satta, si sono confrontati sull'argomento esperti e figure istituzionali del mondo carcerario sardo.&lt;br /&gt;LE QUESTIONI SUL TAVOLO I problemi del sistema penitenziario italiano, le possibili soluzioni e il ruolo delle amministrazioni locali sono i temi affrontati nel convegno “Dietro le sbarre” organizzato dall'associazione Progrè, che prima di dare la parola agli relatori ha proiettato la video inchiesta Se tu vivessi in una cella per mostrare le condizioni in cui vivono i carcerati. Tra i relatori del convegno Giovanni Monteverdi direttore della Casa Circondariale di Macomer che ospita un notevole numero di detenuti islamici, Carlo Murgia garante dei diritti dei detenuti del comune di Nuoro e Gisella Trincas, presidente dell'unione nazionale delle associazioni per la salute mentale. L'identikit delle carceri isolane non è diverso da quello delle altre strutture italiane: sovraffollamento, un'elevata presenza di stranieri, e il dramma dei suicidi. Inoltre la vita dei detenuti si consuma all'interno di strutture fatiscenti, prive di spazi per le attività di rieducazione, scarsità di spazi per attività lavorative e di formazione, condizioni che ostacolano l'attuazione della riforma penitenziaria. Una situazione che dovrebbe migliorare con l'apertura di quattro nuove strutture inserite nel piano straordinario carceri dal Governo a Cagliari, Sassari, Oristano e Tempio.&lt;br /&gt;LE VIE D'USCITA Qui dovrebbero trovare risposte di reinserimento nella società i detenuti rappresentati da persone che vivono di espedienti con un basso livello di istruzione e di scolarizzazione, tossicodipendenti. Nella difesa dei diritti dei detenuti sono impegnate in Sardegna diverse associazioni e preziosa è la collaborazione dei volontari che sopperiscono alla mancanza di personale di polizia penitenziaria. Grazie a loro molti detenuti hanno conseguito un titolo di studio, diploma di scuola media inferiore o superiore, e la speranza di cominciare una nuova vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-7198819257866052665?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7198819257866052665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7198819257866052665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/carceri-sarde-piene-e-corto-di.html' title='Carceri sarde piene e a corto di personale'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-fB9ZIwbKuP8/TodJF8C4dFI/AAAAAAAAAL4/jknoi6Hxn0U/s72-c/carcere.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-4356478345535961991</id><published>2011-10-01T13:24:00.003+02:00</published><updated>2011-10-01T13:28:11.632+02:00</updated><title type='text'>Dal Cipe trecento milioni di euro per le Università della Sardegna</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-OzpDEyKalr4/Tob5PGUOsXI/AAAAAAAAALg/50eDCVUO41M/s1600/unica%2B02.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-OzpDEyKalr4/Tob5PGUOsXI/AAAAAAAAALg/50eDCVUO41M/s200/unica%2B02.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658484019626422642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;(&lt;i&gt;unionesarda.it&lt;/i&gt;) Una pioggia di milioni, inaspettata, per le Università di Cagliari e Sassari. Soldi pesanti, ben 301 milioni di euro su un miliardo destinato al Sud, “liberati” dal Cipe e diretti nelle casse degli Atenei. Serviranno per l'edilizia universitaria. Molti progetti potranno essere completati. Altri avviati, come i campus per gli studenti. Nel capoluogo sardo si potrà proseguire il programma di trasferimento delle strutture di ricerca medica e scientifica verso la Cittadella universitaria di Monserrato. Significa anche liberare edifici storici, come l'ospedale San Giovanni di Dio. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La notizia è arrivata ieri. Uno squarcio di sereno in un cielo tempestoso, illuminato solo dai nefasti lampi degli annunci di tagli e sforbiciate. Questa volta si parla di fondi pronti per essere spesi e già ripartiti: 118 milioni per Cagliari, 88 per Sassari e 95 per l'Azienda universitaria e ospedaliera sassarese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;CAGLIARI Nel capoluogo la fetta più grossa, 40 milioni, è destinata alla realizzazione del blocco “R” al Policlinico di Monserrato destinato a ospitare, in futuro, reparti e dipartimenti dell'attuale San Giovanni di Dio. Ci sono poi 25 milioni per il Campus universitario di Cagliari. Altri 31 serviranno per l'accorpamento di tutte le strutture per la didattica e per la ricerca delle facoltà di Farmacia, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e Medicina della Cittadella universitaria. Una parte sarà utilizzata per la costruzione di un edificio di circa 16 mila metri quadri con aule e laboratori per le stesse facoltà. Soldi, tre milioni, anche per il sistema informatico generale (con il potenziamento del servizio on line agli studenti) e altri otto per rafforzare il “campus” universitario di Cagliari con la riqualificazione degli edifici dell'ex Medicina del Lavoro, dell'ex Clinica Aresu, dell'ex Clinica Pediatrica e della struttura della Scienza della terra di via Trentino, oltre alla realizzazione della nuova biblioteca di Ingegneria. Ci sono anche tre milioni per il nuovo Orto Botanico che dovrebbe sorgere nelle vicinanze della Cittadella di Monserrato. Completano il quadro i soldi (6,5 milioni) per la riqualificazione edilizia delle case dello studente e delle mense e gli 8,3 milioni per la realizzazione e potenziamento dei centri di eccellenza per la diffusione della cultura dell'innovazione e dell'impresa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;SASSARI L'Ateneo di Sassari si ritrova con circa 88 milioni di euro. Stanziati per il Polo agrario veterinario (7,2 milioni), Orto botanico e area Bionaturalistica (18), per la nuova sede dei dipartimenti di Farmacia (7), per il nuovo polo umanistico di via Roma (9), per la ristrutturazione dei palazzi dell'amministrazione centrale di piazza Università (17,8), per i dipartimenti di Economia (4). A questi si aggiungono i 4,7 milioni per l'Accademia delle Arti di Sassari e i 20 milioni per il Campus universitario di Sassari. Per l'azienda mista ospedaliera universitaria di Sassari ci sono 95 milioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;LA REGIONE «Un risultato concreto, importante», commenta il presidente della Regione, Ugo Cappellacci. «La decisione del Cipe accoglie le nostre richieste e nasce dalle rivendicazioni fatte al ministro Fitto». Soddisfatto anche il deputato del Pdl Bruno Murgia: «In Commissione cultura ho rappresentato più volte i problemi degli Atenei sardi». Felice, e un po' sorpreso, il rettore dell'Università di Cagliari, Giovanni Melis. «Grazie a questi finanziamenti diventa realistico il progetto strategico dell'Ateneo per il completamento della Cittadella di Monserrato con l'accorpamento delle facoltà scientifiche e dei dipartimenti sanitari, e il completamento del Policlinico». E gli edifici che si dovrebbero liberare nel centro di Cagliari? «Sarà importante definire con la Regione e il Comune linee d'intesa per concorrere a riqualificare nel centro storico la presenza universitaria».&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-4356478345535961991?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4356478345535961991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4356478345535961991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/dal-cipe-trecento-milioni-di-euro-per.html' title='Dal Cipe trecento milioni di euro per le Università della Sardegna'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-OzpDEyKalr4/Tob5PGUOsXI/AAAAAAAAALg/50eDCVUO41M/s72-c/unica%2B02.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-2303016107200387720</id><published>2011-10-01T13:08:00.002+02:00</published><updated>2011-10-01T13:14:15.108+02:00</updated><title type='text'>La lettera «segreta» spedita il 5 agosto scorso al governo italiano</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Im51qhVdxLM/Tob2AhcG5dI/AAAAAAAAALY/bN9ii1Zkk_4/s1600/draghi%2Btrichet.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Im51qhVdxLM/Tob2AhcG5dI/AAAAAAAAALY/bN9ii1Zkk_4/s200/draghi%2Btrichet.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658480470674302418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;&lt;i&gt;(tradotta in italiano dal Corriere della Sera)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;b&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;Francoforte/Roma, 5 Agosto 2011 &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;b&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;Caro Primo Ministro,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un'azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Il vertice dei capi di Stato e di governo dell'area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell'euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l'Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-style: inherit; font-size: 1em; font-family: inherit; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt; Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Nell'attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;1.Vediamo l'esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed è cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l'aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l'efficienza del mercato del lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;a) È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;b) C'è anche l'esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L'accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-style: inherit; font-size: 1em; font-family: inherit; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt; c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;2.Il Governo ha l'esigenza di assumere misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;a) Ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie. Riteniamo essenziale per le autorità italiane di anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011. L'obiettivo dovrebbe essere un deficit migliore di quanto previsto fin qui nel 2011, un fabbisogno netto dell'1% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;b) Andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-style: inherit; font-size: 1em; font-family: inherit; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt; c) Andrebbero messi sotto stretto controllo l'assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali, in linea con i principi della riforma in corso delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Vista la gravità dell'attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;3. Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell'amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l'efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l'uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell'istruzione). C'è l'esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province). Andrebbero rafforzate le azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="display: inline !important; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Confidiamo che il Governo assumerà le azioni appropriate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-style: inherit; font-size: 1em; font-family: inherit; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt; Con la migliore considerazione,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;Mario Draghi, Jean-Claude Trichet&lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-2303016107200387720?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2303016107200387720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2303016107200387720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/10/la-lettera-segreta-spedita-il-5-agosto.html' title='La lettera «segreta» spedita il 5 agosto scorso al governo italiano'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Im51qhVdxLM/Tob2AhcG5dI/AAAAAAAAALY/bN9ii1Zkk_4/s72-c/draghi%2Btrichet.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-454581804868846847</id><published>2011-09-30T22:15:00.002+02:00</published><updated>2011-09-30T22:19:46.273+02:00</updated><title type='text'>Cagliari, gli sperperi del sindaco anticasta</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-_GZX3qPFiac/ToYkWRrG3cI/AAAAAAAAALQ/h8k5ensEOWw/s1600/massimo_zedda.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 142px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-_GZX3qPFiac/ToYkWRrG3cI/AAAAAAAAALQ/h8k5ensEOWw/s200/massimo_zedda.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658249946957536706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;(&lt;i&gt;Matteo Mascia per Il Secolo d'Italia&lt;/i&gt;) Il nuovo sindaco di Cagliari è diventato per tutti uno dei simboli della lotta contro i presunti privilegi della "casta". Massimo Zedda si è infatti distinto per una drastica riduzione dei costi della politica: dal taglio nel numero degli assessorati alla limitazione nel numero delle auto blu. Decisioni che sono state seguite dalle sue dimissioni dal Consiglio regionale a pochi giorni dal termine per poter usufruire del lauto vitalizio garantito agli ex onorevoli della massima assemblea sarda. Scelte politiche che gli hanno garantito una lunga serie di comparsate televisive e lo hanno avvicinato al primo cittadino di Firenze Matteo Renzi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mito del sindaco nemico della casta potrebbe però essere offuscato dalla cruda realtà dei numeri. La nuova Giunta di centrosinistra ha infatti deciso di rinunciare alla realizzazione di un parcheggio interrato da quattrocento posti in via Roma, la strada che costeggia il porto del capoluogo sardo. Un progetto fortemente voluto dal centrodestra che avrebbe permesso di realizzare una grandissima zona pedonale in riva al mare e di completare il recupero dello storico quartiere de "La Marina". Una scelta che costringerà il Comune ad affrontare un contenzioso con l'impresa che si era aggiudicata l'appalto per la costruzione dell'opera. Secondo alcuni calcoli, le casse comunali saranno costrette a liquidare una somma a titolo di penale che si aggira sugli 800mila euro. I cagliaritani avranno poi un altro motivo per ricredersi. Nella disputa legale con l'impresa aggiudicataria il Comune sarà difeso da uno studio legale romano. Il direttore generale scelto da Zedda ha infatti deciso di non conferire l'incarico all'ufficio legale dell'ente. Un'opzione che varrà una parcella da sedicimila euro più Iva.&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-454581804868846847?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/454581804868846847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/454581804868846847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/09/cagliari-gli-sperperi-del-sindaco.html' title='Cagliari, gli sperperi del sindaco anticasta'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-_GZX3qPFiac/ToYkWRrG3cI/AAAAAAAAALQ/h8k5ensEOWw/s72-c/massimo_zedda.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-1406976913160765448</id><published>2011-09-30T22:05:00.003+02:00</published><updated>2011-09-30T22:11:18.925+02:00</updated><title type='text'>Pisapia, la Caritas e la Feltrinelli tentano il blitz Raccolta firme per dare il voto agli immigrati</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-AimcEXYTXYM/ToYiCyUlIbI/AAAAAAAAALI/6h6OXHvEVI8/s1600/pisapia_sorriso_R400.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 138px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-AimcEXYTXYM/ToYiCyUlIbI/AAAAAAAAALI/6h6OXHvEVI8/s200/pisapia_sorriso_R400.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658247413100782002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;(&lt;i&gt;giornale.it&lt;/i&gt;) Prima firma? Giuliano Pisapia, sindaco di Milano. Seconda firma? Basilio Rizzo, presidente del Consiglio comunale. Inizia così la battaglia della sinistra italiana che guarda ai futuri elettori: una raccolta firme per presentare due proposte di legge di iniziativa popolare sui temi della cittadinanza e del diritto di voto per gliimmigrati. L'obiettivo? Raggiungere 50mila firme per portare i due documenti al vaglio del parlamento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;L'appuntamento è per sabato prossimo. Da Torino a Milano, da Bologna a Firenze. E ancora: Roma, Bari e decine di città in tutto il Paese. I comitati locali della campagna allestiranno banchetti e organizzeranno incontri di sensibilizzazione. L'Italia sono anch'io è il nome dell'inziativa, subito sottoscritta dal neosindaco di Milano, per dare agli immigrati la possibilità di votare alle amministrative. Una iniziativa che sarà sviluppata in modo capillare in tutto il Paese. Nomi illustri tra i sostenitori: l'editore Carlo Feltrinelli, parte del mondo cattolico (dalla Caritas alle Acli), la Cgil e la fondazione Migrantes.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;La prima proposta di legge va a riformare la legge sulla cittadinanza. Si punta a sostituire lo ius sanguinis con lo ius soli, passare cioè dalla cittadinanza trasmessa per via del sangue (quindi solo se si è figli di italiani) alla cittadinanza trasmessa a chiunque nasce in Italia. I promotori vorrebbero, infatti, modificare la normativa vigente con il diritto alla cittadinanza per chi nasce nel Belpaese da almeno un genitore legalmente presente da un anno nel nostro Paese, per chi fa domanda entro i due anni successivi al 18esimo anno di età ed è nato in Italia o vi è arrivato prima dei dieci anni soggiornando legalmente, per gli adulti che soggiornano regolarmente da cinque anni o su proposta dei sindaci. La seconda proposta punta, invece, a concedere il diritto di elettorato attivo e passivo alle elezioni amministrative (comunali, provinciali e regionali) agli stranieri residenti regolarmente in Italia da cinque anni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;La proposta, promossa dal sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, non è piaciuta alla Lega Nord. "Ma che stiamo scherzando?", sbotta l'europarlamentare Lorenzo Fontana: "Attualmente la legislazione va già bene... anche se io la restringerei, soprattutto per gente come gli islamici che fanno davvero fatica a integrarsi nel tessuto sociale del Paese in cui vanno a vivere". L'esponente del Carroccio porta l'esempio della Svezia che, pur offrendo agli immigrati uno stato sociale davvero alto, sta progressivamente chiudendo le frontiere ai nuovi arrivati. "In un momento di crisi così forte come quello che stiamo vivendo - continua Fontana - non possiamo permetterci di mantenere tutte le persone che arrivano nel nostro Paese". D'altra parte la preoccupazione non è solo a livello europeo, ma va a colpire anche le amministrazioni locali. A Milano, per esempio, dove Pisapia sta per tagliare oltre 50 milioni di euro proprio ai servizi sociali destinati ai milanesi, l'opposizione di centrodestra promette battaglia. "E' l'ennesima carota che Piaspia dà a una parte marginale della città - ha commentato Alessandro Morelli, ex assessore comunale - mentre ai milanesi viene dato il bastone con tasse e tagli ai servizi". Morelli fa infatti sapere che alla proposta di legge di L'Italia sono anch'io la Lega ne contrapporrà un'altra per dare i punteggi per la graduatoria per le case popolari in base agli anni di residenza. Una proposta di legge già sperimentata a Verona dove, durante l'amministrazione di centrosinistra, quasi il 90 per cento delle case popolari veniva assegnato a cittadini extracomunitari. Adesso è stata invertita la rotta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Qualora la raccolta firme raggiungerà il numero necessario per portare le due proposte di legge in parlamento, la Lega assicura che si metterà di traverso. Se infatti la sinistra punta a formare una pletora di "nuovi italiani" e potenziali nuovi elettori, il Carroccio intende difendere lo stato sociale del Paese. "Per ottenere il diritto di voto - conclude Fontana - bisogna essere integrati e la maggior parte degli immigrati che risiedono in Italia non sanno nemmeno scrivere...".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-1406976913160765448?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1406976913160765448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1406976913160765448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/09/pisapia-la-caritas-e-la-feltrinelli.html' title='Pisapia, la Caritas e la Feltrinelli tentano il blitz Raccolta firme per dare il voto agli immigrati'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-AimcEXYTXYM/ToYiCyUlIbI/AAAAAAAAALI/6h6OXHvEVI8/s72-c/pisapia_sorriso_R400.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-4407062274526665382</id><published>2011-09-29T17:29:00.002+02:00</published><updated>2011-09-29T17:35:20.490+02:00</updated><title type='text'>Tbc, la decisione del Tar del Lazio "Estendere i test ad altri bambini"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-QFUX0wNB-lM/ToSP7u0zo6I/AAAAAAAAALA/GeY-bzZgd3o/s1600/bacillokoch.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-QFUX0wNB-lM/ToSP7u0zo6I/AAAAAAAAALA/GeY-bzZgd3o/s200/bacillokoch.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5657805288228758434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;&lt;i&gt;(Repubblica)&lt;/i&gt; Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta del Codacons di estendere il test per verificare la positività alla tbc a tutti i bimbi nati nel reparto di neonatologia del Policlinico Gemelli durante la permanenza dell'infermiera affetta da tubercolosi, dunque dal febbraio del 2010. La decisione è della terza sezione quater presieduta da Bruno Amoroso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fino ad ora i test sulla positività alla tbc hanno riguardato tutti i bambini nati dal primo gennaio 2011. A spingere i giudici a consigliare di estendere gli accertamenti il fatto che "le conoscenze mediche attestano che la tbc può insorgere e manifestarsi anche con sintomi non evidenti" e ciò, per il Tar, crea "incertezza sulla data di insorgenza della malattia nella stessa  infermiera". Il Tar sottolinea inoltre che esistono "numerosi casi di bimbi nati nel 2010 e risultati positivi al test".&lt;/div&gt;&lt;/span&gt; &lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;"Siamo soddisfatti per la decisione del Tar, che ha mostrato sensibilità annullando una decisione abnorme e incomprensibile degli organi tecnici della Regione Lazio - afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi - Nello specifico, i giudici hanno riconosciuto il danno grave ed irreparabile insito nei ritardati accertamenti di bimbi nati nel 2010, ritardi che a lungo termine potrebbero addirittura annullare gli effetti positivi di una profilassi. Ora - prosegue Rienzi - abbiamo chiesto alla Asl di fornire tutti gli atti relativi a procedimenti e sanzioni nei confronti del Gemelli e di altri ospedali per carenze nei controlli periodici del personale".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Non discuto le richieste del Codacons nè tantomeno le decisioni del Tar, ma dal punto di vista clinico valuteremo la questione e a breve esprimeremo la posizione del ministero se esista o meno una reale esigenza di estendere i test". Così il ministro della Salute Ferruccio Fazio commenta la sentenza del Tar. Il ministro ha chiesto un parere urgente al Consiglio Superiore di Sanità proprio per valutare l'opportunità di estendere il test ai bambini nati nel 2010. "Ho sentito telefonicamente il presidente Polverini - ha inoltre spiegato Fazio - che ci invierà una lettera per chiarire come è opportuno comportarsi e quale test utilizzare, e insieme all'Istituto Superiore di Sanità faremo questo tipo di valutazione. Ad oggi le linee guida prevedono che i test da utilizzare in questi casi sono quelli della tubercolina, in ogni caso procederemo d'intesa con la Regione Lazio". &lt;/div&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Codacons aveva chiesto di estendere i controlli sulla tbc anche agli studenti di medicina e agli specializzandi che hanno accesso al policlinico Gemelli. ''Finalmente, anche se in netto ritardo, la Procura di Roma ha preso in considerazione la possibilità di una contaminazione ambientale, che può interessare reparti diversi da quello di neonatologia - afferma il presidente Carlo Rienzi - ciò significa che oltre al personale sanitario, anche gli studenti e gli specializzandi che hanno accesso al policlinico, possono essere entrati in contatto col bacillo. Loro, che generalmente non sono sottoposti ai controlli periodici riservati ai dipendenti, devono quindi effettuare i test gratuiti e verificare un eventuale contagio''. &lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;L'associazione ha poi inviato una diffida al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, relativamente ai dati sull'incidenza della tbc in Italia apparsi sul sito internet del dicastero. Il ministro scrive infatti: dei 1.415 soggetti già sottoposti al test quantiferon l'8,6 per cento è risultato positivo, quindi, sotto quello che è l'indice di bassa incidenza della Tbc nei Paesi sviluppati. &lt;b&gt;''Questa affermazione - spiega il Codacons - contraddice nettamente i dati statistici ufficiali suddivisi per fasce d'età: in base ai dati Istat per gli anni 1992-2007, infatti, l'incidenza della tbc tra la popolazione di età inferiore ai 14 anni è di quattro volte inferiore alla media nazionale, senza contare che il dato relativo alla popolazione neonatale è praticamente dello zero per cento''&lt;/b&gt;. Per tale motivo il Codacons ha diffidato il ministro ''a modificare le informazioni riportate sul sito del ministero della Sanità, che rischiano di creare disinformazione e confondere le famiglie coinvolte''.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-4407062274526665382?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4407062274526665382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4407062274526665382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/09/tbc-la-decisione-del-tar-del-lazio.html' title='Tbc, la decisione del Tar del Lazio &quot;Estendere i test ad altri bambini&quot;'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-QFUX0wNB-lM/ToSP7u0zo6I/AAAAAAAAALA/GeY-bzZgd3o/s72-c/bacillokoch.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-7738835256984036992</id><published>2011-09-29T17:16:00.002+02:00</published><updated>2011-09-29T17:25:17.212+02:00</updated><title type='text'>Ryanair, in sovrappeso costretta a pagare due biglietti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-OgU3ZSgl67s/ToSN1L-1F2I/AAAAAAAAAK4/6Utdq1CzJ28/s1600/ryanair-calendar-2011.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 142px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-OgU3ZSgl67s/ToSN1L-1F2I/AAAAAAAAAK4/6Utdq1CzJ28/s200/ryanair-calendar-2011.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5657802976773085026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;&lt;i&gt;(Repubblica)&lt;/i&gt; Costretta a pagare due biglietti aerei perché sovrappeso. E' successo a una signora romana, Rita C. che, per questo ha dato mandato al proprio avvocato di agire legalmente. Il 20 settembre scorso, mentre era all'aeroporto di Beauvais per far rientro a Roma, dopo aver acquistato online un biglietto Roma-Parigi-Roma è stata costretta a comprarne un altro, poiché la hostess di terra le comunicato che le persone in sovrappeso che occupano più di un sedile devono comprare un doppio biglietto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A riferire l'episodio è l'avvocato romano Cesare Galloni. Il legale della donna sostiene che "la politica diRyanair del 'sovraprezzo' èin vigore negli Stati Uniti ma non ancora in Europa, contrariamente a quanto comunicato dalla hostess alla signora". Ma "anche se fosse in vigore  - spiega l'avvocato - la cosa singolare è che per il volo di andata Roma Ciampino-Parigi non le è stato richiesto alcuna maggiorazione". Non solo: "Fra le condizioni generali di contratto, negli acquisti dei biglietti online, Ryanair non specifica in alcun modo questa sua politica. La signora Rita - riferisce l'avvocato - mi ha dato mandato per agire nei confronti della compagnia aerea per il risarcimento dei danni, anche morali, subiti dal grave atto discriminatorio". "La mia è una questione di principio - spiega la donna - piuttosto che di mero risarcimento economico. La cosa che mi ha più infastidito è stata infatti l'assoluta mancanza di trasparenza da parte della compagnia".&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-7738835256984036992?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7738835256984036992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7738835256984036992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/09/ryanair-in-sovrappeso-costretta-pagare.html' title='Ryanair, in sovrappeso costretta a pagare due biglietti'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-OgU3ZSgl67s/ToSN1L-1F2I/AAAAAAAAAK4/6Utdq1CzJ28/s72-c/ryanair-calendar-2011.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-3130637832841395319</id><published>2011-09-29T17:13:00.003+02:00</published><updated>2011-09-29T17:37:16.428+02:00</updated><title type='text'>La Bmw confessa: Quandt un nazista</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-3KoB6BVcVto/ToSLcyVV5XI/AAAAAAAAAKw/gR-Dyge6DHA/s1600/quandt.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 137px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-3KoB6BVcVto/ToSLcyVV5XI/AAAAAAAAAKw/gR-Dyge6DHA/s200/quandt.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5657800358548071794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;i&gt;(corriere.it)&lt;/i&gt; MILANO- Il passato ritorna. E a volte bisogna farci i conti. Così dopo &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/11_settembre_22/tortora-ugo-boss-scuse-passato-nazista_a802813a-e504-11e0-ac8f-9ecb3bbcc6bf.shtml"&gt;Hugo Boss&lt;/a&gt;, anche il fondatore della casa automobilistica Bmw era nazista e non «una vittima» come aveva fatto credere alla fine della guerra. A rivelarlo uno studio commissionato dai nipoti di Gunther Quandt e che doveva essere «un esercizio di apertura e trasparenza». E hanno voluto esprimere «la più profonda vergogna».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;LA RICERCA- Sembra che nei suoi stabilimenti, Quandt senior abbia sfruttato - talvolta fino alla morte - oltre 50mila fra lavoratori forzati, prigionieri di guerra e dei campi di concentramento per la fabbricazione di armi e pezzi d'artiglieria destinati ad Adolf Hitler. Descritto come un imprenditore «senza scrupoli», è riuscito a cavalcare economicamente il periodo nazista a discapito della manodopera ebrea trasformando così la sua azienda in un colosso industriale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;I RAPPORTI CON GOEBBELS- Nello studio si parla di rapporti piuttosto tesi con Joseph Goebbels, ma esclusivamente per motivi personali, dopo il loro divorzio la moglie di Quandt, Magda sposò il capo della propaganda di Hitler che quindi visse con i suoi figli dopo di lui. Persino il figlio Herbert, uno dei protagonisti del «miracolo economico» tedesco del dopoguerra, noto finora per aver salvato la Bmw dalla bancarotta comprandola nel 1959, non esce bene dal nuovo quadro. Anche lui ha sfruttato lavoratori forzati quando dirigeva uno degli stabilimenti del gruppo a Strasburgo alla fine della guerra, e ha persino guidato i lavori di costruzione degli alloggi nel campo di concentramento di Sagan nell'attuale Polonia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;LA REAZIONE- Attraverso quest'opera, gli eredi Quandt, a capo di una fortuna stimata 20 miliardi di euro, hanno voluto esprimere «la più profonda vergogna» per il lavoro forzato, senza tuttavia ripudiare il nonno. «Ci sarebbe piaciuto che fosse un uomo diverso» ha dichiarato Gabriele Quandt, nell'unica intervista rilasciata dopo la pubblicazione della ricerca, al settimanale Die Zeit.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-3130637832841395319?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3130637832841395319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3130637832841395319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/09/la-bmw-confessa-quandt-un-nazista.html' title='La Bmw confessa: Quandt un nazista'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-3KoB6BVcVto/ToSLcyVV5XI/AAAAAAAAAKw/gR-Dyge6DHA/s72-c/quandt.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-3492611042428645468</id><published>2011-09-29T17:00:00.004+02:00</published><updated>2011-09-29T17:38:06.568+02:00</updated><title type='text'>«Donna con i chiodi in bocca»,  nuova ipotesi: fu un'adultera</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-aIq419zNOf8/ToSKiGh-LlI/AAAAAAAAAKo/1cNoZgvt6hg/s1600/adult.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-aIq419zNOf8/ToSKiGh-LlI/AAAAAAAAAKo/1cNoZgvt6hg/s200/adult.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5657799350357470802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;&lt;i&gt;(corriere.it)&lt;/i&gt; PIOMBINO (Livorno) – Nella necropoli medievale davanti al mare del Golfo di Baratti sono stata scavate 330 tombe. Nessuna però, fino ad ora, ha raccontato qualche particolare in più sulla strana vicenda della «donna dai chiodi in bocca». Le sue ossa, ancora perfettamente conservate, sono state ritrovate sepolte nella nuda terra con sette chiodi ricurvi lunghi quattro centimetri in bocca e altri tredici posti vicini al corpo per inchiodare probabilmente le vesti nel terreno. E’ una strega come ipotizzano gli archeologi? «Stiamo studiando il caso e cercando di raccogliere nel sito i maggiori indizi possibili – spiega Alfonso Forgione, archeologo dell’Università dell’Aquila -. Noi siamo convinti che la donna (tra i 25 e 30 anni) sia stata sepolta con un rito esorcistico arcaico per non farla più tornare per pronunciare maledizioni e sortilegi. Però sono aperte tutte le ipotesi».&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;NUOVA IPOTESI - Insomma, la donna potrebbe essere una «revenant», termine con il quale le antiche culture dell’Europa occidentale indicavano un morto-vivente. Fantasie ovviamente, ma che in quel periodo storico (siamo nel XIII secolo) erano radicate nella cultura popolare. C’è però una seconda ipotesi, meno fantastica ma ugualmente suggestiva (persino romantica), e scientificamente interessante. La «donna dai chiodi in bocca» potrebbe essere un’adultera. Come ipotizza la professoressa Paola Villani del Politecnico di Milano, coautrice del saggio Settemila anni di strade, citando un antico testo sacro in latino. «Chiodi in bocca in latino si dice clavis oris – spiega Paola Villani – e sono citati in questa frase tratta da alcuni testi medievali “Et sicut in sexto (remedio) clavis oris ponitur in arca cordis, in septimo vero ponitur in manu Dei. Sic in octavo ista ponitur in manu praelati". Che tradotto in italiano significa "E così per il sesto Comandamento (non commettere adulterio) porrai dei chiodi nella bocca affinché raggiungano lo scrigno del cuore, per il settimo comandamento (non rubare) porrai invece tutto nella mano di Dio. Così per l’ottavo Comandamento (non dire falsa testimonianza) porrai tutto nelle mani di coloro che si sono manifestati”».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;IL RITO - Attenzione, però. L’adulterio della “donna dai chiodi in bocca” non può essere giudicato con i parametri della nostra società. E il rito compiuto aveva un riferimento profondo ai testi sacri, molto conosciuti nel medioevo, con un’interpretazione diversa da quella di oggi. «La signora sepolta in Chiesa – continua Villani – aveva i chiodi in bocca poiché aveva evidentemente commesso adulterio. Ma se un’unione si rompeva per amore, si usava comunque questo rito affinché lo scrigno del cuore restasse sigillato per sempre. Insomma, il concetto implicito era "Dio non punisce chi commette adulterio se avviene perché si ama". E il defunto chiedeva espressamente di essere così seppellito per manifestare il fatto che se aveva agito così era stato solo e soltanto per amore». La tesi di Paola Villani è avvalorata anche da un particolare: la donna è stata sepolta vicino a una chiesa e in terra consacrata, pratica vietata per streghe e revenant.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-3492611042428645468?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3492611042428645468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3492611042428645468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/09/donna-con-i-chiodi-in-bocca-nuova.html' title='«Donna con i chiodi in bocca»,  nuova ipotesi: fu un&apos;adultera'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-aIq419zNOf8/ToSKiGh-LlI/AAAAAAAAAKo/1cNoZgvt6hg/s72-c/adult.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-7211423264893804342</id><published>2011-09-28T16:09:00.002+02:00</published><updated>2011-09-28T16:13:38.724+02:00</updated><title type='text'>Viaggio al termine del carcere duro - Una giornata di ordinaria deportazione per un accusato di mafia</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-vMJedeftCF0/ToMrgLZ39PI/AAAAAAAAAKQ/iZ8KlFnyQlI/s1600/carcere.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 157px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-vMJedeftCF0/ToMrgLZ39PI/AAAAAAAAAKQ/iZ8KlFnyQlI/s200/carcere.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5657413388724598002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;(&lt;i&gt;Pietrangelo Buttafuoco su Il Foglio&lt;/i&gt;) Da trecentoventinove giorni, Sandro Monaco, imprenditore, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, è detenuto secondo il regime di carcere duro. Da trecentoventinove giorni sta scontando una pena senza essere giudicato.&lt;br /&gt;Nel frattempo, il carcerato si passa il tempo viaggiando. D’altronde, che deve fare? Ha già assaggiato, infatti, le prime merendine al carcere di Bicocca a Catania – da dove è scattata l’operazione Iblis che l’ha visto pesciolino in una retata a lui estranea (a tempo debito si racconterà il come e il perché di un destino impossibile per gli imprenditori come lui) – dopo di che è stato a Parma, ad Ancona, a Floridia (Siracusa), quindi di nuovi ad Ancona e poi ancora Floridia.&lt;br /&gt;Chi non ci passa non lo può capire che cos’è la galera. In verità neppure chi ci passa dalle carceri lo capisce, di sicuro non lo dimentica e se Sandro Monaco, detenuto da trecentoventinove giorni, si passa il tempo viaggiando da un carcere all’altro, trova il modo di sgranare gli occhi e vorrebbe pure inghiottire pane, pacienza e tempo – così come raccomandano gli incalliti ospiti della nota catena alberghiera dell’Ucciardone – solo che non si capacita come si possa essere ridotti a comparse di un carnaio viaggiante. E sempre buttando tempo, masticando pazienza e cercando pane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ci passa dalle carceri se ne deve fare tante di tappe e quando un martedì di questo settembre, alle 21.30, viene comunicata al detenuto Monaco Giuseppe Sandro Maria la notizia del trasferimento da Ancona per Floridia, viene svegliato alle 5 e 45 dell’indomani, accompagnato alle pratiche di rito e poi fatto accomodare sul blindato dove viene a conoscenza di un fatto nuovo: si farà tutto il tragitto col cellulare e non in aereo. Prevista una sosta notturna al carcere di Vibo Valentia. Ecco la celletta del blindato. E’ una gabbia i cui lati sono larghi 50 e 75 centimetri. Le pareti sono lastre d’acciaio. Se non si sta seduti dritti, al modo della marionetta, ci si fa molto male, come quando ci s’inginocchia sui ceci. Naturalmente mancano le cinture di sicurezza e il poggiatesta. Viaggiare dentro questi blindati è una vera roulette russa. Basta un modesto tamponamento che, se va bene, ci si spacca la testa in tanti piccoli pezzi e si muore: se va benino ci si rompre l’osso del collo e si muore; se va male, invece, si ricompongono i pezzi e poi si campa. E si va avanti col viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vettovagliamento in dotazione al detenuto consta di: numero uno di pezzo di pane duro. Numero uno di bottiglia d’acqua. Numero quattro di wrustel. Numero uno di mela e numero uno di prugna ma, infine, il dolce: crostatina di albicocche. Da Ancona a Taranto il viaggio procede nel trattenuto rollio del come viene viene ma, per fortuna, all’altezza di Taranto, alle 15 e 15, il blindato si rompe. Dopo un’ora e mezzo arriva il furgone sostitutivo e si riparte. E’ un blindato garantista, questo. Decisamente comodo. Alle 21 si arriva a Vibo. La cucina è già chiusa e si va a letto digiuni. Dopo un’educata insistenza viene consegnata una bottiglia d’acqua. Nelle celle d’isolamento riservate ai detenuti in transito non c’è cuscino, pazienza, Sandro – che non è un bandito, ma un figlio di mamma – prende la coperta, la piega e la infila sotto la federa. Il risveglio, con il latte, è rallegrato da due piccole susine. Sono state utili per sopperire l’assenza di un cestino di viaggio quando alle nove e trenta, partendo, il blindato garantista ha fatto un lungo viaggio senza pane e con molte soste: carcere di Palmi, carcere di Reggio, carcere di Messina, carcere di Catania e, infine, alle 18, a Floridia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’, questa di Floridia, una tipica galera di come uno s’immagina debba essere la galera. I parenti in visita stazionano fuori dal portone, sotto il sole d’estate, anche fino a cinque ore. Vi entrano e si sottopongono a tutti i controlli. Firmano, consegnano i vestiti puliti, depositano i soldi, si fanno perquisire e devono farsi strappare pure i nastri a braccialetto – sono le zaredde di Santo Vito, segni votivi che si portano al polso. La cintura si può tenere, la zaredda di Santo Vito, no. “Perché la cintura sì e il braccialetto no?”, chiede Concetta, la sorella arrivata per la visita-parenti. “Questo lo sappiamo noi”, risponde un tipo. Tutto sanno loro. Passa il tempo a tutti quelli che si passano il tempo girando carceri. E nessuno lo può capire. Quest’estate, quando – dopo tutta la trafila e l’attesa – Concetta si sentì chiamare, “Monaco?”, dopo si sentì dire: “E’ stato trasferito”. Per restarsene lì, nel corridoio con la zaredda strappata. Considerando oggi sono trecentotrenta giorni di carcere, quelli di Sandro. E di viaggi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-7211423264893804342?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7211423264893804342'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7211423264893804342'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/09/viaggio-al-termine-del-carcere-duro-una.html' title='Viaggio al termine del carcere duro - Una giornata di ordinaria deportazione per un accusato di mafia'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-vMJedeftCF0/ToMrgLZ39PI/AAAAAAAAAKQ/iZ8KlFnyQlI/s72-c/carcere.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-4891918130677619883</id><published>2011-09-26T21:36:00.003+02:00</published><updated>2011-09-26T21:41:11.828+02:00</updated><title type='text'>Ciao Sergio</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ipqXgrshzPQ/ToDVIQIUrWI/AAAAAAAAAKI/6SEzY7P9Ir0/s1600/Sergio-Bonelli.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 109px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ipqXgrshzPQ/ToDVIQIUrWI/AAAAAAAAAKI/6SEzY7P9Ir0/s200/Sergio-Bonelli.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656755469722889570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-size: 14px; line-height: 20px; background-color: rgb(230, 145, 56); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify; "&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;&lt;i&gt;(Roberto Alfatti Appetiti su L'eminente dignità del provvisorio) S&lt;/i&gt;ergio Bonelli se n'è andato, in fretta, dopo una breve malattia, e non riesco ancora a capacitarmene. Pensavo fosse immortale, come i suoi eroi d'inchiostro eternamente giovani. Capitava, negli anni, di lasciarli, anche per lunghi periodi, per poi ritrovarli in edicola, più in forma che mai. Pensavo sarebbe successo così anche con Sergio. Dopo ogni nostra chiacchierata al telefono, pensavo: ci risentiremo presto...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;E ogni volta che lui - sempre disponibile e gentile - mi sollecitava ad andarlo a trovare a Milano, pensavo (sbagliando!) non fosse il momento giusto, troppo caldo o troppo freddo: però la prossima primavera vado, mi dicevo, magari porto anche i bambini e faccio conoscere anche a loro quel "personaggio" che già conoscono di nome, pieno com'è ogni angolo di casa dei "suoi" fumetti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Mai rimandare, questa è l'amara lezione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;E al dispiacere per la sua morte si somma quello per non aver raccolto quell'invito. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Ciao Sergio, già mi manchi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;PS. Coccodrilli. Sergio Bonelli amava i coccodrilli, a casa sua - mi confidò commentando un'immagine (Mister No impegnato a farne fuori uno) che il Secolo d'Italia aveva scelto per illustrare una delle tante doppie pagine che negli ultimi anni abbiamo dedicato alle pubblicazioni della sua casa editrice - ne ha una ricca collezione (di statuine, ovviamente). Chissà se gli piacerebbero i coccodrilli, copia-incollati in fretta e furia, che stanno riempendo le pagine online dei grandi quotidiani, da sempre così avari con lui...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; "&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;Permettetemelo: in alcuni casi si tratta forse di... lacrime da coccodrillo, il "pentimento" di chi in realtà non l'ha mai veramente digerito.&lt;i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-4891918130677619883?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4891918130677619883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4891918130677619883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/09/roberto-alfatti-appetiti-su-leminente.html' title='Ciao Sergio'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ipqXgrshzPQ/ToDVIQIUrWI/AAAAAAAAAKI/6SEzY7P9Ir0/s72-c/Sergio-Bonelli.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-1276992513259131263</id><published>2011-09-26T21:06:00.014+02:00</published><updated>2011-09-26T21:34:01.812+02:00</updated><title type='text'>Quello evoliano? non è un pensiero per (soli) vecchi...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-U1o2jxtiIFM/ToDODEKsB-I/AAAAAAAAAKA/TJDjF_QW28U/s200/Fiveo%2527clocktea.jpg" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 185px; height: 200px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656747684030842850" /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; line-height: 18px; "&gt;&lt;i&gt;(Adriano Scianca per il Secolo del 18/09/11)&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; line-height: 18px; "&gt;Evola 2011, ovvero la crisi del pensatore della crisi. Dopo decenni passati a discutere con forte tensione ideale e qualche deriva maniacale delle opere del "Barone" sembra che i giovani - anche i giovani "di destra" o giù di lì... - oggi preferiscano quanto meno relativizzare l'importanza del pen&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; line-height: 18px; "&gt;siero evoliano nella formazione del militante del terzo millennio. Anche se nella decennale (e in parte artificiosa) contrapposizione tra Gli uomini e le rovine e Cavalcare la tigre, quest'ultimo saggio sembra "tenere" laddove il principale testo evoliano di dottrina politica segna un po' il passo. L'indice di gradimento di un autore, in tempi di social network, passa anche dai clic su Facebook, lo sappiamo (come sappiamo che il Barone, se fosse vivo oggi, difficilmente avrebbe un suo profilo on line da cui sferzare il mondo moderno). Ebbene, su Facebook possiamo vedere cheCavalcare la tigre piace a 440 persone e "Julius Evola" a ben 3427, con interventi in tutte le lingue di utenti di tutto il mondo. La pagina inglese dedicata a Ride the tiger conta invece 357 fan. Decisamente meno amata la pagina in francese, doveChevaucher le tigre ha solo 12 fan. Il "manuale esistenziale" sembra comunque avere più successo del testo di dottrina politica, se è vero che la pagina Gli uomini e le rovine conta solo 109 fan (Men Among the Ruins ne totalizza però 216). Il dato vale quel che vale, ma è pur sempre interessante notare gli incroci, le contaminazioni e le sovrapposizioni tra "sacro" e "profano", tra la cultura alta e le effervescenze, talora futili ed effimere, del web. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, sans-serif; line-height: 115%; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quanto ai forum "d'area", non mancano giovani militanti che approfittano della rete per scambiarsi opinioni. Su vivamafarka.com un utente scrive, proprio a proposito di Cavalcare la tigre: «Finito di leggere ieri sera, un libro affascinante, una vera e propria guida per mantenersi saldi in un'epoca di dissoluzione. Bellissima esegesi del pensiero di Nietzsche, onnipresente, un po' perplesso sulla questione della critica al jazz e alla musica "negra", sublime la parte finale dove si eleva lo spirito aristocratico del Barone nel trattare questioni quali matrimonio e morte. Un po' pallosa, ma interessante, la critica all'esistenzialismo e ad Heidegger. La postfazione di De Turris illustra poi i vari equivoci che hanno accompagnato quest'opera negli anni successivi alla pubblicazione e, chicca finale, interviste al Barone estratte da riviste del tempo. Insomma, un Libro da leggere assolutamente». Sfumature a parte, insomma, il saggio sembra piacere e conservare la sua attualità anche a occhi giovani. Anche se su forum.politicainrete.net c'è chi si lamenta: «A me Evola piace solo fino al 1945...quello che è venuto dopo preferisco dimenticarlo». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, sans-serif; line-height: 115%; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Un termometro più serio dei fermenti che animano la cultura non conforme e la sua ricezione fra i giovani, soprattutto in relazione al testo evoliano che compie cinquant'anni in questi giorni, ce lo fornisce un responsabile della "Testa di Ferro", libreria romana specializzata in libri "alternativi" e molto frequentata da giovani e giovanissimi: «Come autori - dice - indubbiamente quelli che vendono di più sono Evola, Degrelle e Pound. Tra i giovani spicca soprattutto Degrelle. Come romanzi sono molto venduti Palahniuk, specialmente i suoi primi romanzi, ed Edward Bunker. Poi oltre agli autori ci sono "argomenti" che tirano molto. Quando escono nuovi titoli su periodi particolari del fascismo e soprattutto su alcuni suoi aspetti come la dottrina sociale o la Scuola di mistica o su personaggi particolari come Ricci e Pavolini entrano subito nei best sellers». Quanto al Barone, alla "Testa di Ferro" specificano che «Evola è sicuramente uno degli autori che vende di più, anche se il target non è giovanissimo. I giovanissimi, soprattutto se militanti, puntano più su romanzi o su libri storici oltre che sui "classici" di formazione come Militia o Diario di uno squadrista toscano. Evola vende meglio tra i più "anziani" di militanza e cultura politica, anche se lettori giovanissimi non mancano di certo». Quanto a Cavalcare la tigre nello specifico, la libreria non conforme riconosce che «è indubbiamente il titolo che vende di più insieme a Rivolta contro il mondo moderno,Orientamenti, Gli uomini e le rovine, Metafisica della guerra e i suoi scritti sulla mistica fascista raccolti ultimamente nel volume della Controcorrente sono anch'essi molto venduti. Da noi vendono un po' meno i suoi libri più "esoterici" o specifici come Lo yoga della potenza o Il mistero del Graal». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana, sans-serif; line-height: 115%; text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;L'impressione, in generale, è che Evola sia ritenuto ancora essenziale per la formazione militante, ma che allo stesso tempo lo si consideri "pericoloso" se non accompagnato da un'adeguata introduzione che ne contestualizzi il pensiero. E, nell'ambito del pensiero evoliano stesso, sembra che la parte propriamente esistenziale, relativa alla condotta etica e al carattere, sia preferita ai testi più politici, che a loro volta hanno la meglio sui saggi storico-spirituali. Un Evola sempre più maestro di vita, insomma, è sempre meno teorico dogmatico. Un pensatore che i giovani preferiscono ascoltare su ciò che può servire nell'oggi anziché sulla nostalgia dello ieri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-1276992513259131263?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1276992513259131263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1276992513259131263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/09/quello-evoliano-non-e-un-pensiero-per.html' title='Quello evoliano? non è un pensiero per (soli) vecchi...'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-U1o2jxtiIFM/ToDODEKsB-I/AAAAAAAAAKA/TJDjF_QW28U/s72-c/Fiveo%2527clocktea.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-3889177258046792632</id><published>2011-09-25T18:45:00.003+02:00</published><updated>2011-09-25T19:18:22.823+02:00</updated><title type='text'>Quel fascista scomodo che nel dopoguerra sognava un’altra destra</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-sw1cCvuAr6I/Tn9iTuNDgMI/AAAAAAAAAJw/kB9hPs2EUok/s1600/enzoerra.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 255px; height: 198px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-sw1cCvuAr6I/Tn9iTuNDgMI/AAAAAAAAAJw/kB9hPs2EUok/s320/enzoerra.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656347747960455362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="xtestonotizie" style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; "&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;&lt;i&gt;(Marcello Veneziani per il Giornale)&lt;/i&gt; &lt;b&gt;E' morto mercoledì scorso a Roma a 85 anni Enzo Erra, scrittore e giornalista, protagonista della vita politica della destra nel primo dopoguerra.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="xtestonotizie" style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;mso-line-height-alt: 11.25pt"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;Enzo Erra non sognava affatto una destra antimoderna, come ha scritto ieri il&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. Enzo Erra sognava piuttosto un’altra modernità, più spirituale ed eroica. Non era antimoderno, più semplicemente era fascista, a babbo morto. Appartenne a quella generazione che per ragioni anagrafiche del fascismo non visse la storia ma solo il crollo, si arruolò pochi giorni prima della fine, non ebbe vantaggi né carriera ma solo danni, non si macchiò di colpe o delitti ma scontò con dignità il suo fascismo postumo per una vita. Parlo di lui e di Giano Accame, di Piero Buscaroli, di Fausto Gianfranceschi e Fausto Belfiori e altri.&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allievo di Massimo Scaligero, più vicino al pensiero di Rudolph Steiner che di Julius Evola, Erra fu tra i primi giovani missini che dopo la guerra cercò e coinvolse Evola, ormai paralizzato, nelle sue riviste giovanili, dove scrivevano tra gli altri anche Rauti e Sterpa. La sfida, Imperium... Eppure Erra del Msi preferiva l'ala meno nostalgica e più «entrista» del Msi, polemizzando con gli almirantiani. Erra si riavvicinò al Msi e alla politica dopo una lontananza trentennale, alla morte di Almirante, e poi si riallontanò con la nascita di Alleanza nazionale. Ma Erra non fu solo animale politico e cultore a latere di scienze dello spirito, fu anche un fior di notista politico e di saggista storico: ricordo tra le altre, «Le sei risposte» a Renzo De Felice, «Le quattro giornate di Napoli» e «Le radici del fascismo», che resta tra i migliori tentativi di interpretare il fascismo da posizioni neofasciste.&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da ragazzo andavo a trovare lui e de Turris in sala stampa romana a piazza san Silvestro, dove era notista politico del Roma di Lauro, e lui lasciava agenzie e pastoni per infervorarsi a conversare di storia politica e cultura. Ti guardava con quegli occhi chiari dietro quel filo spinato di sopracciglia e alternava toni solenni e perentori a scanzonate risate napoletane.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordo che lo conobbi nel castello romagnolo di Giovanni Volpe, lui che raccontava quando fu convocato dai giudici perché quelli del golpe Borghese nel loro delirante organigramma, lo avevano assegnato, a sua insaputa, alla direzione del Messaggero. E lui pensava divertito al comitato di redazione che aveva respinto fiori di direttori moderati, costretto a sorbirsi il «camerata» Erra manu militari... La sua battaglia revisionista proseguì sulla rivista Storia Verità di Enzo Cipriano, ma scrisse su varie riviste e poi sulle pagine culturali del Giornale.&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Penso allo strano destino di quel piccolo mondo della destra giornalistica: penso al Pisanò che scriveva le cose che poi ha scritto con successo Pansa, penso a Gianna Preda che fu la Fallaci al tempo in cui l'Oriana era di sinistra, penso ad Angelo Manna che diceva le cose che poi ha scritto Pino Aprile sui terroni. E penso a Cattabiani, Marcolla e Quarantotto che scoprirono autori e filoni che poi ha scoperto Calasso con l'Adelphi. Ed Enzo Erra, che meriterebbe la fama di un Giorgio Bocca; ma lui era colto, spiritoso e dalla parte sbagliata...&lt;/div&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-3889177258046792632?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3889177258046792632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3889177258046792632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/09/quel-fascista-scomodo-che-nel.html' title='Quel fascista scomodo che nel dopoguerra sognava un’altra destra'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-sw1cCvuAr6I/Tn9iTuNDgMI/AAAAAAAAAJw/kB9hPs2EUok/s72-c/enzoerra.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-1559643485736562481</id><published>2011-09-24T22:53:00.006+02:00</published><updated>2011-09-25T19:21:02.512+02:00</updated><title type='text'>In vendita l'augustale di Federico II</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TOF7NfVURjQ/Tn9iyJPBiRI/AAAAAAAAAJ4/--L5rN5OGK4/s1600/augustalefedII.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-TOF7NfVURjQ/Tn9iyJPBiRI/AAAAAAAAAJ4/--L5rN5OGK4/s200/augustalefedII.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5656348270612547858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="line-height: 115%; font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;(Corriere del Mezzogiorno)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 115%; font-family: Verdana, sans-serif; "&gt;NAPOLI - L’augustale di Federico II è una preziosa moneta d’oro; da un lato reca l’immagine dello Stupor mundi e dall’altra quella dell’aquila imperiale. Una moneta rara, di grande valore storico. Napoli ne possiede un esemplare ben conservato, che potrebbe però presto passare ad altro proprietario: si tratta di una moneta della collezione Scacchi in possesso della Società di Storia Patria (e custodita nel caveau di una banca) che annaspa da tempo in acque pericolose per mancanza di fondi. A mali estremi, estremi rimedi. La collezione di circa duemila monete, valore stimabile intorno al milione di euro, è il primo pezzo che sarà messo in vendita per far sopravvivere la Società ospitata al Maschio Angioino.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 12pt; margin-left: 0cm; line-height: 15.75pt; vertical-align: baseline; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Lo anticipa la presidente Renata De Lorenzo, prof di inesauribili risorse, che in passato per la Società di Storia patria ha cacciato perfino parecchi soldi di tasca propria. «Sì», ammette, «il consiglio direttivo nei mesi scorsi si è anche autotassato (e io per prima), ma ora siamo comunque con l’acqua alla gola perché i finanziamenti stanziati non arrivano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 15.75pt; vertical-align: baseline; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-style: inherit; "&gt;&lt;span style="border-style:initial;border-color:initial;outline-width: 0px; outline-style: initial;outline-color: initial;font-style:inherit"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;border:none windowtext 1.0pt; mso-border-alt:none windowtext 0cm;padding:0cm"&gt;Il sindaco de Magistris&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;a luglio ci aveva promesso i 150 mila euro del 2008 ma siamo a fine settembre e non se ne vede l’ombra, abbiamo licenziato tutti i dipendenti, non ci resta che vendere, anche se non è la soluzione che preferiremmo». La decisione di far rendere le proprietà della Società fu presa durante una vivacissima assemblea dei soci nel gennaio scorso. «All’ordine del giorno», ricorda Renata De Lorenzo, «era prevista l’approvazione della proposta del consiglio direttivo di alienare parte dei beni della Società, che ha un ricco patrimonio librario, di stampe e disegni, di pergamene, monete e documenti vari. La provocazione era evidente e voluta. Un consiglio direttivo composto da studiosi che ben conoscono il valore insostituibile di ciò che si intende vendere, col rischio di smembrare il lavoro di collezionisti e di ‘‘eruditi’’, ha osato andare in direzione opposta alla natura dell’istituzione che è stato chiamato a dirigere. Il dibattito acceso e talora provocatorio che ne è seguito ha consentito ai soci presenti innanzitutto di ‘‘partecipare’’, di mostrare quanto essi sentano la Società come cosa propria, ma anche di dare la propria disponibilità personale per mantenere aperti e vivi il sodalizio e la sua biblioteca». Da gennaio a settembre la battaglia continua.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 15.75pt; vertical-align: baseline; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-style: inherit; "&gt;&lt;span style="border-style:initial;border-color:initial;outline-width: 0px; outline-style: initial;outline-color: initial;font-style:inherit"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;border:none windowtext 1.0pt; mso-border-alt:none windowtext 0cm;padding:0cm"&gt;Così ieri, in una nuova assemblea&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;, numerosi soci si sono detti disponibili a prestare gratuitamente il loro lavoro. La Società resterà aperta con l’aiuto di volontari che una volta a settimana sostituiranno il personale addetto. Praticamente l’istituzione è ormai a costo zero. Ma i debiti persistono, dal momento che i fondi stanziati negli ultimi tre anni non sono stati mai erogati e le banche hanno dovuto anticipare il necessario. Al di là degli sforzi individuali la risposta deve arrivare dalle istituzioni: in primis dal Comune, che negli ultimi anni della amministrazione Iervolino non ha impegnato risorse. Tra l’altro il contributo regionale, una volta di 200 milioni di lire, è ormai ridotto a 6.500 euro. «Solo se arriveranno i primi 150 mila più altri 100 mila euro per sanare i debiti con personale e fornitori potremo salvare la Società», conclude De Lorenzo. Ma da dove arriva la preziosa collezione che oggi è «a rischio»? Scacchi era un attento collezionista napoletano che la donò negli anni Venti alla Società. Le duemila monete del Regno di Napoli vanno dall’età angioina alla fine del Regno e per alcune si può parlare di vere e proprie opere d’arte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 15.75pt; vertical-align: baseline; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-style: inherit; "&gt;&lt;span style="border-style:initial;border-color:initial;outline-width: 0px; outline-style: initial;outline-color: initial;font-style:inherit"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;border:none windowtext 1.0pt; mso-border-alt:none windowtext 0cm;padding:0cm"&gt;In particolare, l’augustale di Federico II ha diversi significati&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;: Francesco Senatore, socio ed esperto, spiega che «&lt;b&gt;si tratta di una moneta d’oro, la prima che venne coniata dopo il crollo dell’Impero romano, dunque con un forte significato simbolico, che implica un discorso sulla rappresentazione del potere e l’imitazione degli imperatori romani da parte dello Svevo.&lt;/b&gt; Ne esistono diversi esemplari altrove, ma il nostro è particolarmente ben conservato e il suo valore è ampliato dal fatto che è parte di una collezione in cui tutte le serie sono complete». Una chicca insomma per gli studiosi di numismatica e per gli storici del regno meridionale, ma anche per i napoletani innamorati della propria città e delle proprie gloriose radici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-1559643485736562481?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1559643485736562481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1559643485736562481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/09/in-vendita-laugustale-di-federico-ii.html' title='In vendita l&apos;augustale di Federico II'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-TOF7NfVURjQ/Tn9iyJPBiRI/AAAAAAAAAJ4/--L5rN5OGK4/s72-c/augustalefedII.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-5655472828746258263</id><published>2011-09-24T15:50:00.005+02:00</published><updated>2011-09-24T23:30:43.968+02:00</updated><title type='text'>Ovazione per la Palestina</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-E8cNlieTqk8/Tn3mEp21lII/AAAAAAAAAJg/Muwjx1aotak/s1600/arafat.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 226px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-E8cNlieTqk8/Tn3mEp21lII/AAAAAAAAAJg/Muwjx1aotak/s320/arafat.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5655929674676933762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="apple-style-span" style="color: rgb(70, 70, 70); "&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:10.5pt;line-height:115%;font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:Calibri;mso-fareast-theme-font:minor-latin;mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-theme-font:minor-bidi;color:#464646;background:white; mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:EN-US;mso-bidi-language:AR-SA"&gt;(Ansa)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; line-height: 22px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;Lo storico passo è stato infine compiuto: il presidente palestinese Abu Mazen ha presentato ufficialmente all'Onu la richiesta di riconoscimento di uno "Stato di Palestina, entro i confini del 4 giugno del 1967, con Gerusalemme Est come capitale". E quando poco dopo l'ha annunciato all'Assemblea generale, ha raccolto un lungo applauso, una standing ovation. Così come ha ottenuto un altro lungo applauso quando ha citato Yasser Arafat, e il passaggio del suo discorso all'Onu del 1974 in cui affermò: &lt;b&gt;"Oggi sono venuto portando un ramoscello d'ulivo, e il fucile di combattente per la libertà. Non lasciate che il ramoscello d'ulivo mi cada di mano"&lt;/b&gt;. Meno di un'ora dopo, il premier israeliano Benyamin Netanyahu dallo stesso podio a detto di non essere "venuto a prendere applausi, sono venuto - ha affermato con forza - a dire la verità, e la verità è che Israele vuole la pace con i palestinesi. Che io voglio la pace". Parole sottolineate dall'aula ancora con un applauso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 17.15pt; margin-left: 0cm; line-height: 17.15pt; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-bidi-font-family:Arial;background:white"&gt;"Io tendo la mano al popolo palestinese", ha detto Netanyahu che però ha anche affermato che i palestinesi "vogliono uno Stato senza la pace" e che "la pace si raggiunge attraverso i negoziati". E ancora, che "i palestinesi dovrebbero prima fare la pace con noi e poi chiedere il riconoscimento del loro Stato" e in questo caso Israele "sarebbe il primo a riconoscerlo alle Nazioni Unite". Ma oltre alle dichiarazioni di intenti, i due leader si sono prodotti anche in una sorta di dialogo tra sordi, ovvero uno scambio di pesanti accuse. Come quella di praticare la pulizia etnica, sollevata prima da Abbas nei confronti di Israele e rispedita al mittente da Netanyahu, secondo cui la "vera" pulizia etnica sarà quella dei palestinesi che, nel loro nuovo Stato, non permetteranno l'ingresso degli ebrei.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 17.15pt; margin-left: 0cm; line-height: 17.15pt; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-bidi-font-family:Arial;background:white"&gt;Mentre i due leader si rivolgevano all'Assemblea, la diplomazia ha intanto continuato il suo serrato lavoro per cercare di evitare uno scontro in sede di Consiglio di Sicurezza dell'Onu, a cui la richiesta palestinese è già stata trasmessa dal segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. Il cosiddetto quartetto si è riunito nello stesso Palazzo di Vetro al massimo livello: Hillary Clinton per gli Usa, Sergeri Lavrov per la Russia, Ban Ki-moon per l'Onu e Catherine Ashton per l'Unione Europea. Prima della riunione hanno fatto sapere di aver trovato un accordo su una dichiarazione per far ripartire il negoziato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 17.15pt; margin-left: 0cm; line-height: 17.15pt; "&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-bidi-font-family:Arial;background:white"&gt;E al termine dell'incontro hanno diffuso una dichiarazione in cui esortato Palestinesi e Israele a "riprendere i negoziati per il processo di pace" entro un mese per poi presentare proposte 'globali' entro tre mesi su territori e sicurezza, compiendo "significativi entro sei mesi". Il negoziato, secondo la proposta lanciata dal podio da Netanyahu ad Abu Mazen potrebbe riprendere anche subito: "vediamo oggi, qui al Palazzo di vetro", perché è ora di "smettere di negoziare sul negoziato, negoziamo sulla pace". Anche Abu Mazen si è detto "pronto a tornare immediatamente al tavolo del negoziato", ma a patto che ci sia "una completa cessazione delle attività di insediamento" nei Territori occupati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-5655472828746258263?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/5655472828746258263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/5655472828746258263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/09/ovazione-per-la-palestina.html' title='Ovazione per la Palestina'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-E8cNlieTqk8/Tn3mEp21lII/AAAAAAAAAJg/Muwjx1aotak/s72-c/arafat.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-6434678043114544099</id><published>2011-04-16T13:22:00.002+02:00</published><updated>2011-04-17T12:42:52.594+02:00</updated><title type='text'>Sparare a un fascista non è (ancora) reato</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Achp_COyAIk/TarEIhNKEaI/AAAAAAAAAJU/q2uQTKmlMAg/s1600/fascista.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Achp_COyAIk/TarEIhNKEaI/AAAAAAAAAJU/q2uQTKmlMAg/s320/fascista.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5596501137592816034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;(Stenio Solinas)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt; Se negli anni Settan­ta del Novecento «uccidere un fasci­sta » non era «un re­ato », può anche darsi che negli anni Duemila del XXI secolo c’è chi possa pensare che gambizzare «un estremista di destra», secondo la definizione del quotidiano Europa , «un neofascista», secon­do Il Riformista , «un fasci­sta del terzo millennio», secondo Il Corriere della Sera , possa essere consi­derata un’attività sporti­va e quindi un passo avan­ti sulla via della concor­dia nazionale. L’Italia è davvero uno strano Paese e se la classe politica non dà il meglio di sé, non è che quella giornalistica, la classe dei colti, degli opinionisti e dei maître- à­penser , de­gli intellet­tuali sem­pre in catte­d­ra e dei pro­fessori più o meno emeri­ti, brilli per compostez­za. Per anni è stato detto e ripetuto che fra la destra e la cultu­ra c’era uno iato, un’ im­potentia coeundi oppure generandi , e da lì non po­teva venire altro che roba volgare, dozzinale, ma poiché la natura ha paura del vuoto ci ha pensato la sinistra a recitare anche quella parte in comme­dia. Prendete le loro fir­me migliori: è tutto un in­veire sui difetti fisici, veri e supposti, sull’indegnità del corpo che si rispec­chia naturalmente in un’indegnità dell’anima, sul minus habens che è un poveraccio e quindi una vergogna per la de­mocrazia, sul paragone zoologico: verme, lombri­co, larva. È un giornali­smo di sinistra lombrosia­no, con il sopracciò e con l’indice puntato: come è volgare l’avversario, e non si permetta di ridere, non c’è niente da ridere, dovrebbe vergognarsi di ridere, bisognerebbe che qualcuno gli spaccasse la faccia, così imparerebbe a non ridere. C’è sempre una statuetta o un trep­piedi da tirare, che sarà mai, quello sì che fa ride­re, è goliardia, uno scher­zo. Colleghi un tempo iro­nici e disincantati, te li ri­trovi con la bava alla boc­ca a dare del servo, del venduto, del prezzolato, tra un conato di vomito e l’altro, baroni universita­ri amanti del popolo e del­la democrazia partecipa­tiva ti si ripresentano co­me fautori del golpe fatto con il pennacchio dei ca­rabinieri, e naturalmen­te c’è spazio per comici, guitti, can­tanti e sal­timbanchi di ogni gene­re e grado, quelli che siccome è satira posso­no dire «la qualun­ que»: l’av­versario co­me portatore di cancro, flagello sociale, sentina di ogni putredine, escre­mento umano. Senza andare a scomo­dare la memoria degli «an­ni di piombo», sorprende che i più eccitati nel lin­guaggio siano proprio quelli che, maneggiando­­lo per mestiere, dovrebbe­ro sapere che le parole so­no pietre, che c’è un lin­guaggio armato che spes­so e volentieri fa da batti­strada alla violenza arma­ta ( Do you remember «i cat­tivi maestri »? Non è basta­to, si vuole continuare?). Ma certo,c’è una volga­rità che è figlia della mo­dernità e un’impudicizia e una mancanza di gusto di cui si farebbe volentie­ri a meno. Ma il risveglio moralista di chi ieri sdoganava le giovannone coscia lunga e i pierini scorreggioni, teorizzava il diritto alla «sessualità innocente» dei più piccoli, sbraita­va contro la censura e inneggiava al corpo sciol­to, al corpo nudo, al sesso libero, al libero scam­bismo (sempre dei corpi, non delle merci), al porno d’autore e al porno per tutti, amava la società libertina del Settecento contrapponen­dola alla cupezza cattolica della Controrifor­ma, non voleva «né vergini né madonne, ma solo donne» un po’ fa ridere. Dopo decenni di battaglie contro le beghine,le«madonne pelle­grine », l’ipocrisia sessuale eccetera, eccetera, eccetera, ritrovarseli compunti a difesa del fo­colare domestico e contro la mercificazione della donna, lascia perplessi. Si può anche mandare, come accadde, Ilona Staller, in arte Cicciolina, a Montecitorio, ma ritrovare gli ap­passionati di quella candidatura sdegnati del parlamento-bordello suona un po’ surreale. Ma certo, la destra è becera e un tempo so­steneva che i comunisti mangiassero i bambi­ni, ma la descrizione dell’Italia data dalla sini­s­tra colta, un concentrato di piduismo, mafia, camorra, un lupanare dalle Alpi alle Piramidi, una nazione di evasori fiscali e di debosciati rincretiniti dal tubo catodico che cos’è,acqua di rose,violetta Parma,Penhaligon’s (lo dicia­mo per la sinistra che occhieggia al British sty­le )? Poi si stupisce se l’italiano la manda a farsi fottere e non la vota neppure per sbaglio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-6434678043114544099?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6434678043114544099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6434678043114544099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/04/sparare-un-fascista-non-e-ancora-reato.html' title='Sparare a un fascista non è (ancora) reato'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Achp_COyAIk/TarEIhNKEaI/AAAAAAAAAJU/q2uQTKmlMAg/s72-c/fascista.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-1754393206177954808</id><published>2011-04-15T12:38:00.001+02:00</published><updated>2011-04-17T12:40:52.541+02:00</updated><title type='text'>Io sono dinamite</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-atlkQwjyup4/TarDpL1oMlI/AAAAAAAAAJM/DUwbrjdON5M/s1600/chinonrisikanonrosika2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 284px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-atlkQwjyup4/TarDpL1oMlI/AAAAAAAAAJM/DUwbrjdON5M/s400/chinonrisikanonrosika2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5596500599281037906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-1754393206177954808?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1754393206177954808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1754393206177954808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/04/io-sono-dinamite.html' title='Io sono dinamite'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-atlkQwjyup4/TarDpL1oMlI/AAAAAAAAAJM/DUwbrjdON5M/s72-c/chinonrisikanonrosika2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-6610665462235825358</id><published>2011-04-15T12:36:00.000+02:00</published><updated>2011-04-17T12:38:37.191+02:00</updated><title type='text'>È nato TNT!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5fQ6kjIiqFU/TarDEtBexiI/AAAAAAAAAJE/aJ5Ej_glRJk/s1600/alberti3.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-5fQ6kjIiqFU/TarDEtBexiI/AAAAAAAAAJE/aJ5Ej_glRJk/s320/alberti3.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5596499972533962274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;La scorsa notte sono stati affissi sulle pareti dei maggiori istituti superiori del capoluogo centinaia di manifesti di TNT, il nuovo movimento studentesco che fa capo a Casaggì. Sui manifesti appesi, un motto tratto da una frase del grande filosofo tedesco Friedrich Nietzsche: «Io sono dinamite». Così si è voluto presentare il nuovo movimento studentesco che porta la propria voglia di sfida nelle scuole cagliaritane. «Un’esplosione dirompente di vitalità» come si legge sul blog del movimento. Un'esplosione di cambiamento per una scuola italiana che verte in pessime condizioni è il messaggio del movimento. Tante le battaglie: potere agli studenti, scuola pubblica, sport e ambiente, contro il pensiero unico. Queste sono solo alcune delle parole d'ordine tratte dal programma per le scuole. TNT non è un movimento, è dinamite.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'Lucida Sans Unicode', 'Lucida Grande', sans-serif;font-size:12px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Visita il sito di TNT. L'indirizzo è &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;a href="http://tnt-studenti.blogspot.com/"&gt;tnt-studenti.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Se vuoi aderire compila l'apposito modulo, cliccando &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;a href="http://www.casaggi.it/aderisciatnt.html"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-6610665462235825358?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6610665462235825358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6610665462235825358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/04/e-nato-tnt.html' title='È nato TNT!'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-5fQ6kjIiqFU/TarDEtBexiI/AAAAAAAAAJE/aJ5Ej_glRJk/s72-c/alberti3.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-8412004450978692463</id><published>2011-04-07T12:35:00.000+02:00</published><updated>2011-04-17T12:36:09.267+02:00</updated><title type='text'>Una città fantastica/3</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-yWg2Fcuuhx0/TarChRcha6I/AAAAAAAAAI8/J4NA-HczmCw/s1600/fantasiafronte.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-yWg2Fcuuhx0/TarChRcha6I/AAAAAAAAAI8/J4NA-HczmCw/s400/fantasiafronte.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5596499363835767714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-8412004450978692463?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/8412004450978692463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/8412004450978692463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/04/una-citta-fantastica3.html' title='Una città fantastica/3'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-yWg2Fcuuhx0/TarChRcha6I/AAAAAAAAAI8/J4NA-HczmCw/s72-c/fantasiafronte.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-5337901264094361960</id><published>2011-04-07T12:33:00.000+02:00</published><updated>2011-04-17T12:35:09.862+02:00</updated><title type='text'>Una città fantastica/2</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-AwpO69qhxC0/TarCPHdZvUI/AAAAAAAAAI0/HLoyW2mPPsc/s1600/fantasiaretro.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-AwpO69qhxC0/TarCPHdZvUI/AAAAAAAAAI0/HLoyW2mPPsc/s400/fantasiaretro.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5596499051917458754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-5337901264094361960?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/5337901264094361960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/5337901264094361960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/04/una-citta-fantastica2.html' title='Una città fantastica/2'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-AwpO69qhxC0/TarCPHdZvUI/AAAAAAAAAI0/HLoyW2mPPsc/s72-c/fantasiaretro.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-2529772854748210438</id><published>2011-04-07T12:31:00.000+02:00</published><updated>2011-04-17T12:32:39.819+02:00</updated><title type='text'>Una città fantastica</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-l1SOqrs5JfM/TarBuj7FkdI/AAAAAAAAAIs/gu2VthNJYhU/s1600/magritte_golconda.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-l1SOqrs5JfM/TarBuj7FkdI/AAAAAAAAAIs/gu2VthNJYhU/s320/magritte_golconda.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5596498492622475730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:verdana;font-size:small;"&gt;Durante le campagne elettorali le proposte si sprecano: è una gara a chi avanza le idee più disparate. C’è chi riesuma il vecchio progetto della piazza sul mare, chi vuole la metropolitana leggera e chi la vuole sottoterra, chi pensa che Sant’Elia debba diventare un quartiere residenziale e chi un polo turistico, chi vuole abbattere il vecchio stadio e chi lo vuole lasciare in piedi. La lista potrebbe continuare all’infinito perché sono illimitati gli interventi che possono essere realizzati in una città.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:verdana;font-size:small;"&gt;D’altronde, chi non ha una buona idea per la sua città? E tuttavia, quante di queste idee varcano le porte del Palazzo e quante altre, invece, ne restano fuori?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:small;"&gt;Da questa premessa muove la nostra proposta di ridefinire le competenze del vecchio assessorato alle politiche giovanile e al decentramento, cambiandone la denominazione in “assessorato alla gioventù e alla fantasia” e attribuendo a tale ufficio i compiti di seguito individuati: a) dotare l’amministrazione comunale di strumenti idonei a consentire ad ogni cittadino di esprimere la sua idea, piccola o grande che sia, per la città; studiarne la fattibilità, anche in relazione alle risorse disponibili; infine, sottoporla all’attenzione della giunta, in maniera tale che questa, se la ritiene conforme al proprio indirizzo politico, adotti i provvedimenti necessari per realizzarla; b) sostenere e promuovere ogni forma di espressione artistica, rendendola disponibile all’intera popolazione cittadina; c) bandire concorsi per giovani talenti; d) predisporre strutture che si prestino a diventare luoghi di incontro e elaborazione culturale; e) sviluppare progetti di impulso e di stimolo alla creatività; f) incentivare il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini alla vita della città; g) curarne l’immagine e accreditarla come la capitale della gioventù, in Italia e, perché no, anche in Europa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una città fantastica si costruisce anche così. Lavorando di fantasia.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-2529772854748210438?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2529772854748210438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2529772854748210438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/04/una-citta-fantastica.html' title='Una città fantastica'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-l1SOqrs5JfM/TarBuj7FkdI/AAAAAAAAAIs/gu2VthNJYhU/s72-c/magritte_golconda.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-1097034273441477228</id><published>2011-04-06T12:29:00.001+02:00</published><updated>2011-04-17T12:30:31.689+02:00</updated><title type='text'>Anfiteatro, no alla chiusura!</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-EMV5D3qjsEw/TarBHhYhwBI/AAAAAAAAAIk/ojd3G_SkGtA/s1600/Cagliari_Roman_Amphitheatre_2003.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-EMV5D3qjsEw/TarBHhYhwBI/AAAAAAAAAIk/ojd3G_SkGtA/s320/Cagliari_Roman_Amphitheatre_2003.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5596497821925752850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:verdana;font-size:small;"&gt;L'anfiteatro è, da sempre, il luogo dove si svolgono gli spettacoli. Lo era durante il periodo romano; lo è oggi. Almeno prima che il sovrintendente ai Beni Archeologici di Cagliari, Marco Minoja, ne disponesse d'imperio la chiusura, mettendo a rischio l'intera stagione culturale estiva. E' vero che lo stato della struttura non è buono e che un intervento di manutenzione è necessario e urgente (e bene hanno fatto alcuni parlamentari sardi, sollecitando l'attenzione del neoministro ai Beni Culturali). Tuttavia, considerato che nessun intervento è stato ancora programmato e che mancano i fondi per realizzarlo, impedire lo svolgimento degli eventi estivi già calendarizzati è pura follia. Senza tenere conto delle ricadute economiche che ne deriverebbero, è del tutto estranea a chi ha a cuore l'arte e la cultura l'idea di sottrarre alla città un luogo come l'anfiteatro e metterlo sotto una teca di vetro, vietandone l'accesso al pubblico. I monumenti non sono stati eretti per riempirsi di polvere ma per essere vissuti. Solo in questo modo possono realmente sopravvivere all'usura del tempo e all'oblio della società moderna. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-1097034273441477228?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1097034273441477228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1097034273441477228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/04/lanfiteatro-e-da-sempre-il-luogo-dove.html' title='Anfiteatro, no alla chiusura!'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-EMV5D3qjsEw/TarBHhYhwBI/AAAAAAAAAIk/ojd3G_SkGtA/s72-c/Cagliari_Roman_Amphitheatre_2003.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-3221841071230124863</id><published>2011-04-06T12:26:00.000+02:00</published><updated>2011-04-17T12:28:40.811+02:00</updated><title type='text'>Il Comune e i giovani: l'ideologia delle carte</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Fs_RScZ642U/TarAro7d_SI/AAAAAAAAAIc/NX9nzg8l_wY/s1600/Ingresso_d0.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Fs_RScZ642U/TarAro7d_SI/AAAAAAAAAIc/NX9nzg8l_wY/s320/Ingresso_d0.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5596497342915018018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana; "&gt;Tra poche settimane si voterà per l'elezione del nuovo sindaco di Cagliari. L’amministrazione uscente, guidata da Emilio Floris, ha certamente tanti meriti ma, sulle politiche a favore dei giovani, non ha brillato particolarmente. Del resto, come la maggior parte delle amministrazioni, sia di centrodestra che di centrosinistra, le azioni rivolte ai giovani del Comune di Cagliari sono state ispirate da un programma che, da quando esistono gli assessorati alle politiche giovanili, continua ad essere considerato come l’unico programma possibile. A dirla tutta, più che di un programma si tratta di una vera e propria ideologia che noi chiamiamo l’ideologia delle carte e dei centri. Cosa ha fatto il Comune per i giovani in questi anni? Ha essenzialmente distribuito carte: la carta che dà diritto ad una riduzione sul prezzo del biglietto del cinema; quella che consente di avere uno sconto, peraltro esiguo, su un capo di abbigliamento; quella che permette di entrare gratis nei musei. Il Comune ha poi delegato la distribuzione di queste carte e la gestione di una serie di altri servizi ad una struttura che si chiama Centro Giovani (che, tra l'altro, ha lo stesso nome della lista civica che ha espresso i due assessori alle politiche giovanili che si sono succeduti in questi cinque anni; a dispetto del nome, i candidati di quella lista avevano il doppio degli anni che abbiamo noi). Se entrate nel Centro Giovani di Via Dante, vi accorgerete che quello che doveva essere un centro di aggregazione giovanile, altro non è se non un internet point. Parliamo di ideologia perché alla base di questo programma sta l’idea del giovane come consumatore. E questa è un’idea sbagliata e inaccettabile. Un programma alternativo a questo esiste e muove dalla considerazione dei giovani non come utenti, non come risorse (l’idea della risorsa rimanda a quella dello sfruttamento e qui non c’è proprio niente da sfruttare) e nemmeno come soggetti disagiati (disprezziamo la retorica del disagio giovanile perché fuorviante e nemmeno conforme alla realtà; le campagne contro il bullismo, ad esempio, non servono a niente se non a dare un po’ di denaro a chi le realizza), ma come attori nel contesto cittadino. Il contributo che la fascia più giovane della popolazione può dare alla città è enorme: i giovani hanno idee, talento, fantasia, creatività, energia. Cosa deve fare il Comune secondo noi? Semplicemente supportare ciò che già c’è e che è stato colpevolmente ignorato in questi anni. Come? Ad esempio, ne diciamo una, istituendo un registro comunale delle comunità giovanili e attribuendo in concessione, a chi ne faccia richiesta, sussistendo naturalmente determinati requisiti, gli immobili di proprietà del Comune in disuso per farne luoghi di incontro, confronto, elaborazione culturale e artistica, in una parola di aggregazione. Nei prossimi giorni Casaggì si farà promotrice di una proposta ai candidati sindaco relativa proprio all’assessorato alle politiche giovanili e alla ridefinizione delle sue competenze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-3221841071230124863?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3221841071230124863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/3221841071230124863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/04/il-comune-e-i-giovani-lideologia-delle.html' title='Il Comune e i giovani: l&apos;ideologia delle carte'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Fs_RScZ642U/TarAro7d_SI/AAAAAAAAAIc/NX9nzg8l_wY/s72-c/Ingresso_d0.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-8588241081640265072</id><published>2011-03-24T09:50:00.001+01:00</published><updated>2011-03-24T09:50:55.960+01:00</updated><title type='text'>Piove fango su Bengasi/2</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-byvmSzHW33M/TYsF44hXPyI/AAAAAAAAAH0/_OluJoPwclc/s1600/piovefangofronte.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-byvmSzHW33M/TYsF44hXPyI/AAAAAAAAAH0/_OluJoPwclc/s400/piovefangofronte.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587566237486366498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-8588241081640265072?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/8588241081640265072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/8588241081640265072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/03/piove-fango-su-bengasi2.html' title='Piove fango su Bengasi/2'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-byvmSzHW33M/TYsF44hXPyI/AAAAAAAAAH0/_OluJoPwclc/s72-c/piovefangofronte.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-7841474880298367141</id><published>2011-03-24T09:47:00.001+01:00</published><updated>2011-03-24T09:49:58.944+01:00</updated><title type='text'>Piove fango su Bengasi/1</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-6bZLrUwhzgc/TYsFdkuszRI/AAAAAAAAAHs/G5JWrJvJ12c/s1600/piovefangoretro.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-6bZLrUwhzgc/TYsFdkuszRI/AAAAAAAAAHs/G5JWrJvJ12c/s400/piovefangoretro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587565768317127954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-7841474880298367141?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7841474880298367141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7841474880298367141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/03/piove-fango-su-bengasi.html' title='Piove fango su Bengasi/1'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-6bZLrUwhzgc/TYsFdkuszRI/AAAAAAAAAHs/G5JWrJvJ12c/s72-c/piovefangoretro.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-7861478254647125724</id><published>2011-03-19T12:58:00.002+01:00</published><updated>2011-03-19T13:01:30.580+01:00</updated><title type='text'>Sopra ogni muro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="500" height="304" src="http://www.youtube.com/embed/SVHxIGGSdcU" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-7861478254647125724?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7861478254647125724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7861478254647125724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/03/youtube-video-player.html' title='Sopra ogni muro'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/SVHxIGGSdcU/default.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-1713657944043832474</id><published>2011-03-15T18:17:00.002+01:00</published><updated>2011-03-15T18:21:46.132+01:00</updated><title type='text'>La Croce Rossa Italiana in sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto e dallo tsunami, attivata raccolta fondi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-NSj3LbNfKHI/TX-f9RNIPvI/AAAAAAAAAHk/_DygA5o8mDk/s1600/japan_v1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 126px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-NSj3LbNfKHI/TX-f9RNIPvI/AAAAAAAAAHk/_DygA5o8mDk/s400/japan_v1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584357937902010098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Calibri;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;A seguito del terribile terremoto che ha devastato il Giappone, la Croce Rossa Italiana ha aperto una raccolta fondi in sostegno delle popolazioni colpite dal sisma e dallo tsunami. I contributi raccolti dalla CRI saranno impiegati per supportare le attività di assistenza della Consorella giapponese a favore delle popolazioni, in stretta collaborazione con la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e con il Comitato Internazionale della Croce Rossa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Le modalità per donare sono:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;- Donazione online sul sito www.cri.it – causale “Pro emergenza Giappone”;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;- Bonifico bancario, causale “Pro emergenza Giappone”, IBAN: IT 19 P 01005 03382 000000200208;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;- Conto corrente postale n. 300004 intestato a: "Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 -  00187 Roma"; causale “Pro emergenza Giappone”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-1713657944043832474?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1713657944043832474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1713657944043832474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/03/la-croce-rossa-italiana-in-sostegno.html' title='La Croce Rossa Italiana in sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto e dallo tsunami, attivata raccolta fondi'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' 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alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583536530511088354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-4427204178818264583?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4427204178818264583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4427204178818264583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/03/chi-non-risika-non-rosika3.html' title='Chi non risika non rosika/3'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' 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class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-d219d866dcb90964" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v7.nonxt6.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dd219d866dcb90964%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331314612%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D7C6116FFE722582048C9B1E3204EBA81BBE22DC8.68981866B036D54DC183A1817A61DAED67E5C899%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dd219d866dcb90964%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D71R5JBXQ3uQ1nBXTIeyExPjsNVI&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" 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rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1761075962309282861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/03/chi-non-risika-non-rosika2.html' title='Chi non risika non rosika/2'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-7181571905160892692</id><published>2011-03-13T13:04:00.001+01:00</published><updated>2011-03-13T13:06:37.545+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='risiko'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunità giovanile'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cagliari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casaggì'/><title type='text'>Chi non risika non rosika</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-YkqK_UrvRbs/TXyzKPg9XqI/AAAAAAAAAHU/fNxLijPk_r4/s1600/N.69copertina_Risiko.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-YkqK_UrvRbs/TXyzKPg9XqI/AAAAAAAAAHU/fNxLijPk_r4/s320/N.69copertina_Risiko.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583534626577407650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:verdana;font-size:small;"&gt;Casaggì, in collaborazione con l’associazione “Punto Zero” e con il contributo dell’Università degli Studi di Cagliari, organizza “Chi non rosika non rosika”, il primo torneo universitario di risiko. Il gioco di strategia più celebre al mondo è il “pretesto” per consentire agli studenti, fuori sede e non, di socializzare tra loro. Ci ritroveremo intorno a un tavolo, quindi, non solo per decidere i destini del mondo ma anche per conoscerci e divertirci. Se non c’è spazio all’Università per fare comunità, allora la faremo giocando.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:verdana;font-size:small;"&gt;Le iscrizioni al torneo resteranno aperte fino a domenica 27 marzo. Per iscriversi, occorre compilare l’apposito modulo on-line dal sito www.casaggi.it. Un’email confermerà l’avvenuta iscrizione. Il torneo si svolgerà nella giornata di domenica 3 aprile, dalle ore 15,00, presso il Centro Iniziative Sociali, in Piazza del Carmine, 4, a Cagliari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-7181571905160892692?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7181571905160892692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7181571905160892692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/03/chi-non-risika-non-rosika.html' title='Chi non risika non rosika'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-YkqK_UrvRbs/TXyzKPg9XqI/AAAAAAAAAHU/fNxLijPk_r4/s72-c/N.69copertina_Risiko.jpeg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-9213715965690676203</id><published>2011-02-28T20:33:00.001+01:00</published><updated>2011-02-28T20:34:58.023+01:00</updated><title type='text'>Come per andare più avanti ancora/2</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-GXWV62DmVpY/TWv407ZxmrI/AAAAAAAAAHM/4D1W6IiuoXA/s1600/comeperandarefronte.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-GXWV62DmVpY/TWv407ZxmrI/AAAAAAAAAHM/4D1W6IiuoXA/s400/comeperandarefronte.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5578826151611177650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-9213715965690676203?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/9213715965690676203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/9213715965690676203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/02/come-per-andare-piu-avanti-ancora2.html' title='Come per andare più avanti ancora/2'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-GXWV62DmVpY/TWv407ZxmrI/AAAAAAAAAHM/4D1W6IiuoXA/s72-c/comeperandarefronte.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-5382241351872635208</id><published>2011-02-28T20:30:00.001+01:00</published><updated>2011-02-28T20:33:48.159+01:00</updated><title type='text'>Come per andare più avanti ancora/1</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-1MwwlePqw0M/TWv4lpqtODI/AAAAAAAAAHE/AYLrtgcfeoM/s1600/comeperandareretro.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-1MwwlePqw0M/TWv4lpqtODI/AAAAAAAAAHE/AYLrtgcfeoM/s400/comeperandareretro.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5578825889152317490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-5382241351872635208?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/5382241351872635208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/5382241351872635208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/02/come-per-andare-piu-avanti-ancora1.html' title='Come per andare più avanti ancora/1'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1MwwlePqw0M/TWv4lpqtODI/AAAAAAAAAHE/AYLrtgcfeoM/s72-c/comeperandareretro.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-509367545727489844</id><published>2011-02-10T14:29:00.004+01:00</published><updated>2011-02-10T14:36:09.600+01:00</updated><title type='text'>La nuova festa? È molto meglio del 25 aprile</title><content type='html'>&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 239px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-gHIk-19tV_A/TVPpJ3UZvjI/AAAAAAAAAG0/WDpi8Vldk7c/s320/giorgia_meloni.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572053519665053234" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(0, 0, 0);  -webkit-text-decorations-in-effect: none;  line-height: 15px; font-size:small;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;(Giorgia Meloni)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; Cresce il dibattito sul 17 marzo, giorno in cui si celebrerà il 150º anniversario dell’Unità d’Italia. Si discute sul senso che deve avere e sulla necessità o meno di celebrarlo alla stre gua di una festa nazionale. Forse non è un male, almeno siamo tutti costretti a un confronto più onesto e trasparente. Personalmente, resto convinta che almeno una volta ogni 150 anni ci sia bisogno di 24 ore per ricordare una grande avventura collettiva che innalzò una nazione, dove prima c’erano solo un popolo lacerato e un territorio conteso tra potenze straniere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  color: rgb(34, 34, 34); font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:13px;"&gt;&lt;p class="xtesto_notizie" style="text-align: justify;margin-top: 8px; margin-right: 0px; margin-bottom: 8px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ventiquattr’ore per celebrare le ragioni del nostro futuro in comune. Per ritrovare stima e coscienza della propria identità culturale. Per rinsaldare il legame tra le generazioni nel tempo, e insieme il legame tra gli uomini e le donne che vivono oggi nello stesso luogo. Non mi sembra cosa da poco. Credo valga la pena dedicargli un giorno di festa. Naturalmente a patto che sia davvero tale e non solo un giorno di vacanza. Che lo si festeggi insomma, come un compleanno. Vorrei che ciò avvenisse non solo nel 2011, ma tutti gli anni. Questo è il senso del 17 marzo e non riesco a condividere le opinioni, talvolta molto autorevoli, che vorrebbero declassare questa data a una celebrazione di serie B. Non mi pare di aver mai udito alcuna voce levarsi in difesa della produzione o dell’istruzione nazionale per il 2 giugno o il 25 aprile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="xtesto_notizie" style="text-align: justify;margin-top: 8px; margin-right: 0px; margin-bottom: 8px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Non vorrei che il 17 marzo si celebrasse a scapito di altre date, sia chiaro. Eppure avrebbe maggior senso festeggiare il giorno dell’unità degli italiani anziché momenti in cui gli italiani si sono divisi, come quando prevalse nel referendum l’ordinamento repubblicano sull’ordinamento monarchico. E sono colpevole di apologia del fascismo se ritengo che la data di nascita della nazione italiana si collochi nel Risorgimento e non nella Liberazione? La verità è che per troppi anni abbiamo riempito l’assenza di una giornata dedicata all’unità del nostro popolo ( come avviene per tutti gli altri popoli del mondo) con altre, importanti certamente ma non altrettanto unificanti. Si dirà, ma il giorno dell’Unità d’Italia non unisce affatto, semmai divide.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="xtesto_notizie" style="text-align: justify;margin-top: 8px; margin-right: 0px; margin-bottom: 8px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Lo ha detto il presidente della Provincia di Bolzano, lo fanno notare, anche se con molto garbo democratico, alcuni esponenti politici dell’attuale maggioranza. È proprio per questo che abbiamo un disperato bisogno di festeggiare il 17 marzo. Per ricordare innanzitutto. Che troppo sangue è stato versato da italiani e austriaci per giungere ad una pace che a Bolzano ha portato autonomia e prosperità, che le navi dei Mille si chiamavano Piemonte e Lombardo, che però la nostra nazione era stata pensata e voluta federalista, ma senza la rivolta della popolazione siciliana non si sarebbe destata la voglia d’Italia nel Meridione che poi tutto travolse. Spero sia anche l’occasione per ricordare a coloro che considerano i giovani di oggi incapaci di rappresentanza politica e civile, che fu una generazione di giovani ribelli a fare l’Italia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="xtesto_notizie" style="text-align: justify;margin-top: 8px; margin-right: 0px; margin-bottom: 8px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Gente di vent’anni o anche meno, armata di nuovi sogni e vecchi fucili, gettò se stessa contro le baionette di un esercito straniero infinitamente più grande e potente, senza paura. E morì, come Goffredo Mameli e tanti altri. Nella speranza che le successive generazioni non avrebbero lasciato cadere il testimone insanguinato dell’unità fra gli italiani. Non ci si sente un po’ piccini a parlare di fabbriche e produttività con il rischio che quei ragazzi ci ascoltino?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-509367545727489844?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/509367545727489844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/509367545727489844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/02/la-nuova-festa-e-molto-meglio-del-25.html' title='La nuova festa? È molto meglio del 25 aprile'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-gHIk-19tV_A/TVPpJ3UZvjI/AAAAAAAAAG0/WDpi8Vldk7c/s72-c/giorgia_meloni.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-6840664329084468772</id><published>2011-02-10T09:45:00.003+01:00</published><updated>2011-02-10T09:48:06.558+01:00</updated><title type='text'>Cineomaggio a Clint Eastwood/3</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-EjiN2B5I_0c/TVOmPRO7iqI/AAAAAAAAAGU/jzWMoUt3rac/s1600/cineomaggioaclinteastwood.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-EjiN2B5I_0c/TVOmPRO7iqI/AAAAAAAAAGU/jzWMoUt3rac/s400/cineomaggioaclinteastwood.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571979945241709218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-6840664329084468772?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6840664329084468772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/6840664329084468772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/02/cineomaggio-clint-eastwood3.html' title='Cineomaggio a Clint Eastwood/3'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-EjiN2B5I_0c/TVOmPRO7iqI/AAAAAAAAAGU/jzWMoUt3rac/s72-c/cineomaggioaclinteastwood.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-1512741009300056002</id><published>2011-02-10T09:42:00.001+01:00</published><updated>2011-02-10T09:44:54.546+01:00</updated><title type='text'>Cineomaggio a Clint Eastwood/2</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-672e0c0a6a615627" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v7.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D672e0c0a6a615627%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331314613%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D29CC0E00EFA74309344C6299E74A92F1538122B8.39846EC333E6FAA278BE4C23497914880290003B%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D672e0c0a6a615627%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DqOxD_dVmLanAF3cb-PY_IA_G2NI&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v7.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D672e0c0a6a615627%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331314613%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D29CC0E00EFA74309344C6299E74A92F1538122B8.39846EC333E6FAA278BE4C23497914880290003B%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D672e0c0a6a615627%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DqOxD_dVmLanAF3cb-PY_IA_G2NI&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-1512741009300056002?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1512741009300056002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1512741009300056002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/02/cineomaggio-clint-eastwood2.html' title='Cineomaggio a Clint Eastwood/2'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-1485770907859478645</id><published>2011-02-09T09:41:00.000+01:00</published><updated>2011-02-10T09:41:52.106+01:00</updated><title type='text'>Cineomaggio a Clint Eastwood</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-tGJgyAMKPWs/TVOkr4MBArI/AAAAAAAAAGE/smLhz0GjgLY/s1600/Clint_Eastwood%252C_White_Hunter.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-tGJgyAMKPWs/TVOkr4MBArI/AAAAAAAAAGE/smLhz0GjgLY/s320/Clint_Eastwood%252C_White_Hunter.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571978237711549106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Casaggì, in collaborazione con l’associazione “Punto Zero” e con il contributo dell’Università degli Studi di Cagliari, organizza il cineforum “Cineomaggio a Clint Eastwood”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'Lucida Sans Unicode', 'Lucida Grande', sans-serif;font-size:12px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;L’iniziativa vuole essere un modesto tributo all’attore, regista e produttore statunitense Clint Eastwood e al suo modo, raro, di fare cinema. Come attore, Eastwood è stato il paradigma dell’eroe, dedito al coraggio e incline all’avventura, mai moralista eppure sempre fedele al proprio libero codice d’onore. Come regista e produttore, ha raccontato le storie che il grande cinema ignora e di cui i cultori del progresso hanno una terribile paura in quanto rivelano, con estrema lucidità, il fallimento dell’attuale modello di società e lo scadimento morale che ad esso è conseguito, restituendo a un mondo “antico”, retto su pochi e semplici valori, la sua irresistibile forza attrattiva.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Il cineforum si svolgerà in due giornate. Martedì 22 febbraio, alle ore 20.30, presso il Centro Iniziative Sociali, in Piazza del Carmine, 4, sarà proiettato “Million Dollar Baby”, diretto e interpretato dallo stesso Eastwood e dedicato al mondo della boxe. Giovedì 24 febbraio, sempre alle ore 20.30 e sempre al Centro Iniziative Sociali, sarà proiettato “Gran Torino”, ultimo capolavoro con Eastwood attore protagonista, che evoca il problema della società multirazziale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;L’ingresso è gratuito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-1485770907859478645?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1485770907859478645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1485770907859478645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/02/cineomaggio-clint-eastwood.html' title='Cineomaggio a Clint Eastwood'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-tGJgyAMKPWs/TVOkr4MBArI/AAAAAAAAAGE/smLhz0GjgLY/s72-c/Clint_Eastwood%252C_White_Hunter.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-7064817711264627090</id><published>2011-02-06T19:43:00.003+01:00</published><updated>2011-02-07T15:58:31.256+01:00</updated><title type='text'>Quanto ci piacciono i dittatori</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TU7tA4RMtEI/AAAAAAAAAFs/cd5GF2cO16U/s1600/FALLACI.jpeg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 199px; height: 254px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TU7tA4RMtEI/AAAAAAAAAFs/cd5GF2cO16U/s320/FALLACI.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5570650388464186434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;(Massimo Fini)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;È  evidente l'estremo  imbarazzo dell'Occidente (con ciò intendendo  l'America e tutti i Paesi  cosiddetti democratici che le fanno da  codazzo) di fronte alle  rivoluzioni popolari, laiche, emerse  improvvisamente in Tunisia, in  Albania, in Egitto. Perché ci mette di  fronte alla nostra  contraddizione di fondo: da una parte noi siamo i  grandi vessilliferi  dell'ideale democratico tanto che non esitiamo a  imporlo, anche a suon  di “bombe blu” e all’uranio impoverito, a popoli  che non ne vogliono  sapere (Afghanistan), dall'altra se emergono forze,  democraticamente  elette, che non ci sono amiche, o che sospettiamo che  non lo siano,  preferiamo le dittature, anche quelle particolarmente  infami e corrotte  (una nostra specialità è appoggiare i regimi più  corrotti del mondo,  perché sono più facilmente manovrabili).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;LA PROVA  si ebbe nel 1991  quando in Algeria si tennero le prime elezioni libere e  democratiche di  quel Paese dopo trent'anni di una dittatura militare  sanguinaria.  Vinse il Fis, Fronte Islamico di Salvezza, col 75% dei  consensi. Allora  aiutammo i generali tagliagole algerini ad annullare  quelle elezioni  con la motivazione che il Fis avrebbe instaurato un  regime totalitario.  Cioè in nome di una dittatura ipotetica si ribadiva  quella che già  c'era. I dirigenti del Fis furono arrestati e decine di  migliaia di  militanti messi in galera. Quando si vuole schiacciare una  forza che ha  il consenso di tre quarti della popolazione la conseguenza  non può che  essere la guerra civile, che infatti ha insanguinato  l’Algeria per più  di dieci anni con centinaia di migliaia di vittime che  pesano in buona  parte sulla nostra adamantina coscienza di occidentali.  Comunque la  lezione algerina aveva questa pedagogia: le elezioni  democratiche  valgono solo quando le vinciamo noi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Un discorso  apparentemente  diverso ma sostanzialmente analogo va fatto per la  Rivoluzione  khomeinista. Per decenni l'Occidente ha sostenuto lo Scià di  Persia, un  dittatore patinato (quanti servizi su Soraya, “la  principessa triste”,  e Farah Diba abbiamo dovuto sorbirci nella nostra  giovinezza) quanto  spietato, la cui polizia, la Savak, era la più  famigerata del Medio  Oriente, il che è tutto dire. Lo Scià rappresentava  una sottilissima  striscia, il 2%, di borghesia occidentalizzante  ricchissima che si  poteva vedere in quegli anni, tutta in ghingheri a  Londra e a New York,  mentre il resto del Paese era alla fame. Finché il  tappo è saltato ed è  arrivato Khomeini che, poiché noi ragioniamo sempre  e solo con le  nostre categorie, dapprima fu scambiato dalle sinistre  per un  bolscevico (“Baktiar = Kerenski, Khomeini = Lenin” scriveva  l'Unità) e  in seguito, quando fu chiaro che proponeva una via allo  sviluppo del  mondo islamico che non fosse né comunista né capitalista,  divenne per  tutti "il demonio". Tanto è vero che gli opponemmo un  dittatore vero, e  particolarmente criminale, Saddam Hussein, mentre la  teocrazia non è  certo la democrazia, ma non è nemmeno il potere assoluto  nelle mani di  un solo uomo. La stessa cosa sta avvenendo in questi  giorni in Egitto.  Hosni Mubarak sarebbe saltato da tempo come un tappo,  sotto la  pressione dell'ebollizione strisciante di un'intera popolazione  che non  ne poteva più del suo prepotere, del suo nepotismo, della  corruzione  sua e del suo clan, dei metodi illiberali e polizieschi (non  per nulla  gli americani quando hanno catturato illegalmente, violando  ogni norma  di diritto internazionale, l'imam di Milano Abu Omar, lo  hanno spedito  subito nelle prigioni del Cairo perché vi potesse essere  adeguatamente  torturato ), se gli Stati Uniti non lo avessero sostenuto  per decenni  con miliardi di dollari l'anno e costruendogli addosso uno  dei più  imponenti eserciti del mondo, in funzione antiraniana e pro  israeliana  (ma era stato Sadat, un uomo probo, e non quel pendaglio da  forca di  Mubarak, ad avere il coraggio di alzare il telefono e dire al  nemico di  sempre: piantiamola). Anche qui la lezione è che, nonostante i  nostri  roboanti proclami, i regimi dittatoriali, i calpestatori  professionali  dei "diritti umani", ci stanno bene purché stiano ai  nostri ordini e  servano i nostri interessi. Così abbiamo sostenuto  Musharraf, il  sanguinario dittatore del Pakistan, perché ci ha aperto le  porte  dell'Afghanistan , così come sosteniamo, per lo stesso motivo, il   corrottissimo e altrettanto dittatoriale, sotto false forme   democratiche, Sali Berisha, Alì Zardari, o il re Abdullah dell'Arabia   Saudita dove la sharia è applicata in modo più sistematico di quanto   avvenga in Iran e di quanto avvenisse sotto il demonizzato regime   talebano, e tiranni e tirannelli di mezzo mondo, purché “amici” e   sensibili ai dollari.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;ADESSO la tentazione, anzi il progetto, è di   pilotare le rivoluzioni tunisina, albanese e egiziana a nostro uso e   consumo. Di giocare sulla carne e sulla pelle di chi ha avuto il   coraggio – che manca in Italia – di ribellarsi all'ingiustizia, perché   torni tutto come prima e quei Paesi restino a fare da servi agli   interessi dell'Occidente. Io credo che questa politica imperiale, di   “gendarmi del mondo” che si sono autonominati tali, non paghi più,   nemmeno in termini di realpolitik. Credo che sia venuto finalmente il   momento di lasciare agli altri popoli il diritto elementare di   autodeterminarsi da sé, secondo la propria storia, le proprie   tradizioni, la propria cultura, la propria vocazione e anche i propri   interessi. E forse allora scopriremmo che l'evidente ostilità che   circonda l'Occidente, in Medio Oriente, in America Latina, in quel che   resta dell'Africa nera, in Asia centrale, in Afghanistan, non è dovuta a   motivi ideologici o religiosi, ma alle prepotenze militari, economiche  e  politiche di cui li facciamo oggetto da decenni se non da secoli.   Usando costantemente la pratica dei “due pesi e due misure”. Questo   sarebbe anche un modo per spazzar via il radicalismo terrorista, che   peraltro è un fenomeno marginale. Dopo gli attentati londinesi di   qualche anno fa, il sindaco di Londra, Livingstone , molto amato dai   suoi concittadini, li condannò, ma disse anche: “Se il popolo inglese   avesse dovuto subire le ingerenze che noi anglosassoni stiamo   perpetrando da più di un secolo su quelli arabi e musulmani, credo che   io sarei diventato un terrorista britannico”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-7064817711264627090?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7064817711264627090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7064817711264627090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/02/quanto-ci-piacciono-i-dittatori.html' title='Quanto ci piacciono i dittatori'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TU7tA4RMtEI/AAAAAAAAAFs/cd5GF2cO16U/s72-c/FALLACI.jpeg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-2052786981364157932</id><published>2011-01-20T09:49:00.000+01:00</published><updated>2011-02-10T09:51:17.211+01:00</updated><title type='text'>Casaggì su Mirafiori/2</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-23rKGVRP6dc/TVOm5YI5kBI/AAAAAAAAAGc/PlRKH5f8AW0/s1600/fiat.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-23rKGVRP6dc/TVOm5YI5kBI/AAAAAAAAAGc/PlRKH5f8AW0/s400/fiat.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571980668649967634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-2052786981364157932?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2052786981364157932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/2052786981364157932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/01/casaggi-su-mirafiori2.html' title='Casaggì su Mirafiori/2'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-23rKGVRP6dc/TVOm5YI5kBI/AAAAAAAAAGc/PlRKH5f8AW0/s72-c/fiat.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-4129384155750884424</id><published>2011-01-20T09:38:00.001+01:00</published><updated>2011-02-10T09:40:21.074+01:00</updated><title type='text'>Casaggì su Mirafiori</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Dqnrn6E5Yu0/TVOkWHE1ZyI/AAAAAAAAAF8/H3InIEYTgVw/s1600/marchionne-fiat-480x367.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 245px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Dqnrn6E5Yu0/TVOkWHE1ZyI/AAAAAAAAAF8/H3InIEYTgVw/s320/marchionne-fiat-480x367.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571977863750838050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sulla vicenda dell'accordo di Mirafiori, interviene la comunità giovanile Casaggì.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:'Lucida Sans Unicode', 'Lucida Grande', sans-serif;font-size:12px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;«Alla luce di quello che è successo nei giorni scorsi a Mirafiori, riteniamo opportuno svolgere alcune considerazioni in merito all'accordo Fiat-sindacati e più in generale al mondo del lavoro».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;«Il 23 dicembre 2010 l’Associazione Capi e Quadri Fiat ha sottoscritto un nuovo accordo con i maggiori rappresentanti sindacali CISL, UIL e UGL (unica non firmataria la FIOM-CGIL) sul futuro dello stabilimento di Mirafiori. Il nuovo accordo aziendale deroga in peius al contratto collettivo nazionale e, per salavarne la legittimità, viene stabilito che la Joint Venture Fiat-Chrysler non aderirà al sistema confindustriale, applicando un contratto specifico di primo livello. Il nuovo contratto tra le altre cose prevede: il ricorso a 120 ore di lavoro straordinario obbligatorio pro capite senza preventivo accordo sindacale; le pause ridotte da 40 a 30 minuti; l’abolizione di alcune voci retributive; diverse limitazioni nel riconoscimento e nella retribuzione delle assenze per malattia; l’esclusione dei sindacati non firmatari dalle rappresentanze sindacali aziendali. Queste modifiche comportano, come è evidente, un notevole peggioramento delle condizioni di lavoro, giustificate da un adeguamento “necessario” all'attuale crisi economica».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;«Se è vero che F.i.a.t è l’acronimo di Fabbrica Italiana Automobili Torino, è vero anche che, oggi, di italiano non vi è che la parola. Soprattutto alla luce dell’esito del referendum, del 13 e 14 gennaio scorsi, dove un 54% di Sì ha vinto su un 46% di No, dando il definitivo via libera all’accordo elaborato dall'amministratore delegato del gruppo, Sergio Marchionne, e sottoscritto dai sindacati. Ci chiediamo quanto “italiana” possa essere considerata la società automobilistica di Torino. Italiana nel senso di appartenenza a quella “civiltà” giuridica e sociale che portò nel 1923 a fissare in 8 ore giornaliere e 48 ore settimanali il tetto massimo di esigibilità del lavoro e nel 1927 alla introduzione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro con efficacia erga omnes attraverso la Carta del Lavoro. Segni di civiltà cancellati dal tempo e dall’erosione capitalistica di un sistema sempre più basato sullo sfruttamento per massimizzare i profitti. Un peggioramento delle condizioni dei lavoratori cui ultimamente si aggiunge la minaccia padronale della chiusura delle fabbriche. Quando un amministratore delegato sottopone l’accordo al ricatto del trasferimento degli investimenti in altri paesi dimostra uno scarso sentimento nazionale, dimenticandosi di quanto fossero italiani i contributi statali quali gli incentivi auto. Si privatizzano gli utili e si socializzano le perdite. La morale del mito del libero mercato è sempre una: tutti imprenditori con i soldi dello Stato».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;«Non condividiamo la scelta della Fiat di uscire dalla Confindustria per sfuggire ai vincoli del Contratto Collettivo Nazionale: concentrare le trattative ad un livello esclusivamente aziendale ha lo scopo di indebolire il peso contrattuale dei lavoratori, che solo ad un livello nazionale può mantenere una forza adeguata. Consideriamo quantomeno “ipocrita” il referendum, per il fatto che è stato impedito ai lavoratori di esprimersi in piena libertà. Del resto, a pochi giorni dalla consultazione, Marchionne aveva dichiarato che, in caso di vittoria del No, lo stabilimento avrebbe chiuso. E allora, la scelta dei lavoratori non poteva che essere una, considerate le conseguenze di un voto contrario: votare Sì significava continuare a lavorare; votare No, di fatto, significava tagliarsi le mani. Una risicata maggioranza, che si è imposta sotto la spinta degli impiegati, penalizzati in misura inferiore rispetto agli operai (tra i quali il No aveva pareggiato il Sì), ha scelto di non tagliarsi le mani. Peraltro, le divisioni sindacali hanno spezzato il fronte unito dei lavoratori che solo poteva opporsi alle decisioni univoche di Marchionne e del gruppo Fiat. Del resto, l’allineamento di quasi tutti i sindacati è la conferma della loro rinuncia a costruire una reale alternativa al sistema liberistico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Si avverte poi l’assenza di una politica che sia in grado di guidare il mondo del lavoro verso la stella polare degli “interessi nazionali”. Il problema dell’attuale crisi industriale va certamente legato anche alla dimensione mondiale della crisi economica. La concorrenza in un contesto non più locale ma globale porta, per la teoria dei vasi comunicanti, a livellare le realtà lavorative: così, per restare “competitivi”, si tagliano i costi del lavoro ( ad esempio, salari, tutele sugli infortuni e sulla previdenza, etc.) e si aumenta l’orario lavorativo, al fine di mantenere livelli di produzione sempre alti. Se gli investimenti imprenditoriali scavalcano i confini nazionali per imporre condizioni di lavoro al ribasso, allora urge una politica sovranazionale che rialzi e riporti a un livello di giustizia sociale i contratti di lavoro. Se il “Capitale” diventa unico dominus dell’economia lo stato deve elevare argini di difesa a favore del “Lavoro”, rafforzare quelli esistenti (il contratto collettivo nazionale di lavoro) e ritornare a forme di “concertazione” più incisive rispetto all’attuale “dialogo sociale”».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;«Soluzioni alternative all’attuale sistema economico e industriale sono state elaborate, proposte e in parte sperimentate nella storia. La “socializzazione” delle imprese comporta la co-proprietà e la cogestione nelle aziende di lavoratori e imprenditori. La co-proprietà ha la finalità di riportare la proprietà privata ad una funzione “sociale”, al servizio della comunità, impedendole di assolutizzarsi in interessi individualistici ed elimina il ricatto del trasferimento dell’azienda. La co-gestione eleva il lavoratore da semplice “lavoratore subordinato” a creatore e responsabile del proprio futuro. Infine, la partecipazione agli utili consegna ai lavoratori il “valore” del proprio lavoro e soppianta una volta per tutte il conflitto di classe, perché spezza il meccanismo del lavoro merce-salario. Senza contare che la responsabilizzazione sociale e giuridica accresce il sentimento di unità e comunità di destino oltre che di “Lavoro”. Più difficile immaginare, nell’attuale sistema, un’altra soluzione che, comunque, a nostro avviso, mantiene la sua validità. La nazionalizzazione delle imprese di interesse strategico, infatti, consentirebbe agli Stati di soddisfare i “bisogni vitali” del proprio popolo contro gli attacchi della “finanza mondiale”. Solo dopo, quando ogni Stato sarà pienamente sovrano, si potranno coordinare le diverse politiche economiche statali in vista di un contributo realmente costruttivo. Queste soluzioni devono essere accompagnate da una visione spirituale del Lavoro: lo spirito che forgia la materia e le da forma. Non sotto l’idolo del “lavoro straordinario”, che fa guadagnare in soldi ma perdere in salute, si deve dirigere l’economia. È necessario ritornare all’idea di un’economia come strumento e non come fine. Non ci appartiene il modello capitalista dell’etica protestante, dello sviluppo sfrenato, della concorrenza al ribasso, dell’uomo schiavo del lavoro. Per arrivare a tutto questo occorre un cambiamento di pensiero e di vita, un cambiamento da “Uomini” degni di quella “Civiltà” da cui discendiamo».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-4129384155750884424?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4129384155750884424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4129384155750884424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/01/casaggi-su-mirafiori.html' title='Casaggì su Mirafiori'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Dqnrn6E5Yu0/TVOkWHE1ZyI/AAAAAAAAAF8/H3InIEYTgVw/s72-c/marchionne-fiat-480x367.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-1200827777223360983</id><published>2011-01-18T09:51:00.000+01:00</published><updated>2011-02-10T09:53:02.822+01:00</updated><title type='text'>Grazie agli universitari!/2</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-mGOvjA9DVI0/TVOnUn13gUI/AAAAAAAAAGk/jsSsNQCwRXU/s1600/grazie.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-mGOvjA9DVI0/TVOnUn13gUI/AAAAAAAAAGk/jsSsNQCwRXU/s400/grazie.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571981136721576258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-1200827777223360983?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1200827777223360983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/1200827777223360983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/02/grazie-agli-universitari2.html' title='Grazie agli universitari!/2'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-mGOvjA9DVI0/TVOnUn13gUI/AAAAAAAAAGk/jsSsNQCwRXU/s72-c/grazie.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-4012807809368228307</id><published>2011-01-18T09:35:00.001+01:00</published><updated>2011-02-10T09:37:52.920+01:00</updated><title type='text'>Grazie agli universitari!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-5lfqAIgdfE4/TVOjoPXDBmI/AAAAAAAAAF0/de1R7YSnRo4/s1600/Universit%25C3%25A0CA4.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 210px; height: 288px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-5lfqAIgdfE4/TVOjoPXDBmI/AAAAAAAAAF0/de1R7YSnRo4/s320/Universit%25C3%25A0CA4.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571977075700729442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana; font-size: small; "&gt;Quasi cento studenti, iscritti all'Università degli Studi di Cagliari, hanno dato la loro adesione al programma di iniziative, presentato da Casaggì, per ottenere l'assegnazione dei contributi stanziati annualmente dall'Ateneo. Il numero degli studenti che, con la loro adesione, hanno voluto dare forza al progetto di Casaggì, nato nell'indifferenza di molti e ora avviato a far parlare di sé negli anni a venire, ci rincuora e ci sprona a proseguire su questa strada, che è la strada battuta da chi accetta il rischio della sfida di costruire qualcosa di nuovo e di diverso nel panorama culturale e politico giovanile, locale ma non solo. E, naturalmente, dimostra un progressivo radicamento della nostra comunità in uno dei luoghi chiave della vita dei giovani cagliaritani, qual è appunto l'Università. A sorprendere è il fatto che non soltanto il numero minimo di firme per accedere ai contributi è stato raggiunto ma soprattutto il fatto che Casaggì stacca le altre associazioni, di più antica formazione e con un curriculum sulla carta più ampio del nostro, di decine di unità. Per questo motivo, a tutti coloro che hanno dato il loro contributo per raggiungere questo risultato, va il nostro più sentito e profondo ringraziamento! Grazie a tutti!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-4012807809368228307?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4012807809368228307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/4012807809368228307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2011/01/grazie-agli-universitari.html' title='Grazie agli universitari!'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-5lfqAIgdfE4/TVOjoPXDBmI/AAAAAAAAAF0/de1R7YSnRo4/s72-c/Universit%25C3%25A0CA4.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-7291426037145617291</id><published>2010-12-21T11:10:00.003+01:00</published><updated>2010-12-21T11:17:22.026+01:00</updated><title type='text'>Che cos'è il Natale?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TRB-c8RLMyI/AAAAAAAAAFc/KVrab7CGsfc/s1600/135272615_bbbbc45c3a.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TRB-c8RLMyI/AAAAAAAAAFc/KVrab7CGsfc/s320/135272615_bbbbc45c3a.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553077376227423010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;margin-bottom: 0.0001pt; "&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;font-size:10pt;"&gt;&lt;i&gt;(Julius Evola)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="  ;font-family:Verdana;font-size:10pt;"&gt; Vi sono riti e feste, sussistenti ormai solo per consuetudine nel mondo moderno, che si possono paragonare a quei grandi massi che il movimento delle morene di antichi ghiacciai ha trasportato dalla vastità del mondo delle vette giù, fin verso le pianure.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="  ;font-family:Verdana;font-size:10pt;"&gt;Tali sono, ad esempio, le ricorrenze che come Natale ed anno nuovo rivestono oggi prevalentemente il carattere di una festa familiare borghese, mentre esse sono ritrovabili già nella preistoria e in molti popoli con un ben diverso sfondo, compenetrate da un significato cosmico e universale. Di solito, passa inosservato il fatto che la data del Natale non è convenzionale e dovuto solo ad una particolare tradizione religiosa, ma è determinata da una situazione astronomica precisa: è la data del solstizio d’inverno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="  ;font-family:Verdana;font-size:10pt;"&gt;E proprio il significato che nelle origini ebbe questo solstizio andò a definire, attraverso un adeguato simbolismo, la festa corrispondente. Si tratta, tuttavia, di un significato che ebbe forte rilievo soprattutto in quei progenitori delle razze indoeuropee, la cui patria originaria si trovava nelle regioni settentrionali e nei quali, in ogni caso, non si era cancellato il ricordo delle ultime fasi del periodo glaciale. In una natura minacciata del gelo eterno l’esperienza del corso della luce del sole nell’anno doveva avere un’importanza particolare, e proprio il punto del solstizio d’inverno rivestiva un significato drammatico che lo distinguerà da tutti gli altri punti del corso annuale del sole. Infatti, nel solstizio d’inverno, il sole, essendo giunto nel suo punto più basso dell’eclittica, la luce sembra spegnersi, abbandonare le terre, scendere nell’abisso, mentre ecco che invece essa di nuovo si riprende, si rialza e risplende, quasi come in una rinascita. Un tale punto valse, perciò, nei primordi, come quello della nascita o della rinascita di una divinità solare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="  ;font-family:Verdana;font-size:10pt;"&gt;Nel simbolismo primordiale il segno del sole come “Vita”, “Luce delle Terre”, è anche il segno dell’Uomo. E come nel suo corso annuale il sole muore e rinasce, così anche l’Uomo ha il suo “anno”, muore e risorge. Questo stesso significato fu suggerito, nelle origini, dal solstizio d’inverno, a conferirgli il carattere di un “mistero”. In esso la forza solare discende nella “Terra”, nelle “Acque”, nel “Monte” (ciò in cui, nel punto più basso del suo corso, il sole sembra immergersi), per ritrovare nuova vita. Nel suo rialzarsi, il suo segno si confonde con quello de “l’Albero” che sorge (“l’Albero della Vita” la cui radice è nell’abisso), sia “dell’Uomo cosmico” con le “braccia alzate”, simbolo di resurrezione. Con ciò prende anche inizio un nuovo ciclo, “l’anno nuovo”, la “nuova luce”. Per questo, la data in questione sembra aver coinciso anche con quella dell’inizio dell’anno nuovo (del capodanno). È da notare che anche Roma antica conobbe un “natale solare”: proprio nella stessa data, ripresa successivamente dal cristianesimo, del 24-25 dicembre essa celebrò il &lt;i&gt;Natalis Invicti&lt;/i&gt;, o &lt;i&gt;Natalis Solis Invicti&lt;/i&gt; (natale del Sole invincibile).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="  ;font-family:Verdana;font-size:10pt;"&gt;In ciò si fece valere l’influenza dell’antica tradizione iranica, da tramite avendo fatto il mithracismo, la r&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;eligione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; cara ai legionari romani, che per un certo periodo si disputò col cristianesimo il dominio spirituale dell’Occidente. E qui si hanno interessanti implicazioni, estendendosi fino ad una concezione mistica della vittoria e dell’&lt;i&gt;imperium&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="  ;font-family:Verdana;font-size:10pt;"&gt;Come invincibile vale il sole, per il suo ricorrente trionfare sulle tenebre. E tale invincibilità, nell’antico Iran, fu trasferita ad una forza dall’alto, al cosiddetto “&lt;i&gt;hvareno&lt;/i&gt;”. Proprio al sole e ad altre entità celesti, questo “&lt;i&gt;hvareno&lt;/i&gt;” scenderebbe sui sovrani e sui capi, rendendoli parimenti invincibili e facendo si che i loro soggetti in essi vedessero uomini che erano più che semplici mortali. Ed anche questa particolare concezione prese piede nella Roma imperiale, tanto che sulle sue monete, spesso ci si riferisce al “sole invincibile”, e che gli attributi della forza mistica di vittoria sopra accennata si confusero non di rado con quelli dell’Imperatore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="  ;font-family:Verdana;font-size:10pt;"&gt;Tornando al “natale solare” delle origini, si potrebbero rilevare particolari corrispondenze in ciò che ne è sopravvissuto come vestigia, nelle consuetudini della festa moderna. Fra l’altro un’eco offuscata è lo stesso uso popolare di accendere sul tradizionale albero delle luci nella notte di Natale. L’albero, come abbiamo visto, valeva infatti come un simbolo della resurrezione della Luce, di là della minaccia delle notte. Anche i doni che il Natale porta ai bambini costituiscono un’eco remota, un residuo morenico: l’idea primordiale era il dono di luce e di vita che il Sole nuovo, Il “Figlio”, dà agli uomini. Dono da intendersi sia in senso materiale che in senso spirituale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"&gt;&lt;span style="  ;font-family:Verdana;font-size:10pt;"&gt;[…]&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align: justify"&gt;&lt;span style="  ;font-family:Verdana;font-size:10pt;"&gt;Avendo ricordato tutto ciò, sarà bene rilevare che batterebbe una strada sbagliata chi volesse veder qui una interpretazione degradante tale da trascurare il significato religioso e spirituale che ha il Natale da noi conosciuto, riportando all’eredità di una r&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;eligione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; naturalistica e per ciò primitiva e superstiziosa. […] Una “religione naturalistica” vera e propria non è mai esistita se non nella incomprensione e nella fantasia di una certa scuola di storia delle religioni […] oppure è esistita in qualche tribù di selvaggi fra i più primitivi. L’uomo delle origini di una certa levatura non adorò mai i fenomeni e le forze della natura semplicemente come tali, egli li adorò solo in quanto e per quel tanto che essi valevano per lui come delle manifestazioni del sacro, del divino in genere. […] la natura per lui non era mai “naturale”. […] Essa presentava per lui i caratteri di un “s&lt;span style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;imbolo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; sensibile del sovrasensibile”. […] Un mondo di una primordiale grandezza, non chiuso in una particolare credenza, che doveva offuscarsi quando quel che vi corrispose assunse un carattere puramente soggettivo e privato, sussistendo soltanto sotto le specie di feste convenute del calendario borghese che valgono soprattutto perché si t ratta di giorni in cui si è dispensati dal lavorare e che al massimo offrono occasioni di socievolezza e di divertimento nella “civiltà dei consumi”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi- font-size:12.0pt;color:black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3288179764372533980-7291426037145617291?l=agcagliari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7291426037145617291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3288179764372533980/posts/default/7291426037145617291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://agcagliari.blogspot.com/2010/12/che-cose-il-natale.html' title='Che cos&apos;è il Natale?'/><author><name>Casaggì</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10456622214461932604</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TJCY4DvGHDI/AAAAAAAAAAo/fK7QCCZ3nAg/S220/casaggi.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TRB-c8RLMyI/AAAAAAAAAFc/KVrab7CGsfc/s72-c/135272615_bbbbc45c3a.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3288179764372533980.post-4262589048869031565</id><published>2010-12-17T12:13:00.002+01:00</published><updated>2010-12-17T12:16:43.904+01:00</updated><title type='text'>Pronti al dialogo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TQtGIi7KfuI/AAAAAAAAAFU/B6AeJnFU8Dk/s1600/20101214_fiamme.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KPJcxsjZOII/TQtGIi7KfuI/AAAAAAAAAFU/B6AeJnFU8Dk/s320/20101214_fiamme.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551608078292123362" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; mso-bidi-font-size:16.0pt;font-family:Verdana;mso-bidi-font-family:Verdana"&gt;(Filippo Facci)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:16.0pt; font-family:Verdana;mso-bidi-font-family:Verdana"&gt; «Ce stanno a levà 'a curtura, ce stanno a levà er futuro, aho, er ggoverno ce sta a distrugge’ ’a scola e ce sta a distrugge er futuro, aho, a ggermini, a berlusco', giù le mani dar futuro, giù le mani da 'a scola, aho, 'mo ce stamo a incazza', stamo a occupa', stamo a blocca’er torpedone, stamo a blocca’er binario, stamo sur tetto, aho, semo tantissimi, famo un mjione, famo er corteo, famo er blizze, perché ce stanno a leva’er futuro, ce stanno e levà 'a curtura, aho, e se ce bloccano er futuro/se ce bloccano la scola/noi bloccamo l'Eurostar, aho, e spaccamo 'e vetrine co i serci, aho, e buttamo li fumoggeni e le torce, aho, damo foco ar cassonetto e sfonnamo er bancomatte, aho, e bruciamo 'a machina e er celulare di'i
